David Byrne

Il capolavoro della maturità: un disco che inquieta senza riuscire pesante e diverte innovando le consuete formule latino-punk. Prodotto da Arto Lindsay, Susan Rogers e lo stesso Byrne, con una musica essenziale, temperata fine eppure ricca di sfumature.

Alcuni brani sono fra i più belli mai scritti da Byrne: come A Long Time Ago, Back In The Boxe soprattutto Strange Ritual. Esiste un’edizione de luxe del CD, che mette in risalto le raffinate foto in bianco e nero di Jean-Baptiste Mondino.

Dust And Dreams

Ulteriore evoluzione del concetto di concept secondo i Camel: composto su testi di Susan Hoover, ispirato a Steinbeck, contiene canzoni pop con arrangiamento sinfonico. È il primo di un nuovo corso discografico indipendente, dedicato soprattutto i fan, che manda a compimento vari lavori sempre dignitosi, tra album nuovi e recupero di nastri d’archivio (la serie Camel On The Road).

Desire

Un album dall’atmosfera magica, per cui Dylan si avvale — ed è la prima volta — della collaborazione di un altro autore. Dylan aveva conosciuto Jacques Levy grazie a Roger McGuinn (i due avevano scritto insieme Chestnut Mare per i Byrds) e da questo incontro fortunato nascono ben sette delle nove canzoni che compongono l’album.

Dylan conosce i segreti dalla narrazione in musica, ma Levy gli porta la sua esperienza di autore teatrale e Desire spicca nella discografia dylaniana proprio per il suo andamento drammatico. Tra le canzoni — tutte memorabili: da Isis a Sara, passando per Oh, Sister e One More Cup Of Coffee — spicca Hurricane, che racconta la storia del pugile nero Rubin Carter, condannato per un delitto che non aveva commesso.

La canzone diventa il fulcro di una campagna per salvare Carter e il perno della Rolling Thunder Revue, una specie di "spettacolo viaggiante" in cui Dylan coinvolge un piccolo esercito di amici musicisti e poeti.

Declaration

Il doppio binario di Mike Peters (cantante, chitarrista e leader del gruppo), sempre in bilico tra power pop e combat folk, è già tracciato nell’album di debutto: dove tra l’incedere militaresco di Blaze Of Glory, l’urlo rabbioso di Where Were You Hiding When The Storm Broke e 68 Guns, muscolare ode all’amicizia virile e alla vita di strada, si incunea qualche episodio melodico di respiro orchestrale (We Are The Light).

Doppio lungo addio

Ancora una lunga pausa, durante la quale lavora con maggiore costanza dietro le quinte (ad esempio per Gang, Estra, Cristiano De Andrè, e componendo con Fabrizio De André la celebre Don Raffaé). Il pendolo della sua ispirazione torna a oscillare verso il rock, ma senza abbassare il tiro nell’attitudine poetica.