Blue Bell Knoll

La collaborazione con Budd spinge Guthrie a fare un passo oltre, badando sempre più all’"ambiente" e meno alla sostanza melodica delle canzoni. Con un budget più ricco (messo a disposizione dalla Capitol che pubblica il disco in America), il trio scozzese amplia il corredo strumentale (marimbe, xilofoni, clavicembali e percussioni assortite) ma non sempre convince.

Heaven Or Las Vegas

Il disco di maggior successo: vellutato, più conciso del solito nella ricerca di un formato pop (alla maniera dei Cocteau Twins, però) che le prove precedenti avevano un po’ perso di vista. Il singolo apripista Iceblink Luck offre ritmo sostenuto, chitarre slide ed una Fraser dal timbro più terreno e sensuale. Il resto scorre tra belle ballate (Fifty-fifty Clown) e qualche timido accenno alla contemporaneità (le influenze hip-hop di Pitch The Baby).

Treasure

Il terzo album segna un punto di non ritorno: arcano, barocco, sempre più denso e stratificato nei suoni, tra suggestioni spagnoleggianti (il flamenco rarefatto di Ivo, omaggio al boss della 4AD), accenti di musica ecclesiastica (Beatrix), riff taglienti di chitarra (Persephone), litanie sognanti (Pandora) e ambiziose polifonie vocali (Donimo).

Ben prima dei Sigur Ros, la Fraser inventa un linguaggio incomprensibile, poetico e misterioso.

BBC Sessions

Il gruppo non esiste più da due anni, ed è lo stesso Guthrie ad incaricarsi di pubblicare questa doppia raccolta di incisioni radiofoniche sulla sua etichetta. In scaletta brani del primissimo periodo, rifacimenti acustici di pezzi di Milk&Kisses e una cover spettrale di Strange Fruit di Billie Holiday.

Victorialand

Momentaneamente orfani di Simon Raymonde, da poco entrato in formazione, Guthrie e Fraser confezionano un disco di stampo prevalentemente acustico (la chitarra però è "trattata") che prende ispirazione da remote terre antartiche. La scelta minimalista è pregevole (qualcuno parlerà a posteriori di "proto- chill out") ma non evita qualche momento di noia.

Garlands

Scozzesi innamorati dei Birthday Party, Robin Guthrie (chitarra) e Elizabeth Fraser (voce), qui in compagnia del bassista Will Heggie, registrano il loro debutto di getto, in poco più di una settimana. Qualcuno detta subito para"goni con il post punk darkeggiante di Siouxsie & The Banshees: ma il suono dei Cocteau Twins è assai più etereo ed alieno, per quanto ancora influenzato dalla new wave inglese.

Head Over Heels

Il suono della coppia è già un marchio di fabbrica inconfondibile: chitarre effettate e sciabolanti, drum machine onnipresente, voce acuta ed ipnotica che ricorda una Kate Bush trasportata in dimensioni oniriche e lontane.

Carezzevoli cantilene folk-pop (Sugar Hiccup), avvolgenti chitarre twang (In The Gold Dust Rush), atmosfere da jazz club ultraterreno (Multifoiled) disegnano i contorni di una mappa sonora e geografica impalpabile, indefinibile, ma al tempo stesso molto seducente.