Black Love

Un altro a disco a tema sulle relazioni tra le persone. Può sembrare una variante "hard boiled" di Gentlemen ma ha l’ottima scusa della qualità dei suoi pezzi: Crime Scene Pt. I, Honky’s Ladder, Going To Town, My Enemy, Double Day, Blame Etc., Bulletproof sanno come graffiare o lambire il cuore di chi ascolta. Paul Buchignani ha sostituito Steve Earle alla batteria.

1965

Realizzato in parte a New Orleans, tra il quartiere francese e la parte americana, porta i segni di quella cultura e delle sue combinazioni poliglotte. Calda e effervescente la prima facciata, con Somethin’Hot, 66 e una splendente Crazy, più vaporosa la seconda.

L’avventura finisce qui, Dulli continua nei Twilight Singers.

Up In It

La casa discografica di Seattle porta il quartetto alla propria base e lo fa assistere da Jack Endino, grande produttore del primo grunge. La parziale diversità da quella scena è in ogni caso garantita dall’incrocio di hard, garage e punk con funk e r&b.

Retarded, Hey Cuz e I Know Your Little Secret hanno una eclettica forza d’urto e traboccano di adrenalina e passione.

Congregation

Un flusso travolgente di rock moderno, soul e gospel profano il cui ritmo drammatico ha affinità con il musical (The Temple è una cover da Jesus Christ Superstar) e il cinema. Per gli "afgani" è la prima grande prova di una scrittura unica, ai cui estremi stanno la burrascosa Turn On The Water (piano elettrico contro chitarra in wah wah) e il lento tipo Let Me Lie To You.

Dello stesso anno è Uptown Avondale (Sub Pop, 1992), mini con quattro cover di classici soul (Diana Ross & The Supremes, Al Green, Freda Payne e Percy Sledge) tra le tante incise dai quattro (altre sono sparse tra singoli e colonne sonore).

Gentlemen

L’album realizzato a Memphis e prodotto da Dulli è il migliore della banda, che ha un suono più armonico e può scegliere, ad esempio, se caricare di tensione un funk elettrico e distorto (Debonair e Gentlemen), far lievitare la melodia nell’ascensione inebriata di Be Sweet o planare dolcemente con My Curse e la sua suadente voce femminile. Dando sempre il meglio di sé dove il pathos si scioglie in un’estasi tragica, enfatica e maledetta.