C’è chi dice no

Conferma le nuove coordinate stilistiche: musicalmente è sempre piacevole, ma anche prevedibile. D’ora in poi la differenza la faranno i testi, che si possono dividere tra la piccola poesia di routine (Ciao, Vivere una favola, Ridere di te), i divertissement (Lunedì, Blasco) e gli editoriali da guru degli irregolari, come la ruvida C’è chi dice no.