Camerini Alberto

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Nato a San Paolo del Brasile nel 1951 e trasferitosi a Milano con la famiglia nel 1963, è uno dei protagonisti del movimento artistico che ruota attorno ai festival e ai circoli controculturali milanesi (come quello di Santa Marta, cui è dedicata una canzone del primo album). Suona con il gruppo Il Pacco, con Eugenio Finardi e Claudio Rocchi, quindi è session man per Patty Pravo e Stormy Six.

Portavoce di sonorità punk agli albori degli anni Ottanta e robattezzato l’"arlecchino del rock italiano" per le sue movenze tipiche nelle performance live, è l’autore del pezzo cult Rock’nRoll Robot (1981).

Un bagaglio di 18 album pubblicati – 12 registrati in studio e 6 raccolte – , sonorità che oscillano dal punk al poprock al synth, e un immagine sfacciatamente glam, ne fanno un artista poliedrico e d’eccezione nel panorama nostrano, nonostante il lento declino musicale e fisico dell’ultimo decennio.

 


Rudy&Rita

Rock’n’roll Robot lo proietta al numero uno in classifica, e improvvisamente Camerini è il personaggio del momento. Piovono, da coloro che lo ricordano legato a Re Nudo e alla controcultura, le accuse di commercializzazione, ma a ben guardare l’atmosfera carnevalesca e infantile di cui tutto il disco è impregnato ha sempre caratterizzato il suo discorso — solo che ora c’è qualcuno che lo ascolta.

Comici cosmetici

Compare il personaggio dell’arlecchino moderno, che Camerini farà suo per tutta la carriera, e ritorna il rock: si sentono le influenze inglesi, con qualche velleità punk, ma l’album prodotto da Shel Shapiro asseconda soprattutto i guizzi divertiti del cantante, che rimane in equilibrio tra favole e utopie (Macondo).

Gelato metropolitano

Disco più acustico del precedente, rispecchia l’anima freak degli anni di piombo: nella cupa Milano anni ’70 crescono anime multicolori come quella di Camerini, che sorride pensando a L’arrivo di Mao Tse Tung in paradiso e sambeggia in Gelato metropolitano. Siccome "il privato è politico", Camerini parla molto di sé oltre che degli slogan che si sentono in giro (su tutti, Bambulé). Produttore è stavolta Ares Tavolazzi, sempre degli Area.

Angeli in blue jeans

Dopo un paio di anni nella hit-parade dei 45 giri (Computer capriccio e la sanremese La bottega del caffè) si prende una pausa. Quando torna, si rivolge al mondo dei giovanissimi divisi tra "dark" e "paninari" con un album pop-rock che viene pressoché ignorato. La risposta è una sparizione dalle scene, che accentua nel pubblico la percezione di Camerini come "meteora".