Electric Comic Book

Trascinato da un’altra cover (Gloria, dei Them) il secondo album va decisamente in favore di corrente psichedelica (c’è un altro acronimo stupefacente: ACID, ovvero Albert Common Is Dead). Il suono dei newyorkesi è elettricità magari di non altissimo voltaggio ma di buona intensità, con qualche divertente divagazione qua e là, come Life Is Just A Cher O’Bowlies o il siparietto finale dei cartoons That’s All Folks.

Gulf Coast Bound

Del quintetto originale è rimasto solo Peppy Castro, e la musica ha perso qualsiasi consistenza, virando a un pop blues dai ritmi latini e funky, di minimo mestiere e di breve durata. Gli ultimi due album del gruppo non hanno nulla a che vedere con i primi tre, è di fatto un’altra band che dei Magoos ha solo il nome.

Psychedelic Lollipop

Disco storico perché uno dei primissimi a strillare apertamente le nuove tendenze psichedeliche sin dalla copertina (azzeccata l’idea di un “lecca lecca” dagli effetti lisergici). In realtà la musica è un rock blues elettrico tendente al garage, solido, teso, con moderate influenze liergiche (Love Seemed Doomed, il cui acronimo fa LSD). Tra i brani spiccano le versioni di Tobacco Road, I’ll Go Crazy, Worried Life Blues, She’s Coming Home, Gotta Get Away e l’unico successo di classifica, We Ain’t Got Nothing Yet, uno dei grandi classici del 1966.