Shiny Beast (Bat Chain Puller)

Rimasto senza band, Beefheart si prende una lunga pausa, rientra negli USA, si riavvicina a Zappa (un disco cointestato, Bongo Fury) e si allontana dalla musica, preferendo dipingere. Un disco già pronto (titolo Bat Chain Puller) viene accantonato e le canzoni riregistrate e pubblicate con il nuovo titolo Shiny Beast.

Nonostante non riesca ad avere una carriera regolare, il Capitano sembra aver trovato un nuovo equilibrio artistico, con un conseguente ritorno alla bella creatività di un tempo.

Strictly Personal

La storia discografica di Beefheart è da subito confusa e contrastata da problemi contrattuali. La militanza con la Blue Thumb dura poco e produce un album pesantemente rimaneggiato dai discografici, in cui ci sono però altre devastanti versioni di Safe As Milk, Trust Us, Kandy Korn.

Altri brani da quelle stesse session saranno pubblicati nel 1971 su Mirror Man e nel 1992 su I May Be Hungry.

Captain Beefheart

Non Disponibile

Don Van Vliet, in arte Captain Beefheart, è uno dei grandi squartatori della musica moderna: voce ruvida e tagliente e una straordinaria carica interpretativa che gli hanno permesso di stravolgere le consuete coordinate rock e blues.

Dopo 18 anni di carriera musicale, 25 album pubblicati e l’amicizia con Frank Zappa, l’artista si ritira dalle scene nel 1982 e scompare per malattia nel dicembre 2010. 

Safe As Milk

L’esordio, con la leggendaria Magic Band (ospite Ry Cooder) disegna già trame musicali atipiche per la scena americana, che passano attraverso brani sfilacciati, sgraziati, in cui se c’è melodia viene subito soffocata tra urla, distorsioni o parodia zappiana.

Sure ‘Nuff ‘n Yes I Do, Zig Zag Wanderer, Electricity, Yellow Brick Road, Abba Zabba sono tra i brani più noti di tutta la carriera.

Clear Spot

Per una grande etichetta come la Reprise escono due LP un po’ più accessibili, che provano a percorrere sentieri rock blues un po’ più lineari del solito. Il tentativo, evidente, è quello di arrivare al grande pubblico ma Beefheart non è bravo con i compromessi e preferisce azzerare la carriera e ricominciare da capo in Inghilterra, dove le condizioni sono più favorevoli.

Mirror Man

Rimasto inizialmente nei cassetti, contiene registrazioni per la Blue Thumb vecchie di qualche anno ma molto più belle di quelle pubblicate nel 1968: nell’originale versione LP contiene quattro brani dagli effetti devastanti, come il lunghissimo incubo blues di Tarotplane. Altri cinque saranno aggiunti nelle recente riedizione CD.

Bluejeans And Moonbeams

In Europa il Capitano perde un po’ di grinta e acquista smalto pop: non è più il grande squartatore dei primi tempi ma un rocker in cerca di pubblico e soddisfazioni.

Dopo il primo disco Virgin la Magic Band si sfalda, e il leader è costretto a rimediare in fretta nuovi musicisti per registrare Bluejeans And Moonbeams, il disco più ortodosso di tutto il catalogo.

I’m Going To Do What I’m Gonna Do

Venduto solo via internet, documenta un famoso concerto del 1978 (già noto su bootleg) a New York, uno dei pochi sopravvissuti alla polvere del tempo in qualità accettabile.

Sulla grande nostalgia lasciata dal personaggio, sono poi usciti altri album di dubbia legalità, tra cui Merseytrout (dal vivo a Liverpool nel 1980), London 1974 e soprattutto Dust Sucker (con i famosi nastri originali di Bat Chain Puller).

Trout Mask Replica

Uno dei dischi più influenti di tutta la storia rock, nato in sole otto ore e mezzo tra il salotto di una casa a San Fernando Valley e un piccolo studio fuori Los Angeles.

Un sublime manifesto di stravaganza, un esagerato inno all’immaginazione al potere, con radici che partono dal blues di Howlin’ Wolf e dal garage rock per diramarsi verso Albert Ayler, Ornette, Sun Ra, e verso l’absolutely free di Frank Zappa (produttore e discografico dell’opera).

Ice Cream For Crow

I due ultimi dischi prima del ritiro sono i più belli da molto tempo, il primo soprattutto, che mostra la grinta di un tempo, una voce solo un po’ meno ruvida ma tutte le eccentricità dei tempi migliori. A quel punto però, con scelta radicale, Van Vliet toglie Beefheart dalla scena e abbandona il mondo del rock per dedicarsi alla pittura.