No Doubt

I No Doubt sono un gruppo musicale rock statunitense, originari di Anaheim che nascono artisticamente nel 1986

I No Doubt sono un gruppo musicale rock statunitense, originari di Anaheim che nascono artisticamente nel 1986. Dal 1989 il gruppo è composto da Gwen Stefani(voce), Tom Dumont (chitarre e tastiere), Tony Kanal (basso e tastiere) e Adrian Young (batteria). Nelle esibizioni live sono supportati da Stephen Bradley (tromba) e Gabrial McNair (trombone).

Setting Sons

Weller non nasconde le sue ambizioni e pensa ad un concept album ispirato a tre personaggi archetipi. Il progetto non prende corpo, ma il nuovo disco suona ugualmente compatto e unitario: l’interplay dinamico di chitarra, basso e batteria scatena fuoco e fiamme nelle cavalcate furibonde di Private Hell e Thick As Thieves e nell’incedere marziale di Eton Rifles. Lo stesso trattamento brutale è riservato ai ritmi Motown di Heatwave (Martha & The Vandellas: al piano c’è Mick Talbot, futuro alter ego di Weller negli Style Council), mentre il lato melodico e intimista della band di Woking si rivela tra i flauti e le chitarre acustiche di Wasteland e nella bella riscrittura “da camera” di Smithers-Jones, il miglior brano di Foxton già edito su singolo in versione rock/elettrica.

Pretenders II

La formula della Hynde rimane vincente anche nel secondo LP: Message Of Love, Talk Of The Town, e un’altra fortunata cover dei Kinks, I Go To Sleep, che anticipa una clamorosa e burrascosa relazione affettiva con Ray Davies.

Turns Into Stone

La band sembrerebbe impaziente di dare alle stampe la sua opera seconda ma una lunga vertenza contrattuale la oppone alla sua casa discografica. Quest’ultima, nel frattempo, pubblica un’antologia che raccoglie i brani usciti su singolo e non contenuti nell’album d’esordio. Episodi come Elephant Stone e Standing Here, con le loro sognanti armonie e la voce angelica di Ian Brown (che dal vivo mostra però più di un limite) si ricollegano alla grande tradizione melodica del guitar pop britannico, mentre Fools Gold e One Love sono riuscitissimi tentativi di incrociare il rock alla dance.

Radio Gnome Invisible Part 2 — Angel’s Egg

Zero The Hero visita il Pianeta Gong e incontra i suoi abitanti, i Pot Head Pixies. Nel secondo atto, la band trova una forma più stabile e un maggior affiatamento, mandando a compimento un disco più maturo e omogeneo, che offre maggior spazio agli elementi più caratteristici dello stile e introduce nuove sonorità ambient: Prostitute Poem, Flute Salad, Oily Way, I Never Glid Before sono altri classici del colorato universo di Allen, che raccoglie consensi in tutta Europa.

Religion

Incisa in formazione ridotta, la nuova raccolta dimostra che l’indignazione civile e la rabbia di Brandon sono tutt’altro che sopite a dispetto della fede religiosa (il feedback di Rainy Day, le chitarre lancinanti di Mile In My Shoes), né sono cambiati più di tanto i modelli di riferimento (i Cult e i Mission in Slayride, il rock gotico in Werewolve). Ma emergono anche spiccati elementi celtici, in ballate come Iona e la folkeggiante Magic Eye.