100th Window

Il nuovo album dei Massive Attack, a cinque anni di distanza dal precedente, in verità è il disco di 3D. Infatti il dj Mushroom ha lasciato il gruppo e Daddy G si è preso una “pausa”. La mancanza dei due si sente. In particolare quel che traspare è la non collegialità dell’album, una unica direzione che lo percorre in tutte le sue nove tracce. In ogni caso è un buon lavoro: trip hop in tutta la sua essenza con, di diverso rispetto al passato, un generale mood più soft: la voce di Sinead O’ Condor, che canta in What Your Soul Sings, Special Cases e A Prayer For England, ne è testimonianza.

1990s

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I 1990s sono una band indie rock originaria di Glasgow (Scozia) composta da Jackie McKeown, Michael McGaughrin e Dino Bardot.

Nel 2006 i singoli You Made Me Like It (2006) e You’re Supposed to Be My Friend (86° nella chart UK) anticipano l’uscita del primo album della band, Cookies.
Dal disco verrà estratto anche un altro singolo, See You at the Lights, che raggiungerà il 106° posto nella chart UK).

Durante la sua attività live la band ha supportato in tour numerosi gruppi come Babyshambles, Franz Ferdinand, Yeah Yeah Yeahs e CSS.

Nel 2009 arriva il secondo album della band, Kicks, prodotto dall’ex chitarrista dei Suede Bernard Butler (già al lavoro con The Libertines, The Vines, Duffy).

1978 Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano

Il gruppo è attraversato da tensioni interne, non sempre feconde. Tofani, Stratos e Fariselli hanno pubblicato album solisti, nei quali sembrano trovarsi più a loro agio. Ma gli Area sono diventati, imprevedibilmente, un’istituzione: la loro posizione di avanguardia del movimento musical-rivoluzionario crea fortissime attese per ogni loro mossa.

Passati all’etichetta di Caterina Caselli, sorprendono con un tentennante tentativo di rientrare negli schemi della canzone. L’anno successivo Stratos lascia il gruppo. Morirà pochi mesi dopo di leucemia.

39/Smooth

La Lookout! è un’etichetta indipendente californiana specializzata in punk melodico. Punk melodico è quello che suonano anche i Green Day di Billy Joe Armstrong (chitarra, voce) e Mike “Dirnt” Pritchard (basso, voce), prima insieme in un complesso chiamato Sweet Children. I due hanno diciassette anni quando incidono 39/Smooth, in mezzo agli EP 1000 Hours e Slappy. Lo stile è appena più metallico di quanto sarà dopo, le canzoni semplici, veloci e fresche. L’album e gli EP sono ristampati assieme in 1039/Smoothed Up Slappy Hours.

…e io canto

La canzone che dà il titolo all’album sembra lanciare un guanto di sfida a chi lo accusa di fare musica totalmente disimpegnata. E in effetti, con tutto quello che succede alla fine degli anni ’70, proclamare l’intenzione di cantare “il falco che s’innalzerà, il primo raggio che verrà, la neve che si scioglierà” e gli inevitabili, stucchevoli “passi lenti e incerti di un bambino” fanno pensare che Cocciante viva in un universo artistico di grana molto grossa.

1.Outside

Del tutto inaspettato: il concept album più minaccioso e agghiacciante di sempre. L’ascolto dei Nine Inch Nails stimola l’artista che dormiva (da parecchio) e insieme ad Eno (e ad Alomar e a Garson e a Gabrels) mette in piedi un quadro elettronicamente tetro del futuro.

 Un pugno nello stomaco per temi e scelte sonore, francamente non di facile ascolto: i fan recenti fuggono a gambe levate, ma anche i critici ormai abituati a gente meno ambiziosa girano il capo facendo finta di nulla.

25th Anniversary Concert

Le celebrazioni dell’importante scadenza sono un affare in grande stile che coinvolge sul palco di Cropredy gran parte dei vecchi membri della band e una serie di ospiti di lusso. La formazione classica (con Thompson, Swarbrick e Hutchings, più Vikki Clayton nei panni scomodi di Sandy Denny) rivisita con convinzione i tempi di Unhalfbricking e Liege And Lief, mentre l’aficionado Robert Plant interpreta una bella versione della dylaniana Girl From The North Country. A sostituire al violino l’infortunato Ric Sanders c’è Chris Leslie, prossimo ad un ingresso in pianta stabile nel gruppo.

26 Songs

In principio fu l’EP 6 Songs (C/Z, 1986 &Stelle=3;). Poi fu la volta del vinile 12 pollici 8 Songs su (CZ, 1986 &Stelle=3;) e del CD 10 Songs (C/Z, 1991 &Stelle=3;), con due e quattro canzoni in più oltre alle solite sei. Con la riedizione extra-large della Ipecac siamo a 4 volte le canzoni dell’EP originale; il primo, per i Melvins, che pure senza questo complicato iter presenta(va) già bene il loro suono, benché registrato su due sole piste e in solo giorno (l’8 febbraio ’86). Movenze da Godzilla, metal di base, attitudine, e tecnica, da primo punk rock. Ascoltare il riff di Easy As It Was vuol dire trovarsi a fare headbanging alla moviola. Dei sedici extra fa parte una versione primitiva di Set Me Straight, già in repertorio allora e che ha dovuto aspettare addirittura Houdini, del 1993, per vedere la luce su LP.

‘Bout Changes ‘n’ Things

Basterebbero tre canzoni a farne un piccolo capolavoro — Thirsty Boots (dedicata a Phil Ochs), I Shall Go Unbounded, Violets Of Dawn — ma tutto il disco testimonia l’avvenuta maturazione di un talento che fa di Andersen uno dei migliori cantautori americani della sua generazione. La scrittura raffinata — citiamo appena il primo verso di Violets Of Dawn — non è mai puro esercizio formale, ma specchio fedele di una sensibilità poetica non comune.

45 rpm — The Singles Of The The

Cresciuto in era punk, Matt Johnson/The The è incline a concepire il singolo come opera a sé stante. Questa doppia raccolta (un CD dedicato ai lati A di 45 giri e CD singoli, un altro ai mix 12 pollici) permette dunque di recuperare qualche pezzo importanti del puzzle: come l’eccellente Perfect (techno pop in tinta blues del primo periodo), l’edizione a 45 giri di Uncertain Smile (con il piano di Holland sostituito dal sax di Crispin Cioe), una Sweet Bird Of Truth “extended” più efficace dell’altra e un paio di inediti di buon valore (soprattutto l’orchestrale Pillar Box Red dal feeling latino). Insieme alle versioni rimasterizzate di Soul Mining, Infected, Mind Bomb e Dusk il doppio CD è incluso nel cofanetto The London Town Box Set 1983-1993 (Epic, 2002, &Stelle=4;). Le stesse edizioni sono in vendita anche separatamente.

13th Floor Elevators

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I 13th Floor Elevators furono una delle principali realtà della musica psichedelica degli anni ’60, insieme a band come Pink Floyd, Blues Magoos, Chocolate Watch Band, Velvet Underground.

La band era formata dal paroliere Tommy Hall, dal cantante chitarrista Roky Erickson, dal bassista (in origine violinista) Benny Thurman, dal chitarrista solista Stacy Sutherland e dal batterista John Ike Walton.

Nel 1965, i cinque, sotto la guida del produttore Lelan Rogers, registrarono il loro primo album, ormai entrato nella storia del rock psichedelico: The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators, trainato dai successi You’re gonna miss me e Don’t fall down.

Il gruppo negli anni successivi realizza altri 3 album, che però non ottengono lo stesso successo del primo. Durante il periodo che va dal 1966 al 1969 si susseguono numerosi cambi di line-up, nella quale finirà per rimanere stabile solamente il chitarrista Stacy Sutherland.

Lo scioglimento definitivo arriva nel 1969, ciò nonostante quasi tutti gli ex-membri della band continuarono a suonare separatamente in diversi progetti.

Di seguito la breve discografia:
-1966: The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators
-1966: Easter everywhere
-1968: Live
-1969: Bull of the Woods