Nexus

Richiami al Dies Irae che affiorano qua e là lungo i solchi, tre strumentali messi all’inizio, un po’ di ELP, Yes, Brian Auger, ballate rock e i consueti brani lunghi di Argent, che prova a recuperare credibilità progressiva. È l’ultimo album con Ballard, che preferisce la carriera solistica. Senza di lui lo stile perde tutta l’originalità rock.

Argent

Ex leader degli Zombies, Rod Argent forma un gruppo che porta il suo nome: lo stile è un pop progressivo che insiste sulle atipiche sonorità della vecchia band (Liar, per esempio, il pezzo più bello di tutto il repertorio) e che vive del dualismo tra l’anima pop-rock del cantante/chitarrista Russ Ballard e le tentazioni sinfoniche di Argent. Completano la formazione Jim Rodford e Bob Henrit (entrambi saranno poi nei Kinks).

All Together Now

Il disco più famoso degli Argent (per via della ballata pop-rock Hold Your Head Up) conferma la maturazione del gruppo ma anche la perdita di originalità in favore di un suono che ambisce la classifica e strizza sempre più spesso l’occhio a certe sonorità americane. Un ultimo sussulto di progressive con la suite Pure Love. Mancano le sottili emozioni del disco precedente ma aumenta il successo.

Ring Of Hands

Un disco dai contorni più definiti, in cui il divario tra le due componenti pop e prog ora gioca a favore dell’esito finale, originale, preciso nelle parti strumentali, con spunti di un fascino indefinibile. Ballard acquista maggior spazio compositivo e fa valere le proprie eccellenti doti vocali, Argent produce gli otto minuti di Lothlorien, uno dei momenti più progressivi di tutto il repertorio.

Circus

Formazione rinnovata, molte ambizioni (Argent rifiuta addirittura l’offerta di entrare negli Yes) ma esiti modesti, suono indurito e qualche tentazione jazz rock. Il gruppo si scioglie dopo un ultimo album, nel disinteresse generale.

In Deep

Stile sempre più vario e leggero, con composizioni ormai nettamente suddivise tra i due leader, e non sempre complementari: una ballata rock che ammicca a Hello Goodbye, dei Beatles (God Gave Rock & Roll To You), e qualche minima traccia di pop sinfonico nel suono delle tastiere, con un brano dal fervore religioso come Christmas For The Free.