Bragg Billy

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La nemesi musicale dell’Inghilterra neoconservatrice di Margareth Thatcher è un "one man band" armato solo di una voce dallo spiccato accento cockney e di una chitarra "ammazza-fascisti" nella miglior tradizione di Woody Guthrie.

Nato nel 1957, Billy Bragg diventa musicista vent’anni dopo, senza mai nascondere il suo attivismo politico a favore della left wing. Oggi vanta una carriera ultra-trentenaria, a base di musica fatta di punk, folk e inni di protesta.

Help Save The Youth Of America EP: Live And Dubious

Negli Stati Uniti scocca l’ora delle elezioni presidenziali, e Bragg l’agit-prop cerca di scuotere le coscienze pubblicando un volantino musicale in tempo reale. Inevitabile la ripresa (dal vivo) della title track, uno dei pezzi più espliciti di Taxman, accanto ad altre canzoni di mobilitazione collettiva come Think Again, ispida folk song firmata dallo scozzese Dick Gaughan.

Don’t Try This At Home

Sbocciato come autore e migliorato assai anche come interprete, Bragg è pronto per il disco più ambizioso della sua carriera solista, spalmato su quattro facciate di vinile. Coadiuvato da una band stringata e funzionale, i Red Stars, concilia felicemente gli estremi: combat rock (Accident Waiting To Happen, North Sea Bubble) e pop accattivante (Sexuality, Wish You Were Her), toccanti elegie personali (Tank Park Salute) e cover appassionate (la Dolphins di Fred Neil).

Tra gli amici in studio, anche Peter Buck dei R.E.M.

Must I Paint You A Picture? — The Essential Billy Bragg

Compilata con il contributo dei fan, la doppia raccolta include anche brani dell’ultimo album, selezioni dai due dischi con i Wilco e qualche lato b. La prima stampa contiene un CD aggiuntivo con dieci "rarità": tra queste una versione di Seven And Seven Is, inno garage-punk dei Love di Arthur Lee, e un duetto con il bluesman Ted Hawkins (Cold And Bitter Tears), a dimostrazione dei gusti eclettici del Nostro.

Workers Playtime

Dopo Majakowski, è Antonio Gramsci a ispirare il nuovo canzoniere del bardo elettrico inglese. Che spinge vieppiù l’acceleratore sul registro intimistico e personale privilegiando la forma della ballata. Non tutto è ai suoi livelli migliori, ma Valentine’s Day Is Over, Must I Paint You A Picture, The Price I Pay e Waiting For The Great Leap Forward sono quattro imperdibili gioiellini.

Abbinato a Taxman (con un brano in meno) il disco è incluso per intero anche nel CD Victim Of Geography (Cooking Vinyl, 1993, &Stelle=4;).

Brewing Up With Billy Bragg

Qualche sovraincisione di chitarra e qualche fugace coloritura strumentale non alterano la stoffa grezza e genuina del "folk urbano" di Bragg, loquace come un cantastorie ed energico come i Clash, polemista nato (It Says Here, un attacco alla stampa di regime) e acuto cronista dell’inquietudine amorosa (Love Gets Dangerous, St. Swithins Day). Con le sette tracce del mini d’esordio e i tre pezzi dell’EP Between The Wars, sfornato in fretta e furia nel 1985 per sostenere lo sciopero dei minatori inglesi, l’LP verrà successivamente incluso nel CD Back To Basics (Go! Discs, 1987, &Stelle=4;). Esiste anche una versione "ridotta", Life’s A Riot Between The Wars (Cooking Vinyl, 1996, &Stelle=3;) che abbina l’EP al solo disco di debutto.

William Bloke

Upfield, scoppiettante r&b fiatistico, e la bella ballata From Red To Blue definiscono i nuovi orizzonti di un artista maturo: meno condizionato dall’ideologia e sempre più incline alla ricerca di un "socialismo del cuore" che metta d’accordo pubblico e privato. Tra soul (Sugardaddy) e ska (Goalhanger) si ampliano anche le frontiere musicali.

Talking With The Taxman About Poetry

La ricerca di una terza via politica (tra contrapposti imperialismi) e musicale (tra folk e punk) conduce il cantautore sulle strade del suo disco a tutt’oggi più godibile e riuscito. Con il corredo, per la prima volta, di arrangiamenti discreti ma ben calibrati (nei crediti anche Johnny Marr degli Smiths), Bragg scandaglia e racconta con tocchi lievi e vivaci miserie e splendori quotidiani della classe lavoratrice britannica, e non solo: come fosse un Ken Loach o un Mike Leigh con la chitarra al posto della macchina da presa.

Vibrante nelle canzoni di "protesta" (There Is Power In A Union), Bragg brilla ancor di più nella descrizione, poetica e al tempo stesso realista, dei rapporti interpersonali (la deliziosa Greetings To The New Brunette, la drammatica Levi Stubbs’ Tears: ad oggi il pezzo più coinvolgente ed ispirato del suo intero catalogo).

The Peel Sessions Album

Diciannove selezioni per raccontare cinque anni di session radiofoniche alla BBC (compresi i sei pezzi apparsi sul mini album del 1987). Il repertorio per voce e chitarra non offre naturalmente grosse variazioni rispetto agli originali. Ma il disco è una buona occasione per ascoltare Bragg in diretta e alle prese con canzoni di John Cale e degli amati Smiths.

England, Half English

Per riflettere su traumi e implicazioni della globalizzazione e dell’immigrazione forzata, il cantautore inglese introduce elementi etnici e sapori indo-orientali nella sua musica: avvicinandosi, magari inconsciamente, al suo ispiratore Joe Strummer. Take Down The Union Jack, voce e chitarra elettrica, serve a ricordare che le "roots" non sono dimenticate.