B-52’s

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Al celebre CBGB’s di New York non si sono ancora spenti i fuochi del punk, che da Athens, Georgia (che in futuro partorirà i REM) arriva una band quanto meno sorprendente.

In un trionfo di organi Farfisa e di pettinature iperlaccate, le voci di Cindy Wilson, Kate Pierson e Fred Schneider conducono gli ascoltatori in un revival anni ’50 caricato di sfumature curiosamente acide.

Oggi sono ancora qui. Dal 1976.

Whammy!

Un po’ più di leggerezza ma anche un po’ più di elettronica: il sound anni ’50 è accantonato in favore di un sound in grado di rivaleggiare coi sintetizzatori della "British invasion" che domina le charts Usa nei primi anni ’80. Song For A Future Generation riapre la porta ai dialoghi deliranti tra i tre vocalist che avevano sconcertato e deliziato gli ascoltatori all’esordio.

Wild Planet

Iniziano gli anni ’80, e i B-52’s li prendono per mano. La contagiosa voglia di party, la ricerca di un look che "buchi", il sapore di anni ’50 suggerito anche dall’avvento di Reagan sono presenti nel successo del quintetto.

Tuttavia si nota un minor numero di pazzie, un occhio ai sommovimenti underground e persino un po’ di angoscia, che rendono l’album inferiore al precedente, ma Private Idaho è più commestibile come singolo e ne traina il successo.

Mesopotamia

Dopo un interlocutorio The Party Mix Album, la band inizia a lavorare con David Byrne in veste di produttore e guru. Tutti si aspettano grandi cose ma il progetto si interrompe, e ciò che rimane sono sei pretenziosi brani electro-funk che testimoniano lo stato di incertezza di un gruppo che non sa come crescere (sempre che sia il caso).

In effetti, ancorché brevissimo rispetto all’era del CD, il disco dura poco meno di Wild Planet. Ma sembra più lungo, per la palese mancanza di divertimento. La versione su CD include anche The Party Mix Album.

Good Stuff

I concittadini R.E.M. portano la voce di Kate al n.1 (Shiny Happy People), ma la Wilson lascia il gruppo. Il trio riesce a galleggiare piuttosto bene, e l’anno successivo si regala un po’ di facile successo con la canzone del film I Flintstones (nel quale appare col nome B.C.-52’s).