Fireball

È l’album della consacrazione. Raggiunge la vetta della classifica inglese, proietta il gruppo ai vertici del mondo e conia il nuovo linguaggio del rock duro, dove le canzoni di studio, diventano un pretesto per orgiastiche riletture strumentali dal vivo. Ian Gillan si concede anche l’occasione di dare la voce al personaggio di Gesù nell’opera rock Jesus Christ Superstar.

Shades Of Deep Purple

Quelli che diventeranno i re dell’hard rock, debuttano con un album di chiara estrazione beat, allestito in due sedute di studio di sole 18 ore, per dare un rapido seguito all’inatteso successo americano del singolo Hush, rifacimento di un brano di Joe South.

La formazione comprende alcuni tra i più noti musicisti dell’underground inglese, il chitarrista Ritchie Blackmore, il tastierista Jon Lord, il batterista Ian Paice, il bassista Nick Simper e il cantante Rod Evans.

Come Taste The Band

Mentre Ritchie Blackmore decolla con la sua nuova band, i Rainbow; i suoi ex compagni lo sostituiscono con l’americano Tommy Bolin, ottima musicista di estrazione funky che ha lavorato con James Gang, Zephyr e Bill Bruford. Nonostante una critica avversa, il disco è ottimo e presenta nuove soluzioni, come i tabulati funky rock di Lady Luck e Love Child, senza perdere l’energia dei tempi migliori, come documentato da Comin’ Home, Drifter e I Need Love. Ottime le soluzioni vocali di Coverdale e Hughes che dipingono con grande intensità le ballate This Time Around e You Keep On Moving.

Slaves And Masters

L’ennesimo litigio tra Blackmore e Gillan porta all’allontanamento di questo ultimo, sostituito da Joe Lynn Turner, compagno di avventura del chitarrista nei Rainbow. Il disco ha lo scopo di accontentare i fan americani, con un suono più morbido e non a caso il singolo scelto è la ballata Love Conquers All, che resta ad oggi l’ultimo brano di successo del gruppo.

In Rock

È l’album che apre definitivamente l’epopea dell’hard rock. Un capitolo fondamentale di un periodo musicale di forti impulsi creativi e di irrefrenabili energie. La band è all’apice della forma e forgia canzoni memorabili, come Speed King, Living Wreck e Into The Fire. Gli acuti portentosi di Gillan confezionano l’eclettica Child In Time, rubata però dal repertorio degli It’s A Beautiful Day. Diventerà un marchio di fabbrica, la determinante produzione di Martin Birch.

Burn

Con gli innesti dello sconosciuto cantante David Coverdale e dell’ex Trapeze Glenn Hughes nel doppio ruolo di bassista e cantante, il gruppo torna a scrivere un pezzo classico come Burn, con un riff degno della fama di Smoke On The Water. Ma l’intero 33 giri non mostra cedimenti e canzoni come Might Just Take Your Life, Lay Down, Stay Down e You Fool No One restituiscono ai fan un gruppo al massimo della forma. Un discorso a parte merita lo strepitoso hard blues di Mistreated, magistralmente interpretato da Coverdale, nel quale Blackmore può finalmente esaudire il suo desiderio di dare forma compiuta ad un’idea compositiva, avuta anni prima, ma mai pubblicata, perché non adatta alla voce di Ian Gillan. Tutti i CD fino a questo sono stati rimasterizzati e pubblicati con varie tracce aggiunte, alcuni in doppio CD.