Live PCPPEP

Il disco esclude il lato visivo degli spettacoli dei Butthole Surfers, con ballerini nudi, video scandalosi e altre provocazioni. Le canzoni sono quelle del mini LP d’esordio in una resa dal vivo un po’ sotto tono, specie quel cataclisma di The Shah Sleeps In Lee Harvey’s Grave. Butthole Surfers + Live PCPPEP (Latino Bugger Veil, 2003 &Stelle=4;) riunisce le due prime uscite del gruppo texano con inediti dal vivo e in studio e un demo di Something.

Hairway To Steven

Un’altra opera da veri freak beffarda e provocatoria. Oltre all’anagramma che fa il verso ai Led Zeppelin, i brani non si intitolano con delle parole ma con dei disegni (es. due giocatori di baseball, un cavallo, un coniglio e un pesce). Una sarabanda di stili, una decomposizione parodistica dei generi che attraversa rock acido, punk, folk e heavy metal.

Pioughd

Lo si ricorda per la cover di Donovan, Hurdy Gurdy Man, e il tema Country di Lonesome Bulldog, tutto volto in chiave parodistica. Più che un album, una serie di sketch. L’anticamera del passaggio su major, che inizia la fase più moderata del complesso del Texas, inframmezzata da parentesi soliste.

Independent Worm Saloon

Per la produzione si scomoda John Paul Jones dei Led Zeppelin. Il problema è rendere l’eccentricità dei Butthole Surfers, che i media corporativi chiamano con un più conveniente BH Surfers, più commestibile al pubblico mainstream. Il compromesso è più o meno dignitoso, con momenti interessanti e altri piuttosto ordinari. Il singolo Who Was In My Room Last Night? ottiene un discreto successo.

Humpty Dumpty L.S.D.

Uno sguardo su tutta la carriera dei texani seguendo non i loro capitoli più noti ma le rarità, gli out-takes, le curiosità da regalare ai fan, una collaborazione con Daniel Johnston (All Day) e un omaggio ai 13 Floor Elevators con la cover di Earthquake.

Rembrandt Pussyhorse

I Butthole Surfers si confermano uno dei gruppi underground più originali e goliardici con i loro sberleffi avanguardistici, le digressioni tra psichedelia e punk e la cover di American Woman dei Guess Who. Al basso entra Jeff Pinkus. La versione su CD aggiunge il mini Cream Corn From The Socket Of Davis (Touch And Go, 1985 &Stelle=3;).

Weird Revolution

hip hop, funk, dance e fantascienza sono la “nuova” frontiera. Rob Cavallo e Chris Lord-Alge sono i produttori e Kid Rock l’ospite in Shame Of Life. Il disco nasce da After The Astronaut, rifiutato dalla casa discografica. Jet Fighter, che cita il riff di Sweet Jane (Velvet Underground), e Dracula From Houston hanno le melodie migliori.

Psychic …Powerless …Another’s Man’s Sac

Il gruppo si muove a ritmi mefistofelici grazie alle due batterie in formazione, King Coffey e Theresa “Nervosa” Taylor. La chitarra di Leary e la voce gastrica di Haines addizionano Captain Beefheart e i Pere Ubu (Cowboy Bob), i Cramps e i Sex Pistols (Butthole Surfer), il blues all’hardcore (Gary Floyd), i Red Crayola ai Chrome (Cherub) da un prospetto sempre più deforme, perverso, grottesco.

Butthole Surfers

Per il gruppo di Gerome “Gibby” Haines (voce), Paul Leary (chitarra) e Paul “King Coffey” Taylor (batteria), un nome gratuitamente osceno (“surfisti dell’ano”) e sette neuro deliri a base di psichedelia texana, la più traviata in assoluto. Diritto di asilo per tutto: l’insulto hardcore di The Shah Sleeps In Lee Harvey’s Grave, il folk rock tragicomico Hey e la folle, caotica The Revenge Of Anus Presley.

Locust Abortion Technician

Stavolta i surfisti si divertono nel prendere a cannonate l’hard rock (Sweat Loaf, Graveyard), il punk (Human Cannonball), il thrash (O-Men) e il blues (Pittsburgh Lebanon). Inesauribile il repertorio di sberleffi sonori, tra cui quello nippo-cinese di Kuntz.