Club Dogo

DA SACRE SCUOLE A CLUB DOGO

I Club Dogo, inizialmente Sacre Scuole, è un gruppo nato dall’amicizia tra Gué Pequeno e Dargen D’Amico, compagni di scuola, a cui poi si unisce Jake La Furia. Il frontman, per il suo carisma, è Dargen D’Amico. Il gruppo inizia a collaborare con artisti affermati nel panorama underground rap italiano.

Nel 1999 il gruppo pubblica 3 MC’s al cubo. Nello stesso anno il produttore Don Joe nota il trio e decide di produrre una traccia del loro album. Sacre Scuole si scioglie nel 2001, a causa di contrasti tra Dargen D’Amico e Jake La Furia. Così Jake e Gué si uniscono a Don Joe, formando un nuovo gruppo denominato Club Dogo.

L’esordio indipendente è costituito da Mi fist, LP pubblicato nel 2003 in pieno regime di autoproduzione. La produzione musicale è affidata a Don Joe.

Il successo di Mi fist è tale che viene ristampato nel 2004 dall’etichetta Vibrarecords. Successivamente il disco e il gruppo vengono premiati all’MC Giaime 2004 dove ricevono il premio come Miglior Album e Miglior Artista/Gruppo. Sempre nel 2004, in collaborazione con la Porzione Massiccia Crew, il gruppo pubblica PMC VS Club Dogo – The Official Mixtape. Nel marzo 2006, dopo numerosi live set nel biennio 2004-2005, esce il secondo album Penna capitale. La produzione è sempre affidata a Don Joe, coadiuvato in alcune tracce dalle collaborazioni dell’italo argentino Shablo, del cantante caraibico Ricardo Phillips, DJ Shocca, Deda (membro dei Sangue Misto), MC Mars, Marracash e Liv L’Raynge.

LA DOGOGRAZIA

Il 18 maggio 2007 esce l’album Vile denaro anticipato dal singolo Mi hanno detto che…. Il disco viene inciso in studi di registrazione qualitativamente migliori rispetto al passato ed è stato masterizzato allo Sterling Sound Studio di New York. Questo disco dà alla band una nuova e maggiore visibilità, ottenendo posti di rilievo in giornali prettamente hip hop come Groove Magazine, ma anche su Rolling Stone e Rumore. Poco dopo firmano un contratto con la Virgin Records. La firma per una major discografica ha di fatto scatenato per l’ennesima volta la polemica sulla “svendita” dell’hip hop italiano alle case discografiche.

Il secondo singolo estratto da Vile denaro è Tornerò da re. Nel video della canzone appare Elena Grimaldi, nota pornostar italiana, in due versioni: una versione censurata del video e una non censurata con atteggiamenti espliciti. Lo stesso anno esce il film pornografico Mucchio selvaggio, diretto da Matteo Swaitz e a cui prendono parte anche i Club Dogo. A fine 2007 il trio pubblica il videoclip di Puro bogotà, autoprodotto tra Milano e Budapest e si piazzano al primo posto delle classifiche dei video musicali italiani più visti sul web; iniziano a essere una della band italiane più cliccate di YouTube. Ad inizio 2008 il gruppo collabora alla compilation Benvenuti nella giungla, a cui partecipano tutti i componenti della Dogo Gang, con le produzioni di Don Joe e Deleterio.

Il 5 giugno 2009 esce Dogocrazia per l’etichetta Universal Records. L’album conta quindici brani e diverse collaborazioni, sia con artisti italiani come J-Ax e Terron Fabio dei Sud Sound System, che rapper d’oltreoceano come Kool G Rap. Il primo singolo ad essere estratto è  Sgrilla, che ha scatenato varie polemiche, in cui la band rappa ancora una volta molto esplicitamente. Successivamente è stato pubblicato il videoclip del brano Brucia ancora, realizzato con il rapper J-Ax, e infine il secondo singolo Boing. Nell’album in questione sono presenti due remix: uno di Amore infame, cantata con Daniele Vit, e uno di Sgrilla, con Vacca, Noyz Narcos, Ntò e Nex Cassel, non presenti nel disco originale, bensì disponibili solo su iTunes. Con la pubblicazione di questo album, i Club Dogo si confermano come una delle rap band italiane più seguite.

Appaiono nell’edizione italiana del mensile Playboy di ottobre 2009. Nel stesso anno inoltre compaiono in uno spot pubblicitario per la Nike insieme al calciatore Mario Balotelli. L’8 giugno 2010 esce La legge del cane, libro scritto da Pequeno e La Furia, per Add editore. Il 10 giugno 2010 il trio partecipa ai Wind Music Awards cantando insieme a Biagio Antonacci il singolo Ubbidirò. Il 5 luglio 2010 il trio ha preso parte all’Heineken Jammin’ Festival insieme a The Black Eyed Peas, Cypress Hill, N.E.R.D e Massive Attack.

IL CULMINE DEL SUCCESSO

Il 29 giugno 2010 esce sul loro sito ufficiale il singolo Per la gente, che ha anticipato l’uscita dell’album Che bello essere noi, pubblicato qualche mee dopo. Anticipato anche dal singolo Spacco tutto e dal videoclip del brano Voi non siete come noi, l’album debutta alla seconda posizione della classifica italiana degli album. Nell’album in questione ci sono due remix come bonus track: Spacchiamo tutto remix, remix di Spacco tutto, con Entics, Ensi, Vacca ed Emis Killa. Nel 2010 il Corriere della Sera dedica all’album una pagina intera sull’edizione nazionale. Il 15 ottobre, La Furia e Pequeno sono ospiti nel programma Le invasioni barbariche in diretta su LA7. Successivamente partecipano alla trasmissione radiofonica Deejay chiama Italia su Radio Deejay e in televisione ai programmi Colorado e  Chiambretti Night su Mediaset. Nel novembre 2010 scrivono e cantano la sigla per Deejay TV sulla base della canzone D.D.D. Nel gennaio 2011 sono ancora nell’edizione italiana del mensile PlayboyDa marzo 2011 sono protagonisti del programma televisivo Un giorno da cani, su Deejay TV. Dal lavoro svolto per il programma nasce l’EP Un giorno da cani.

LA CARRIERA DA SOLISTI

Nel  2011, i membri del gruppo si cimentano in una serie di progetti solisti: Jake La Furia collabora con Ensi e 2nd Roof Music producendo il singolo 100K, mentre Gué Pequeno pubblica il suo primo album da solista, intitolato Il ragazzo d’oro e che ha visto collaborazioni di artisti hip hop italiani quali Caprice, Caneda, Duellz, Vincenzo da Via Anfossi, Vacca, Baby K ed Emis Killa. Lo stesso anno Don Joe e Shablo pubblicano Thori & Rocce, disco che vede la partecipazione di un gruppo di artisti rappresentanti tutta la scena italiana tra i quali, oltre i Club Dogo e alcuni artisti della Dogo Gang, anche Duellz, Fabri Fibra, DJ Shocca, Bassi Maestro e altri. Il primo singolo è Le leggende non muoiono mai con Noyz Narcos, i Club Dogo, J-Ax, Marracash e Fabri Fibra. Nel 2012 è stato pubblicato il mixtape Fastlife Mixtape Vol. 3 di Gué Pequeno. Il mixtape vanta alcune collaborazioni all’interno della Dogo Gang e al di fuori del collettivo, come ad esempio Ensi, Zuli, Ntò, Fedez, Emis Killa.

Ma oltre ai progetti solisti il gruppo porta avanti anche il lavoro collettivo, così nel giugno 2012 esce il sesto album, intitolato Noi siamo il club ed anticipato da tre singoli: Cattivi esempi, Chissenefrega (in discoteca) e l’omonimo Noi siamo il club. Il gruppo partecipa successivamente all’album Hanno ucciso l’Uomo Ragno 2012 di Max Pezzali cantando con lui Con un deca. Pochi giorni dopo vengono pubblicati sul canale YouTube dei Club Dogo altri videoclip estratti da Noi siamo il club: Erba del diavolo, P.E.S., Collassato, Tutto ciò che ho e Se tu fossi me.

Noi siamo il club è stato certificato disco d’oro per le oltre 30.000 copie vendute, mentre il singolo P.E.S. è stato certificato disco di platino. Nello stesso periodo sono ospiti al talent show Amici di Maria De Filippi insieme a Fabri Fibra, Nesli e Emis Killa. Il 3 aprile 2013 il loro canale YouTube viene chiuso  a causa di continue violazione alle norme del sito. Il canale viene riaperto qualche tempo dopo.

Poco dopo viene pubblicato su iTunes Business il primo singolo estratto del secondo album solista di Gué Pequeno, intitolato Bravo ragazzo. In occasione degli MTV Italia Awards 2013 vengono nominati nella categoria Best Band. Nello stesso anno viene pubblicato il videoclip di un altro brano estratto da Noi siamo il club, ovvero Sangue blu, realizzato con J-Ax. Ad ottobre esce Musica commerciale, primo album solista di Jake La Furia.

Nel 2014 i Club Dogo pubblicano sul proprio canale YouTube un trailer relativo al seguito di Noi siamo il club. Nello stesso periodo viene annunciato il singolo Weekend.  Prodotto da Don Joe, quest’ultimo anticipa la pubblicazione del settimo album del gruppo,  Non siamo più quelli di Mi fist. Il secondo singolo Fragili è in collaborazione con la cantante italiana Arisa.  Il videoclip del brano Sayonara è realizzato insieme a Lele Spedicato dei Negramaro.

Nel 2015 esce Ora o mai più di Don Joe, nel quale è presente il brano Status Symbol, realizzato con gli altri componenti dei Club Dogo. Dopo due anni di silenzio nel 2017 esce Vile denaro 10th Anniversary, versione speciale che celebra il decimo anniversario dell’album del 2007 Vile denarocon tracce rimasterizzate e remix. Il 27 giugno, durante la promozione del proprio album solista Gentleman, Gué Pequeno dichiara in un’intervista alla testata svizzera Ticinonline che una reunion dei Club Dogo allo stato attuale è improbabile, in quanto tutti gli artisti sono soddisfatti dal proprio percorso solista.

 

Giovann Allevi

BIOGRAFIA D’AUTORE

Giovanni Allevi nasce ad Ascoli Piceno il 9 aprile 1969. Si diploma al conservatorio Francesco Morlacchi di Perugia nel 1990 con il massimo dei voti in pianoforte. Nel 1998 si laurea in Filosofia con lode cozn la tesi “Il vuoto nella Fisica contemporanea”. Nel 2001 consegue il diploma in composizione al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e frequenta l’Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento di Arezzo, sotto la guida del maestro Carlo Alberto Neri. 

Giovanni Allevi si fa notare quando presta nel 1991 il servizio militare nella Banda Nazionale dell’Esercito Italiano: il suo talento non passa inosservato. Il maestro della banda decide di includere il pianoforte solista nel suo repertorio. Così in queste vesti, Giovanni effettua la Rapsodia di blu di George Gershwin e il Concerto di Varsavia di Richard Addinsell, portandolo in tour in molti teatri italiani. Congedatosi dal servizio militare, presenta in concerto un repertorio che annovera unicamente le proprie composizioni per pianoforte. Contemporaneamente frequenta i corsi di Bio musica e musicoterapia del professore Mario Corradini, in cui analizza l’argomento del potere della musica di rendere liberi, di rievocare ricordi, immagini ed emozioni.

Nel 1996 Allevi compone la musica per la tragedia Le Troiane di Euridipe che è rappresentata al Festival Internazionale del Dramma Antico di Siracusa. Con queste vince il premio speciale per le migliori musiche di scena. Nel 1997 viene le selezioni internazionali per giovani concertisti al Teatro San Filippo di Torino. Si trasferisce a Milano e raccoglie in un cd la propria produzione pianistica e il suo lavoro piace particolarmente a Lorenzo Cherubini, che lo edita con la sua etichetta Soleluna assieme alla Universal Italia. Con quest’ultima pubblica i suoi primi due album per pianoforte  13 dita,  prodotto nel 1997 da Saturnino, e Composizioni, prodotto nel 2003, con i quali Allevi mostra la freschezza della sua invenzione musicale e l’attualità della sua produzione compositiva. La collaborazione con Saturnino e Jovanotti gli apre un mercato con il pubblico delle grandi platee dei concerti pop. Così inizia ad aprire i concerti del cantante Lorenzo Jovanotti Cherubini,  durante il tour L’Albero.

 LA FAMA INTERNAZIONALE

Nel 1998 sempre con la produzione di Saturnino realizza la colonna sonora del cortometraggio Venceremos presentato al Sundance Film Festival negli Stati Uniti. Nel 1999 la musicista giapponese Nanae Mimura, solista di marimba, propone alcuni brani 13 dita trascritti per il suo strumento al Teatro DI Tokyo ed in un concerto alla Carnegie Hall di New York.

Nel 2002 Jovanotti invita nuovamente il compositore a partecipare in qualità di pianista al tour Il quinto mondo, per il quale cura anche gli arrangiamenti della band composta da sedici musicisti. All’interno dello spettacolo, Allevi regala al pubblico, in anteprima, in una sua performance solistica, Piano Karate, uno dei suoi brani contenuti nel nuovo album. Finita l’esperienza del tour Allevi si concentra su un nuovo progetto musicale completamente suo, un’opera live dal titolo La favola che vuoi, che lo porta nel 2003 la pubblicazione del suo secondo album Composizioni.

Con l’attività dipanata Giovanni Allevi su conferma musicista eclettico, esibendosi in prestigiose rassegne concertistiche di musica classica, in importanti teatri italiani, e nei festival di musica rock e jazz. Dal 2004 inizia un tour internazionale dal palco dell’HKAPA Concert Hall di Hong Kong. È il punto di partenza per una crescita artistica inarrestabile. Il 6 marzo 2005 si esibisce sul palco del tempio mondiale del jazz: il Blue Note di New York, dove registra due strepitosi sold-out.

A conferma dell’impegno intellettuale e della valenza culturale della sua figura artistica, viene inviato a tenere un seminario su La Musica dei nostri giorni all’Università di Pedagogia di Stoccarda, e sul rapporto tra musica e filosofia alla School of Philosophy di New York. Nel 2004 è anche professore di Educazione Musicale in una scuola media statale di Milano. L’affermazione in ambito internazionale musicale arriva dal Baltimora Opera House, per la rielaborazione dei recitativi della Carmen di Bizet. Nel 2005 Allevi si esibisce al Teatro Politeama di Palermo, in una première della sua opera  per pianoforte e orchestra Foglie di Beslan, con i 92 elementi dell’Orchestra Sinfonica Siciliana che gli ha commissionato la composizione. Nello stesso anno riceve due importanti riconoscimenti: a Vienna è insegnato dell’onoreficenza di Bosendorfer Artist, per la valenza internazionale della sua espressione artistica, e dalla sua terra di origine, il Premio Recanati Forever per la Musica per l’eccellenza e la magia con cui accarezza i tasti del suo pianoforte. A maggio 2005 esce il suo terzo album No concept, presentato anche in Cina e a New York. Il brano Come sei veramente, tratto da questo album, è stato scelto dal grande regista statunitense Spike Lee come colonna sonora per lo spot della BMW.

Il 18 settembre 2006 all’Arena Flegrea di Napoli riceve il Premio Casorone come miglio pianista dell’anno. Qualche giorno dopo esce Joy, quarto album che nel 2007 riceve il Disco d’Oro per aver venduto 50.000 copie. Nello stesso anno affianca Luciano Ligabue in molte date del suo tour acustico nei teatri italiani. Il brano Back to life viene utilizzato per lo spot della nuova Fiat 500. 

Giovanni Allevi accoglie la proposta di scrivere l’inno della Regione Marche, presentata nel settembre 2007 in occasione della visita di Papa Benedetto XVI a Loreto, in occasione dell’Incontro nazionale dei giovani. Ad ottobre pubblica Allevilive, raccolta composta da un doppio cd in cui sono presenti 26 brani tratti dai quattro dischi precedenti, oltre al brano inedito Aria. A novembre esce Joy tour 2007, il suo primo DVD, presentata in anteprima all’università IULM di Milano.

Nel 2008 esce il suo quinto lavoro per pianoforte ed orchestra, Evolution, primo album in cui l’autore è accompagnato da un’orchestra sinfonica. Il 21 dicembre 2008 suona al consueto concerto di Natale presso l’aula del Senato della Repubblica Italiana, presente anche il capo del Senato, Giorgio Napolitano. Allevi dirige l’orchestra sinfonica de I virtuosi italiani, eseguendo musiche del maestro Puccini, in ricordo del 150° anniversario della nascita, oltre alle proprie composizioni. L’evento è trasmesso in diretta su Rai Uno.

Nel 2009 suona il pianoforte nell’ultimo disco di Claudio Baglioni, Q.P.G.A., nella canzone Fiumicino. Il 28 settembre 2010, è uscito il suo sesto album, per pianoforte solo, dal titolo Alien a cui è seguito da novembre 2010 l’Alien Tour 2011. Il 30 ottobre 2012 viene pubblicato Sunrise. Dopo le composizioni per pianoforte solo del precedente album Alien, Allevi ritorna alle composizioni per orchestra, eseguite dall’Orchestra sinfonica del teatro Carlo Felice di Genova. Nel concerto per violino e orchestra la parte solistica è affidata al virtuoso polacco Mariusz Patyra.

Il 13 febbraio 2015 è ospite durante la quarta serata del Festival di Sanremo condotto da Carlo Conti, esibendosi con Loving You. Nello stesso anno compone il nuovo Inno della Serie A: si tratta del brano O generosa che viene diffuso negli stadi  all’inizio di ogni partita.

LE CRITICHE

Allevi si autodefinisce compositore di musica classica contemporanea. Nonostante il successo mediatico e commerciale, Allevi ha ricevuto giudizi negativi, soprattutto da esponenti della musica classica, tra cui Uto Ughi. In particolare, ha suscitato polemiche la decisione del Senato di far dirigere ad Allevi il concerto di Natale. Molti degli addetti ai lavori infatti sostengono che il successo di Allevi sia il prodotto di un’abile operazione di promozione commerciale e non di una reale capacità di innovazione musicale che lo stesso compositore rivendica. Il pianista, dal canto suo, considera le critiche a lui rivolte come delle offese personali, astratte e non contestualizzate.

Di sicuro Allevi è tra i pianisti italiani più conosciuti al mondo, per estro creativo, bravura e tecnica. Al di là che la sua produzione musicale possa piacere o essere compresa, è cristallina la capacità di questo genio della tastiera di rielaborare la tradizione classica europea aprendola alle nuove tendenze pop e contemporanee, trovandosi di fatto a suo agio sia nei teatri che di fronte alle platee dei concerti rock.

 

Arisa

ARISA, LE ORIGINI E GLI ESORDI

Arisa è l’acronimo dei nomi dei componenti del nucleo famigliare di Rosalba Pippa. La A deriva dal nome del padre Antonio, la R dal suo stesso nome, la I e la S dai nomi delle sorelle Isabella e Sabrina, la A finale dal nome della madre Assunta.

Rosalba nasce a Genova il 20 agosto 1982 e cresce a Pignola, paese d’origini della famiglia a pochi chilometri da Potenza. Le sue prime influenze musicali sono Mariah Carey e Céline Dion, ripetendo le loro canzoni impara ad usare il diaframma e gli automatismi per l’emissione del fiato. Arisa nasce come cantante autodidatta. Diplomata al liceo pedagogico, svolge diversi lavori come cameriera, cantante da piano bar, baby sitter, parrucchiera, donna delle pulizie ed estetista fino a poche settimane prima del suo esordio a Sanremo. I suoi primi concerti sono nel ristorante dove lavorava il fidanzato Tano. Ma i suoi primi passi nel mondo della musica risalgono al 1998, al concorso “Pino d’Oro” di Pignola organizzato dall’Associazione Culturale “Il focolare”, dove sarà vincitrice. L’anno seguente vince a Taggiano (SA) il Premio Cantacavallo.

Nel 2007 vince una borsa di studio come interprete presso il centro Europeo Toscolano (CET)  di Mogol. Nel 2008 Arisa partecipa e vince a SanremoLab, che le permetterà nel 2009 di raggiungere il successo partecipando al 59° Festival di Sanremo con la canzone Sincerità, che vince la categoria Nuove Proposte. Oltre al Premio della Critica Mia Martini. Contemporaneamente esce il suo album d’esordio, anch’esso intitolato Sincerità, sotto l’etichetta Warner Music Italy. Nel giugno dello stesso anno partecipa ai Wind Music Awards e ad Amiche per l’Abruzzo.

CANTANTE, SCRITTRICE, ATTRICE, DOPPIATRICE

Nel 2010 torna al Festival nella categoria Artisti con la canzone Malamorenò, che accompagna l’uscita dell’omonimo album.  Nello stesso anno la cantante entra a far parte del cast di Victor Victoria- Niente è come sembra. Nel 2011 Arisa diventa giudice del talent show X Factor e fa il suo debutto al cinema nel film Tutta colpa della musica. Nel 2011 realizza il brano L’amor sei tu, in collaborazione con Naif Hèrin, come colonna sonora del film La peggior settimana della mia vita, in cui ha anche una parte come attrice. Nel dicembre 201 esce l’EP Arisa per Natale. Nel 2012 è ancora sul palco dell’Ariston, con il brano La notte che arriva al secondo posto. Esce il terzo album Amami.

Sempre nel 2012 pubblica il suo primo libro Il paradiso non è un granché (storia di un motivato orecchiabile) e viene riconfermata come giudice di X Factor. Ad ottobre esce il singolo Meraviglioso amore mio che diventa poi colonna sonora del film Pazza di me. È anche l’anno del suo debutto al cinema come doppiatrice nella pellicola di animazione Un mostro a Parigi. Recita nel film Colpi di fulmine di Neri Parenti. Nel 2013 è ancora interprete per il film d’animazione Cattivissimo me 2, esce anche il suo secondo libro Tu eri tutto per me

Nel 2014 la cantante partecipa al 64° edizione del Festival di Sanremo e vince con il brano Controvento. Nello stesso anno esce il suo quarto album, Se vedo te. La voce di Arisa anima uno dei personaggi del film di animazione Barry, Gloria e i Disco Worms. Nel 2014 collabora con i Club Dogo al brano Fragili. Nel 2015 è una delle co-conduttrici del Festival all’Ariston. A marzo dello stesso anno realizza la colonna sonora del film Cenerentola. Nel novembre 2015 Arisa partecipa al reality show Monte Bianco – Sfida verticale. Nel febbraio 2016 è di nuovo una partecipante del Festival di Sanremo con il brano  Guardando il cielo, che anticipa l’uscita del suo quinto album, dal medesimo titolo. È un anno ricco di collaborazioni, tra cui Ron e Tricarico.

Nel maggio 2016 è ancora giudice per la decima edizione di X Factor. Nel gennaio 2017 Arisa lascia l’etichetta Warner Music Italy. Nello stesso periodo collabora all’album di J-Ax e Fedez, Comunisti col Rolex. Nel marzo 2017 pubblica la canzone Ho perso l’amore che diventa colonna sonora del film La verità, vi spiego, sull’amore. Nel 2017 esce il singolo L’esercito del selfie, in collaborazione con Lorenzo Fragola. Nell’ottobre 2017 la cantante passa sotto la Sugar Music e pubblica il brano Ho cambiato i piani, che diventa la colonna sonora del film Nove lune e mezza. Nello stesso periodo lavora anche alle musiche del film Malarazza, cantando per la prima volta in portoghese. Nel novembre 2017 realizza il brano Vasame per il film Napoli Velata. Nello stesso anno è di nuovo voce di Cattissimo Me 3.

Il 9 febbraio 2018 Arisa è ospite del 68° Festival di Sanremo per affiancare Giovanni Caccamo nel brano Eterno, in occasione della serata dedicata ai duetti. In seguito, il 5 e il 12 maggio ha rivestito provvisoriamente il ruolo di giudice della commissione esterna per la quinta e sesta puntata della diciassettesima edizione del talent show Amici di Maria De Filippi, in sostituzione dell’attore Marco Bocci.

GLI AMORI DI ARISA

Arisa ha avuto uno storico fidanzato, Giuseppe Anastasi, musicista e paroliere che è anche l’autore della maggior parte dei testi che l’hanno resa famosa. La loro è stata una storia molto lunga, che durava da prima che la cantante arrivasse a Sanremo per la prima volta. Il rapporto professionale tra i due non si è concluso ma la storia d’amore si. Nel 2014 infatti ha iniziato una storia con Lorenzo Zambelli, il suo manager, per il quale si dice che si sia trasferita a Milano. La storia va avanti con diversi tira e molla. Nel marzo 2018 Arisa vola in India in cerca di cura per il suo mal d’amore dopo l’ennesima rottura. Arisa non ha mai escluso la possibilità di innamorarsi di una donna.

 

Woodstock

WOODSTOCK, IL CONCERTO ROCK DELLA STORIA

 

Festival di Woodstock, 1969

È il 18 agosto 1969, decine di migliaia di persone hanno appena vissuto tre giorni che sono simbolo di un’intera generazione, sono scritti, fotografati, segnati nella storia, nelle pagine dei libri e nelle menti di tutti quelli che li hanno vissuti. Quattro giorni di gioia, trasgressione, sesso, droghe, umanità, stravaganza, vestiti colorati, urla, pianti, mani nelle mani, quattro giorni di pioggia, fango, coperte, condivisione, quattro giorni di musica rock. Oggi, quei quattro giorni li ricordiamo come il più grande festival della storia, il Festival di Woodstock.

Quattro giorni importanti per una generazione che voleva sentirsi libera di emanciparsi, cuberà da catene ideologiche e da logiche ottocentesche. Siamo a Bethel, stato di New York, 500mila persone, identificati in hippie, si perdono nella musica che va avanti fino alle 9 del mattino. Pace, amore e musica. Nessun episodio di violenza né di criminalità. Si contano due decessi, una per overdose di eroina e una per un trattore che non vide un ragazzo nel suo sacco a pelo. Ma anche due nascite.

Sotto effetto di marijuana e LSD una marea di giovani provenienti da tutto il mondo si trovano a cantare a squarcia gola, un’energia potentissima. L’evento si delinea tra difficoltà, colpi di fortuna, gli artisti e il pubblico. Nel frattempo a Berkeley gli studenti sono in rivolta; la guerra del Vietnam s’ingigantisce e Nixon chiede il servizio militare per i diciannovenni.

186.000 biglietti venduti, ma venerdì 15 agosto 1969 le barriere vengono abbattute e gli organizzatori annunciano che l’evento è aperto a tutti, gratuitamente. Si sogna una società fatta di pace e amore, certamente un sogno utopistico. Il programma prevedeva tre giornate: 15, 16 e 17, ma in realtà i giorni di musica furono quattro, la data del 18 agosto non era stata prevista, ma è stato il vero boom del concerto, il momento culminante, il massimo del divertimento.

Roseman, Artie Kornfeld, John Roberts e Mike Lang pubblicano un annuncio sul New York Times: “Giovani con capitale illimitato sono alla ricerca di interessanti opportunità di investimento e business, legali.” John Roberts ha appena ereditato un po’ di soldi ed è intenzionato ad investirli nella musica, con l’aiuto dei suoi tre amici. Il progetto originario è un po’ differente da quello che è stato poi Woodstock. John voleva creare uno studio di registrazione, nel quale tutti gli artisti rock dello stato di NY potessero incidere i loro brani. Lang e Kornfel, però suggeriscono un concerto, prima di aprire lo studio, programmato nella cittadina di Wallkill, tre giorni di seguito, i cui biglietti avevano il costo di 7, 13 e 18 dollari, a seconda delle giornate. Gli abitanti della zona però non accolgono bene l’idea del concerto. Arriva il divieto legale di organizzare concerti a Wallkill e zone limitrofe. Ad un mese dall’evento i quattro sono costretti a trovare un’altra location. Entra in scena Max Yasgur, proprietario del caseificio di 600 acri vicino allo stagno, nel quale migliaia di hippy fecero il bagno nudi, immortalano così uno dei momenti chiave di Woodstock. In questo enorme parco il 13 agosto erano già presenti 50.000 persone. C’è chi dice che si arrivò ad un milione di persone presenti. Un concerto del genere, gratis, riesce a smuovere tutto il Paese, e gli artisti, per arrivare sul palcoscenico dovettero muoversi con gli elicotteri e con le navette.

È il 15 agosto, sono le ore 17, sale sul palco Richie Heavens con “High Flyin’ bird”, seguita da “Freedom”, canzone che diviene la colonna sonora di un evento che aveva la pretesa di cambiare il mondo. A seguire sul palco, Country Joe, gli Sweetwater, Tim Hardin, Melanie, The Incredibile String Band, Bert Sommer, Ravi Shankar, Arlo Guthrie e Joan Baez. La prima giornata è dedicata alla musica Folk. Sabato 16 agosto 1969, la musica inizia a mezzogiorno. Apre Carlos Santana che canta tra le tante canzoni “Soul Sacrifice”. Seguono Janis Joplin, i Grateful Dead, gli Who, che iniziano a cantare alle 4 del mattino. È il giorno di canzoni quali “White Rabbit” e “Someboody to love” dei Jefferson Airplain. Domenica molti dei partecipanti se ne vanno, inconsapevoli che il lunedì sarebbe arrivato sul palco il dio del rock, Jimi Hendrix, che suona per più di due ore, portando la sua interpretazione dell’inno americano “The Star – Spangled Banner”. Questa canzone di protesta si eleva da quel palco, contro l’esercito americano che combatteva la disastrosa guerra in Vietnam. Hendrix riesce a riprodurre il suono delle bombe, con la sua chitarra, aiutandosi con il suo anello, creando un vero e proprio scenario di guerra. Questo momento è rimasto nella storia come la vera essenza di Woodstock e di ciò che ne rimane. Accanto ad Hendrix, quel giorno salirono sul palco The Grease Band, Johnny Winter e un giovane, destinato a diventare un’altra leggenda del rock: Joe Cocker.

Pete Townshend, chitarrista The Who
Jimi Hendrix a Woodstock

L’insieme ha creato il mito. I bagni collettivi nel lago completamente nudi, i balli notturni intorno al fuoco, i tuffi nel fango che si creò dopo il temporale di domenica pomeriggio, le migliaia di persone bloccate nel traffico che sirilassano aspettando di muoversi fumando e suonando, il muro di folla pacifico. Tutto questo ha fatto di Woodstock un festival irripetibile perché è stata la prima volta di tutto. E le prima volte, si sa, non si dimenticano mai.

LA SCALETTA DEL FESTIVAL

Scaletta 15 agosto: 

Richie Havens

  • High Flyin’ Bird
  • I Can’t Make It Any More
  • With a Little Help from My Friends
  • Strawberry Fields Forever
  • Hey Jude
  • I Had a Woman
  • Handsome Johnny
  • Freedom

Swami Satchidananda

  • Invocazione per il festival

Sweetwater

  • Motherless Child
  • Look Out
  • For Pete’s Sake
  • What’s Wrong
  • Crystal Spider
  • Two Worlds
  • Why Oh Why
  • Let the Sunshine In
  • Oh Happy Day
  • Day Song

Country Joe McDonald

  • Janis
  • Rockin’ All Around the World
  • Flyin’ High All Over the World
  • Seen a Rocket Flyin’
  • The “Fish” Cheer/I-Feel-Like-I’m-Fixin’-to-Die Rag

John Sebastian

  • How Have You Been
  • Rainbows all Over Your Blues
  • I Had a Dream
  • Darlin’ Be Home Soon
  • Younger Generation

Sweetwater

  • What’s Wrong
  • Motherless Child
  • Look Out
  • For Pete’s sake
  • Day Song
  • My Crystal Spider
  • Two Worlds
  • Why Oh Why

The Incredible String Band

  • Invocation
  • The Letter
  • This Moment
  • When You Find Out Who You Are

Bert Sommer

  • Jennifer
  • The Road to Travel
  • I Wondered Where You Be
  • She’s Gone
  • Things Are Going My Way
  • And When It’s Over
  • Jeanette
  • America
  • A Note That Read
  • Smile

Tim Hardin

  • If I Were a Carpenter
  • Misty Roses

Ravi Shankar

  • Raga puriya-dhanashri/Gat in sawarital
  • Tabla solo in jhaptal
  • Raga manj khamaj
  • Iap jor
  • Dhun in kaharwa tal

Melanie Safka

  • Beautiful People
  • Birthday of the Sun

Arlo Guthrie

  • Coming into Los Angeles
  • Walking Down the Line
  • Amazing Grace

Joan Baez

  • Oh Happy Day
  • The Last Thing on My Mind
  • I Shall Be Released
  • Joe Hill
  • Sweet Sir Galahad
  • Hickory Wind
  • Drugstore Truck Driving Man
  • I Live One Day at a Time
  • Sweet Sunny South
  • Warm and Tender Love
  • Swing Low, Sweet Chariot
  • We Shall Overcome

Scaletta 16 agosto: 

Quill

  • They Live the Life
  • BBY
  • Waitin’ for You
  • Jam

Keef Hartley Band

  • Spanish Fly
  • Believe in You
  • Rock Me Baby
  • Medley
  • Leavin’ Trunk
  • Halfbreed
  • Just to Cry
  • Sinnin’ for You

Santana

  • Waiting
  • You Just Don’t Care
  • Savior
  • Jingo
  • Persuasion
  • Evil Ways
  • Soul Sacrifice
  • Fried Neckbones

Canned Heat

  • A Change Is Gonna Come/Leaving This Town
  • Going Up the Country
  • Let’s Work Together
  • Woodstock Boogie

Mountain

  • Blood of the Sun
  • Stormy Monday
  • Long Red
  • Who am I But You and the Sun
  • Beside the Sea
  • For Yasgur’s Farm
  • You and Me
  • Theme For an Imaginary Western
  • Waiting to Take You Away
  • Dreams of Milk and Honey
  • Blind Man
  • Blue Suede Shoes
  • Southbound Train

Janis Joplin & The Kozmic Blues Band

  • Raise Your Hand
  • As Good as You’ve Been to This World
  • To Love Somebody
  • Summertime
  • Try (Just a Little Bit Harder)
  • Kozmic Blues
  • Can’t Turn You Loose
  • Work Me Lord
  • Piece of My Heart (con bis)
  • Ball and Chain (con bis)

Sly & the Family Stone

  • Chip Monck intro/M’lady
  • Sing a Simple Song
  • You Can Make It if You Try
  • Everyday People
  • Dance to the Music
  • I Want to Take you Higher
  • Love City
  • Stand!

Grateful Dead

  • St. Stephen
  • Mama Tried
  • Dark Star/High Time
  • Turn on Your Love Light

Creedence Clearwater Revival

  • Born on the Bayou
  • Green River
  • Ninety-nine and a Half (Won’t do)
  • Commotion
  • Bootleg
  • Bad Moon Rising
  • Proud Mary
  • I Put a Spell on You
  • Night Time is the Right Time
  • Keep on Choogin’
  • Suzy Q

The Who

  • Heaven and Hell
  • I Can’t Explain
  • It’s a Boy
  • 1921
  • Amazing Journey
  • Sparks
  • Eyesight to the Blind
  • Christmas
  • Tommy Can You Hear Me?
  • Acid Queen
  • Pinball Wizard
  • Do You Think It’s Alright?
  • Fiddle About
  • There’s a Doctor
  • Go to the Mirror
  • Smash the Mirror
  • I’m Free
  • Tommy’s Holiday Camp
  • We’re Not Gonna Take It
  • See Me, Feel Me
  • Summertime Blues
  • Shakin’ all Over
  • My Generation
  • Naked Eye

Jefferson Airplane

  • Introduction
  • The Other Side of This Life
  • Somebody to Love
  • 3/5 Of a Mile in 10 Seconds
  • Won’t You Try / Saturday Afternoon
  • Eskimo Blue Day
  • Plastic Fantastic Lover
  • Wooden Ships
  • Uncle Sam Blues
  • Volunteers
  • The Ballad of You & Me & Pooneil
  • Come Back Baby
  • White Rabbit
  • The House at Pooneil Corners

Scaletta 17 e 18 agosto 

The Grease Band

  • brani strumentali

Joe Cocker

  • Dear Landlord
  • Something Comin’ On
  • Do I Still Figure in Your Life
  • Feelin’ alright
  • Just Like a Woman
  • Let’s Go Get Stoned
  • I Don’t Need a Doctor
  • I Shall Be Released
  • With a Little Help from My Friends

Country Joe and the Fish

  • Rock and Soul Music
  • Thing Called Love
  • Love Machine
  • The “Fish” Cheer/I-feel-like-I’m-fixin’-to-die rag
  • Not so Sweet Martha Lorraine

Ten Years After

  • Good Morning Little Schoolgirl
  • I Can’t Keep from Crying Sometimes
  • I May Be Wrong, But I Won’t Be Wrong Always
  • Hear Me Calling
  • I’m Going Home

The Band

  • Chest Fever
  • Tears of Rage
  • We Can Talk
  • Don’t You Tell Henry
  • Don’t Do It
  • Ain’t No More Cane
  • Long Black Veil
  • This Wheel’s on Fire
  • I Shall Be Released
  • The Weight
  • Loving You Is Sweeter Than Ever

Blood, Sweat & Tears

  • More and More
  • I Love You More Than You’ll Ever Know
  • Spinning Wheel
  • I Stand Accused
  • Something Comin’ on

Johnny Winter

  • Mama, Talk to Your Daughter
  • To Tell the Truth
  • Johnny B. Goode
  • Six Feet in the Ground
  • Leland Mississippi Blues/Rock Me Baby
  • Mean Mistreater
  • I Can’t Stand It (fu accompagnato dal fratello, Edgar Winter)
  • Tobacco Road (con Edgar Winter)
  • Mean Town Blues

Crosby, Stills, Nash & Young

Esibizione acustica

  • Suite: Judy Blue Eyes
  • Blackbird
  • Helplessly Hoping
  • Guinnevere
  • Marrakesh Express
  • 4 + 20
  • Mr. Soul
  • Wonderin’
  • You Don’t Have to Cry
  • Pre-Road Downs
  • Long Time Gone
  • Bluebird
  • Sea of Madness
  • Wooden Ships
  • Find the Cost of Freedom
  • 49 Bye-Byes

Paul Butterfield Blues Band

  • Everything’s Gonna Be Alright
  • Driftin’
  • Born Under a Bad Sign
  • Morning Sunrise
  • Love March
  • Rumpis Cumpis

Sha-Na-Na

  • Na-Na Theme
  • Jakety Yak
  • Teen Angel
  • Jailhouse Rock
  • Wipe Out
  • Who Wrote the Book of Love
  • Duke of Earl
  • At the Hop
  • Na-Na Theme

Jimi Hendrix

  • Message to Love
  • Hear My Train A Comin’
  • Spanish Castle Magic
  • Red House
  • Mastermind
  • Lover Man
  • Foxy Lady
  • Jam Back at the House
  • Izabella
  • Gypsy Woman / Aware of Love
  • Fire
  • Voodoo Child (Slight Return) / Stepping Stone
  • The Star-Spangled Banner
  • Purple Haze
  • Woodstock Improvisation / Villanova Junction
  • Hey Joe

The Verve

GLI ESORDI DEI THE VERVE

Wigan, Lancashire, estate 1990, durante una festa di 18 anni, avreste potuto vedere gli invitati salutare ed andarsene, lasciandolo il festeggiato da solo, come unico spettatore di una jam che andava avanti a strimpellare ininterrottamente da cinque ore. È il primo concerto dei Verve, divenuti poi The Verve a seguito di una battaglia legale con l’etichetta jazz Verve Records. Non avreste mai detto che quei capelloni sul palco un giorno darebbero arrivati in cima alle classifiche mondiali. L’unico che evidentemente sapeva come stavano le cose era lo sciamano alto e scheletrico che si contorceva con un microfono in mano e che profetizzo: “Ci vorranno tre dischi, ma c’è un posto anche per noi nella storia.” Richard Ashcroft aveva ragione.

Dalla grigia provincia inglese la band si fa notare a fatica con pezzi prevalentemente space-rock e shoegaze, in un’epoca dove ancora il grunge regna. La musica che propongono Ashcroft e il chitarrista Nick McCabe affonda le radici nel krautrock, ha una matrice cosmica e psichedelica e anche il gruppo nella sua estetica sembra ritagliato dagli anni Settanta, pantaloni a zampa, capelli lunghi, magliette attillate.

Appena ventenni, i quattro di Wigan iniziano a far parlare di sé più che altro per la durata dei concerti, lunghissime sessioni allucinogene sotto effetto di LSD ed ecstasy, il pubblico va lì più che altro per sballarsi, nessuno canta le canzoni, nessuno conosce i testi. Nel 1993 A storm in heaven riceve qualche buona critica, ma ottiene pessimi risultati in termini di vendite.

IL TEMPORALE DI DROGA

Negli anni dove la droga domina le diverse scene mondane, anche i The Verve vogliono sperimentare. Durante il tour Richard Ashcroft viene ricoverato d’urgenza per una forte disidratazione causata dall’abuso di alcol e droghe e il batterista Peter Salisburg finisce in manette per aver distrutto la camera d’albergo dove alloggiavano, in preda ad un delirio da mescalina.

A quei tempi ad aprire i concerti dei The Verve c’erano cinque sconosciuti di Manchester, gli Oasis dei fratelli Gallagher, con i quali il già ribattezzato “Mad Richard” stringe un legame indissolubile. È proprio grazie agli Oasis che la band decide di affidare la produzione del nuovo disco a Owen Morris, un genio che aveva appena compiuto un miracolo con Definitely Maybe, conferendogli un’identità sonora e la potenza che fece la fortuna dei Gallagher.

A quei tempi la prerogativa era riuscire a trasferire su disco l’energia che i gruppi proponevano dal vivo, mantenendo un equilibrio dei volumi e una pulizia acustica che divennero poi un marchio di fabbrica del Britpop: il risultato è A northern soul uscito nel 1995.  Le registrazioni si prolungano più del dovuto, Morris distrugge una finestra per la rabbia, promettendo di non lavorare mai più con Ashcroft e McCabe, che discutono tutto il tempo, cambiano idea in continuazione, sono sempre strafatti, quelle rare volte che si presentano in studio, pensando più alle donne che alla musica. Il disco vende più copie del precedente ma non entra comunque nella top ten, riceve buone critiche, ma rimane un fallimento se paragonato a quello che stava esplodendo intorno.

L’ERA DELLA FOLLIA

Al momento sembra che un posto nella storia per i The verve non ci sia, Ashcroft e soci non hanno le idee chiare, sono degli inetti depressi, inconcludenti come i loro brani che superano sempre i cinque o sei minuti. Non sono abbastanza belli, non sono abbastanza cervellotici, non sono abbastanza spirituali. I testi sono crepuscolari, fatalisti, venati di pessimismo che non colpiscono nemmeno gli adolescenti più depressi.

Il 1995 è l’anno dell’assurdo matrimonio di Richard con Kate Radley, ai tempi tastierista degli Spiritualized, nonché fidanzata e musa del frontman Jason Pierce, amico storico di Ashcroft e compagno di tournée. Tra una data e l’altra dei due gruppi, i due convolarono a nozze in gran segreto, riuscendo a tenere la notizia nascosta ai media per anni, ma non a Pierce, che un paio di giorni dopo dovette condividere il palco con entrambi, col cuore distrutto, le vene piene di eroina e forse con in testa già qualche strofa di Ladies and gentleman we are floating in the space, il disco capolavoro degli Spiritualized, ispirato in gran parte a questo dramma e che prende il titolo proprio dalle parole pronunciate da Kate in apertura, narra la leggenda,  estratte dal messaggio in segreteria con cui lasciò per sempre il povero Jason.

Ma è solo l’inizio della follia, troppe tensioni, troppa droga, troppa pressione, l’aria è irrespirabile e non passa giorno senza che le idee discordanti di Ashcroft e McCabe non sfocino in furiosi litigi, in cui si inceppano a vicenda del fallimento che incombe più che altro nelle loro paranoie. La band si scioglie nonostante le cose non stessero andando così male.

Il loro punto debole è sempre stata la fragilità emotiva di tutti i componenti, crollati ad un passo dal traguardo, spaventati dal reale successo, un equilibrio precario che in qualche modo è rintracciabile nelle loro sonorità decadenti.

LA FUGA DI RICHARD E IL RITORNO DI McCABE

Le cronache del tempo citano un Richard Ashcroft scappato a New York, dove tenta di intraprendere una carriera da modello, una carriera breve. Non che il belloccio emaciato non fosse perfetto come icona heroin chic in una campagna di Calvin Klein al fianco di Kate Moss, ma la sua vocazione è centralmente un’altra.

Nella sua unica apparizione pubblica del 1996 suona in apertura agli Oasis, mostrandosi sul palco con una chitarra acustica, caso raro fino ad allora, e presenta qualche bozza di quello che sarebbe stato il suo primo album da solista.

Poco dopo Richard ricompone la band, ma senza McCabe, al suo posto entra Bernard Bulter, che però capendo l’andazzo si defila dopo nemmeno una settimana di prove. È il giorno di Natale, e forse che siamo tutti più buoni è vero, dal momento in cui Richard prende il telefono e chiede a McCabe di tornare e la risposta è affermativa.

URBAN HYMNS: IL CAPOLAVORO 

La band va in ritiro spirituale, si chiude in studio e produce ottimi pezzi scritti a due mani da Ashcroft e McCabe, il risultato è straordinario, brani che sublimano alla perfezione la demonologia dei The Verve. Urban Hymns è un disco completo ed equilibrato, per non dire perfetto. Il singolo Bitter sweet symphony è al secondo posto in classifica, il pubblico è in visibilio, ma loro sono i The Verve, e qualcosa deve per forza andare storto. Arrivano niente meno che  i Rolling Stone a fargli causa, accusando la band di aver plagiato la canzone The Last Time.

Una volta tanto il gruppo sembra non abbattersi, anzi, tirano fuori il singolo The drugs don’t work, il primo e unico nella storia dei The Verve a raggiungere la vetta della classifica UK, stessa sorte tocca a Urban Hymns che guarda tutti dall’alto, sbaragliando la concorrenza.

“The Verve” e “resilienza” sono due termini contrari, ed è proprio questo il bello: la debolezza, l’incostanza, l’instabilità, non sai mai cosa riservano, causano solo arte pura e senza controllo, non è per tutti, perché ha un costo altissimo. Durante il tour del 1998 Jones sviene all’improvviso sul palco, il ritmo della fama è troppo frenetico, la rivalità tra McCabe e Ashcroft si acuisce di nuovo e il chitarrista abbandona ancora una volta, con una mano rotta, all’apice del successo: è la fine dei The Verve.

 

Noemi

GLI STUDI

Veronica Scopelliti, in arte Noemi, nasce a Roma il 25 gennaio 1982. A sette anni inizia a prendere lezioni di pianoforte spinta dal padre, ed entra a far parte del coro scolastico. Compiuti li studi superiori nel 2002 si iscrive all’Università di Roma dove frequenta Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS), si laurea nel 2005 con 110 e lode, portando una tesi sul cinema dal titolo “Un corpo per Roger Rabbit”. Si specializza in Studi Critici e Storici sul Cinema e la TV.

LA MUSICA E X FACTOR

A partire dal 2003, durante il periodo universitario Noemi incide diversi demo insieme all’arrangiatore e compositore indipendente Diego Calvetti. Partecipa alla composizione di nuovi brani con Francesco Sigheri e Pio Stefanini, già autori di testi per Irene Grandi e Dolcenera.

Nel 2006 partecipa allo spettacolo teatrale “Donna Gabriella e i Suoi Figli” diretto da Gabriele Cirilli. Nello stesso anno fa la sua orma apparizione insieme alla sorella Arianna, nel videoclip di Pier Cortese “Dimmi come passi le notti”.

Nel 2007 partecipa alla selezione di Sanremolab, venendo ammessa tra i dodici finalisti, ma senza rientrare tra i tre vincitori ammessi di diritto al Festival. Entra a far parte come solista del gruppo musicale rock dei “Bagajajo Brothers”, sceglie come nome d’arte “Noemi” perché era il nome che la madre voleva darle alla nascita.

Nell’autunno 2008 supera i provini per la seconda edizione di X Factor ed entra nella categoria +25, capitanata da Morgan. Nel corso del programma interpreta cover di Tina Turner, Diana Ross, Gianna Nannini, Patty Pravo, Vasco Rossi, Ivano Fossati e dello Morgan, ottenendo un riscontro positivo da parte della giuria e del pubblico. Dotata di un’intensa vocalità blues e soul, il suo percorso durante il programma la porta a interpretare brani italiani e internazionali distanti dal suo ambiente musicale

Rimasta l’unica donna in gara, nella dodicesima puntata viene eliminata, classificandosi quinta, senza nemmeno aver presentato il suo inedito. Ma Francesco Facchinetti, al tempo presentatore del talent show, la invita al suo programma radiofonico “Very Normal Password”, in onda su RTL 102,5, dove passa in esclusiva l’inedito di Noemi, quello che avrebbe dovuto presentare alla semifinale, intitolato “Briciole”.

Dal 2008 è legata sentimentalmente al musicista Gabriele Greco, facente parte della band di Noemi in qualità di bassista e contrabbassista. Il 20 luglio 2018 i due si sposano a Roma nella basilica di San Lorenzo in Lucina.

IL SUCCESSO DI NOEMI

Il brano viene pubblicato la sera stessa su Itunes Italia, e dopo due giorni raggiunge la posizione 1 fra i brani più scaricati. In seguito debutta in seconda posizione della classifica stilata dalla FIMI.

Il suo primo EP, intitolato “Noemi”, viene pubblicato il 24 aprile 2009, e contiene quattro brani inediti, tra cui anche “Briciole”. Il disco è subito nella top 10 della classifica italiana e ottiene un disco d’oro per le oltre 50.000 copie vendute.

Il 16 maggio 2009 la cantante sale sul palco del teatro degli Arcimboldi di Milano per aprire il concerto del famoso gruppo dei Simply Red. Ad ottobre dello stesso anno esce il primo album inedito dal titolo “Sulla mia pelle”. Il primo singolo estratto dall’album è “L’amore si odia” ed è un duetto con Fiorella Mannoia. È subito un successo e l’album vende più di 55.000 copie, entrando nelle posizioni più alte delle classifiche italiane. Ottiene il primo disco di platino dopo aver superato le 70.000 copie vendute.

Nello stesso periodo duetta con Claudio Baglioni e Gianluca Grignani nel brano “Quanto ti voglio”, inserito nell’album di Baglioni “Q.P.G.A”.

Alla fine del 2009 viene ufficializzata la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2010, con il brano “Per tutta la vita”. Torna sul palco dell’Ariston per Sanremo 2012 con il brano “Sono solo parole”, che si piazza al terzo posto dopo le canzoni di Arisa e Emma Marrone, vincitrice del Festival. Nel 2014 con “Un uomo è un albero” e “Bagnati dal sole” che le hanno fruttato un Telegatto di Sanremo Social, nel 2016 ottenendo una Targa PMI per aver presentato il brano “La borsa di una donna” ed arrivando finalista nella gara delle cover con “Dedicato” e nel Festival del 2018 con il brano “Non smettere mai di cercarmi”.

Nel 2012 è stata scelta dalla Walt Disney per comporre la colonna sonora italiana del film d’animazione Ribelle – The Brave con i brani “Il cielo toccherò” e “Tra vento ed aria”. La sua particolare timbrica vocale è stata anche oggetto di lusinghiere considerazioni da parte di alcuni psicologi di università inglesi e canadesi.

Nel 2013 partecipa come coach alla prima edizione di The Voice of Italy, l’esperienza è stata positiva e Noemi riconferma la sua partecipazione anche per la seconda edizione del programma. Noemi torna a The Voice of Italy 3, che si riconferma il programma più seguito di Rai 2. Il 27 marzo 2015 viene estratto dall’album Pop-hoolista di Fedez, il terzo singolo “L’amore eternit” in collaborazione con Noemi, il quale solo dopo 3 settimane viene certificato disco d’oro.

I RICONOSCIMENTI

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, inclusi cinque Wind Music Awards ed un Premio TV – Premio regia televisiva oltre a varie nomination ai World Music Awards, ai TRL Awards, all’OGAE e una al Nastro d’argento. Il 21 giugno 2017, nel giorno della Festa della musica, Noemi è entrata nei Guinness dei primati per il maggior numero di concerti eseguiti in 12 ore.

 

Francesca Michielin

Francesca Michielin, giovanissima vincitrice della quinta edizione di X Factor vuole dimostrare che non è la carina timida ragazza di provincia, ma un vulcano in piena di emozioni e talento.

FRANCEsca michieliN: DAL PALCO DI X FACTOR ALLE PRIME CLASSIFICHE NELLE RADIO ITALIANE

Francesca Michielin nasce a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, il 25 febbraio 1995.

Fin da bambina la passione per la musica l’accompagna nella sua quotidianità, a nove anni studia piano forte. A dodici canta in alcuni cori locali e studia il basso elettrico presso la Filarmonica Bassanese. Nel 2011 frequenta l’Istituto Musicale Bassano. Ad appena sedici anni prende parte alla quinta edizione del talent show di Sky X Factor, facendo parte della squadra Donne 16-24 guidata dal giudice Simona Ventura.

Dopo la sua vittoria al programma e la stipula di un contratto con la Sony del valore di 300mila euro, registra Distratto, il suo singolo di  esordio che è un vero successo. Così un successo che viene chiamata sul palco del Festival di Sanremo al fianco di Chiara Civello. E non solo: viene scelta come parte della colonna sonora della commedia “10 regole per fare innamorare”.

Esce il primo disco Riflessi di me, che arriva alla quarta posizione nella classifica degli album più venduti.

LE COLLABORAZIONI & IL TEATRO

Una delle prime collaborazioni della cantante è quello con Fedez, rapper e giudice di X Factor, per il brano Cigno nero, che diventa subito disco di platino. Nell’estate del 2013 Francesca si esibisce aprendo i concerti di Gino Paoli, Franco Battiato, Cristiano de Andrè ed Elio e le Storie Tese.

Nel gennaio 2014 è protagonista per la prima volta di uno spettacolo teatrale nello spettacolo “La ragazza con l’orecchino di perla”, ideato da Marco Goldin, le musiche vengono curate da Franco Battiato. Nello stesso anno, qualche mese dopo, le viene data la possibilità di una collaborazione a cui non può dire di no. Viene scelta per cantare un brano intitolato Amazing, della colonna sonora del filmThe Amazing Spider Man 2- Il potere di Electro”, di cui scrive sia il testo che la musica. È l’unica artista italiana a partecipare alla realizzazione di questo progetto.

Fedez le ripropone un altro duo per la canzone Magnifico, brano presente nell’album del rapper. Ma un altro artista della scena underground si interessa alla voce di Francesca. Infatti Don Joe le chiede la partecipazione alla realizzazione e di Le nostre ali.

UN VULCANO IN ERUZIONE

A giugno è una delle cantanti della terza edizione del Coca Cola Summer Festival, condotto da Alessia Marcuzzi su Canale 5. Partecipa anche ai Wind Music Award, in onda su Raiuno.

Nel 2016 torna a Sanremo, ma questa volta come concorrente del Festival, dove propone il brano Nessun grado di separazione. Lo stesso anno in occasione della 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, viene presentato il film Piuma, il cui tema principale è un brano della Michielin,  Almeno tu.

Nel febbraio 2017 prende parte alla colonna sonora del film d’animazione Ballerina con il brano Tu sei una favola. Dopo la pubblicazione dei suoi nuovi singoli Vulcano e Io non abito il mare e il lancio del nuovo album, nel 2018 viene chiamata con Fabri Fibra a partecipare al singolo di Carl Brave.

 

Jovanotti

Jovanotti, cantautore, poeta e artista che vive nel vortice delle attrazioni e gestisce la sua vita come se fosse un luna park.

JOVA, IL POETA CHE CANTA

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, nasce a Roma il 27 settembre 1966. La sua famiglia è originaria di Cortona, piccolo borgo toscano in provincia di Arezzo. Qui  incontra la moglie Francesca Valiani, la sua Ragazza Magica. Compagna, amica, complice e fan da cui avrà la figlia Teresa, a cui dedicherà la ninna nanna A te. I suoi brani più romantici ed emozionanti sono dedicate a Francesca: Il più grande spettacolo dopo il Big Bang e Tutto l’amore che ho, per esempio.

La passione per la musica nasce in tenere età e si sviluppa negli anni. In adolescenza si cimenta come dj in varie radio e in alcune discoteche di Roma. Mescolava la musica dance ai nuovi suoni dell’hip hop americano.

Claudio Cecchetto lo prende sotto la sua ala, così Lorenzo debutta su Radio Deejay e si trasforma in Jovanotti. La sua musica diventa la sua vita, è appassionato, desideroso di crescere. Storico rimane il capodanno tra il 1987 e il 1988, durante la quale Jova rimane incollato per otto ore consecutive ai microfoni della radio.

Il suo gusto musicale legato alla dance si trasforma in qualcosa di molto più funky e hip hop, i suoi testi crescono e si evolvono su temi personali, diventa molto più simile ad un vero e proprio cantautore. Dai pezzi più immaturi che incide a soli 19 anni si passa ad album che non sono solo raccolte di canzoni, ma un modo di vedere la vita.

Tantissime collaborazioni con grandi artisti come Gianna Nannini, Pino Daniele, Eros Ramazzotti, Ligabue, Piero Pelù, I Negramaro, Adriano Celentano. Partecipa a tre edizioni del festival di Sanremo e vince svariati premi.

 

UN ARTISTA IN CONTINUA TRASFORMAZIONE

Jovanotti ha scritto canzoni e libri, rappato, inventato tormentoni e melodie, composto musiche per il cinema. Ha scherzato e detto cose serie, ha studiato per migliorare, ha preso coscienza e manifestato impegno. Ha navigato in mezzo ai burrascosi cambiamenti del Paese cercando di mantenere una sua rotta. Quando ha dato il via alla sua carriera, alla fine degli anni 80, ha svecchiato una scena pop un po’ spenta con un’esuberanza travolgente che ha diviso pubblico e critica ma che ha finito col lasciare il segno. Oltre alla musica, esplora altri terreni artistici come la pittura, il cinema e la letteratura.

I suoi quadri vengono esposti al Brescia Music Art; esordisce al cinema come attore nel film di Francesco D’Alatri I giardini dell’Eden; prende parte a due tributi discografici di respiro internazionale come The different you, dedicato a Robert Wyatt, e Red, hot and rhapsody, dedicato a George Gershwin; è parte attiva nel disco Artisti riuniti per gli zapatisti dei Chapas, una compilation realizzata per raccogliere fondi per la costruzione di un ospedale in Messico; pubblica due libri, raccolte della sua vita, come se fosse un diario.

All’evoluzione musicale corrisponde un mutare dei testi dei suoi brani, che, nel corso degli anni, tendono a toccare temi sempre più filosofici, religiosi e politici. Parallelamente aumenta anche il suo impegno sociale e politico. Pacifista attivo, ha frequentemente collaborato con organizzazioni come Emergency, Amnesty International, Lega Anti Vivisezione (LAV), Nigrizia e Data. Ha contribuito alle manifestazioni in favore della cancellazione del debito negli anni novanta, e più recentemente ai movimenti Niente scuse e Make Poverty History, partecipando al Live8.

Creatività e innovazione, stupisce, provoca, colpisce un pubblico di ogni età, le sue canzoni sono connessi a momenti di vita, esperienze e sentimenti che accomunano tutti. Con i suoi brani è capace di far viaggiare l’ascoltatore e lo emoziona da quasi trent’anni.

 

 

Sfera Ebbasta

Sfera Ebbasta è un giovane rapper milanese, si autodefinisce il re della trap ed icona di stile, vive la fama come una benedizione e non ha paura di osare.

SFERA EBBASTA

Sfera Ebbasta, pseudonimo di Gionata Boschetti, è uno dei rapper più in vista nel panorama musicale italiano.

Nasce  a Cinisello Balsamo, un comune dell’hinterland milanese, dove il rap come genere spopola tra i giovani, in questo scenario si insidia Sfera, postando su You Tube i suoi primi lavori amatoriali nel 2011, ma i pezzi non scuotono un gran successo. Neo stesso anno, ad una festa di Hip Hop TV incontra il produttore Charlie Charles, e con lui nasce il collettivo Billion Headz Money Gang, meglio conosciuto con l’acronimo BHMG, che vede Charlie ai beat e Sfera alle rime. Esce il primo mixtape nel 2013: Emergenza Mixtape Vol. 1.

TRAP KING: verso il successo

La trap è un sottogenere dell’hip hop, che nasce in America intorno agli anni 2000, ma che prende piede in Italia solo nel 2011, si può sicuramente accreditare a Sfera lo spopolamento virale di questo genere.

Nel 2014 produce diversi pezzi in collaborazione con Charlie Charles e dopo l’uscita del brano Panette inizia ad essere contattato da alcune etichette discografiche, cos’ nel 2015 esce il suo primo album XDVR, che sta “Per davvero”, in download gratuito.  I temi trattati e l’omaggio alla sua città con il pezzo Ciny, riescono a fargli ottenere una buona visibilità tra i giovani.

Lo stesso anno Roccia Music, la label indipendente di Shablo e Marracash mette sotto contratto il trapper. La prima uscita ufficiale è il remix del primo album e si chiamerà appunto XDVRMX, con l’aggiunta di inediti con Marracash e Luché. Anche Guè Pequeno percepisce il potenziale di Sfera e dalla loro collaborazione nasce la hit Lamborghini.

Nel settembre 2016 esce il primo album in studio Sfera Ebbasta, distribuito dalla dalla Universal Music. Il primo singolo è BRNBQ (Bravi ragazzi nei brutti quartieri), che ottiene subito il disco d’oro, seguito da Cartine Cartier e Figli di Papà.

Altri due singoli Dexter e Tran Tran anticipano il terzo album Rockstar, che gli permette di aggiudicarsi il traguardo di primo italiano nella top 100 mondiale di Spotify, grazie a singoli come Cupido e Bancomat.

il LUSSO nEi BRUTTI QUARTIERI

Vestiti di marca, rolex, erba, donne, macchine, codeina e sprite, attività criminali. La trap cresce e diventa sempre più di moda e si lega a diversi brand di streetswear. Tutto questo assicura a Sfera un successo immediato, attirando l’attenzione di diversi artisti stranieri, come SCH, rapper di spicco nella scena musicale francese, con cui inizia a collaborare producendo pezzi come Cartine Cartier. Ovviamente le tematiche trattate vengono accusate dalla critica come poco idonee ad un pubblico così giovane, ma nonostante ciò i numeri continuano a salire.

Sfera si distingue anche per il suo look:  vestiti firmati Gucci, Louis Vuitton, MSGM, Supreme, Saint Laurent per citarne alcuni. Capelli arancioni, incisivi placcati d’oro collane d’oro, diamanti e Rolex al polso.  Mischia brand di lusso con marchi più accessibili come Adidas, Vans, Nike. Un ragazzo che viene dalla periferia nord di Milano, con poche possibilità economiche incontra il lusso sfrenato e lo esibisce per mostrare che è diventato l’icona di stile della scena tra italiana degli ultimi anni. La fama per lui è una benedizione e non gli manca la paura di osare.

 

Maneskin

I Maneskin sono una band romana di giovanissimi talentuosi musicisti, vincitori morali dell’undicesima edizione di X Factor.

MANESKIN

La band rivelazione dell’undicesima edizione di X Factor sono i Maneskin, vengono da Roma ed è composta da giovanissimi musicisti, Damiano David (voce), Victoria De Angelis (basso), Thomas Raggi (chitarra) ed Ethan Torchio (batteria), tutti tra i 16 e i 19 anni, sono insieme dal 2016.

Maneskin è una parola danese che significa “Chiaro di Luna”, il gruppo è arrivato alla finale di X Factor, arrivando secondi. Anche se per molti sono i vincitori morali dell’ultima edizione, come dimostra il successo post talent show.

FREAK SHOW

Sono stati guidati da Manuel Agnelli, perfetto mentore per lo stile pop-rock del gruppo, che è ricco di sfumature funk, reggae e ska. Ma la band non si limita solo a suonare i suoi pezzi o a fare cover, sono dei veri e propri performance, e l’hanno dimostrato sul palco del Talent di Sky, tra pole dancing, mascara e outfit pazzeschi dai look androgini, che riprendono delle atmosfere all’American Horror Story.

Un sold out dopo l’altro nel tour a seguito del programma, per lanciare Chosen, il primo EP pubblicato all’inizio dell’anno e Morirò da Re, il nuovo singolo.

Ad ottobre 2018 uscirà il loro primo album, che includerà Morirò da re.

 

Beyoncé

Beyoncé o Queen B è una delle più influenti pop star del ventunesimo secolo, conosciuta e amata a livello globale, da più di 20 anni segna le generazione con il suo sound.

BEYONCé E LE figliE del destino

Beyoncé Giselle Knowles-Carter, conosciuta semplicemente come Beyoncé, nasce a Houston, Texas, il 4 settembre 1981.

Muove i primi passi nel mondo della musica a soli sedici anni quando forma, con Kelly Rowland, LaTavia Roberson e LeToya Luckett, la girlsband delle Destiny’s Child. Il gruppo comincia ad aprire i concerti per artisti hip-hop e R&B di grosso calibro, come Dru Hill, SWV e Immature. Il loro primo album, l’omonimo “Destiny’s Child” (1998) sforna la hit “No, No, No”; il secondo LP “The writing’s on the wall” le afferma definitivamente sulle scene internazionali. È il 1999: l’album ottiene sette dischi di platino, 2 nomination ai Grammy e un Image Award; il gruppo contribuisce alle colonne sonore di film come “Men in black”.

Con il successo arrivano anche i problemi. Nel marzo 2000 LeToya e LaTavia lasciano la band. Vengono aggiunte Michelle Williams e Farrah Franklin. In questa nuova formazione, raggiungono la consacrazione internazionale grazie al terzo lavoro in studio, “Survivor” e a “Independent Women Part 1”, il theme-tune del film Charlie’s Angels.

QUEEN B

Beyonce vuole però tentare la strada solista, anche se il progetto Destiny’s continua. I produttori di “Austin Powers 3 – Goldmember” le hanno così offerto, tanto per uscire un po’ dal seminato, la parte di protagonista femminile nel film della fortunata serie. Non contenta, sforna anche il suo primo singolo solista “Work it out”, a cui fa seguito nel giugno del 2003 l’album “Dangerously in love”: tra soul e R&B i risultati sono assolutamente sorprendenti.

Insieme Kelly Rowland e Michelle Williams pubblica l’ultimo lavoro delle “Destiny’s child” dal titolo “Destiny Fulfilled” (2004). Poi Beyoncé nel 2006 partecipa ai film “La Pantera Rosa” e “Dreamgirls”. Ispirata dal suo ruolo nel film “Dreamgirls” dà vita al suo nuovo disco solista “B’Day”. Il disco le fa arrivare il premio per Miglior Album R&B Contemporaneo e la fa entrare nella storia degli American Music Awards come prima donna a vincere il premio di Artista Internazionale. Ma questo è solo l’inizio, infatti nel corso della sua carriera viene nominata per 62 volte ai  Grammy Awards.  In tutto il mondo ha venduto circa 60 milioni di album e singoli con le  Destiny’s Child e 118 da solista.

LA VITA CONDIVISA CON JAY-Z

Beyoncé e Jay-Z si sono incontrati per la prima volta in aereo, mentre andavano a Cancun per l’Mtv Spring Break Festival del 2000. Lei cantava ancora nelle Destiny’s Child ed era fidanzato con un altro. Solo un anno dopo lui si è fatto avanti. È stata proprio la musica, per l’appunto, a portarli a lavorare insieme.

Così nel 2008 l’ape regina della musica pop e il rap-mogul convolano a nozze nell’appartamento di lui a Brooklyn, durante una cerimonia per pochi intimi, le cui immagini sono rimaste top-secret per anni.

Più di 18 anni insieme, svariate collaborazioni, album e tour in duo, oltre ovviamente la piccola Blue Ivy e i due gemelli Rumi e Sir Carter. Non mancano i gossip e gli scandali sulla coppia che però ha sempre dimostrato di aver superato i momenti più difficili e di rimanere l’uno al fianco dell’altra.

SUPERWOMAN

Beyoncé è una cantante, ballerina, stilista, attrice, testimonial e mamma.

Nel 2005 ha creato la sua linea di moda, la House of Deréon e nel 2010 anche una sua linea di profumi. Nel 2016 crea la linea sportiva d’abbigliamento IvyPark, dedicata alla figlia.

La rivista statunitense nel 2007 AskMen classifica Beyoncé al primo posto nella classifica delle donne più desiderate del pianeta. A novembre 2011 secondo la televisione scozzese STV, Beyoncé risulta essere l’artista più pagata al mondo con esibizioni che hanno toccato la cifra di £71.040 al minuto. Nel 2012 la coppia Beyoncé-Jay-Z viene eletta da Forbes come la “Coppia artistica più ricca del mondo”. Un altro record per la cantante arriva a febbraio 2013, quando GQ Magazine la elegge donna più sexy e ricca del ventunesimo secolo, con un patrimonio stimato in 107,5 milioni di dollari e dandole la copertina del mese. Inoltre viene inserita, con il marito, tra le 100 persone più influenti del mondo dalla rivista Time.

La diva si è sempre dedicata anche alla beneficienza, donando alla sua città natale fondi per la costruzione di case per i senza tetto, oltre a diverse donazioni per i paesi in crisi o che hanno subito tragedie naturali, come Haiti.

 

 

Shakira

Shakira: da piccolo talento colombiano a pop star internazionale riesce coinvolgere il pubblico internazionale con il suo ritmo e la sua potente voce.

SHAKIRA, LA BAMBINA PRODIGIO

Shakira Isabel Mebarak Ripoll, o semplicemente Shakira, nasce il 2 febbraio 1977 a Barranquilla, città a nord della Colombia, famosa per il suo folkloristico carnevale.

Fin da piccola è appassionata di poesia e di scrittura e in tenera età si cimenta con le prime stesure di brani musicali, a otto anni realizza la sua prima canzone, Tus gafas oscura, dedicata al papà, che portava spesso degli occhiali scuri, per mascherare il dolore della perdita del fratellastro William della piccola colombiana. Dotata di una particolare sensibilità ed intelligenza Shakira a 8 anni è autrice di ben 19 canzoni.

A 11 anni partecipa e vince per tre edizioni consecutive un concorso di giovani talenti musicali, “Buscando Artista Infantil”. Si dedica ,oltre al canto, allo studio della chitarra e alla danza, che di suo ha già nel sangue. Diventa una vera e propria celebrità locale, ad appena 13 anni si trasferisce a Bogotà, per dare una svolta alla sua vita professionale. La produttrice Monica Ariza capisce il talento speciale di Shakira e convince Ciro Vargas, produttore esecutivo della Sony Music colombiana, a concederle un provino. Il suo tono particolare di voce le fa ottenere un contratto tre anni, così nel 1991, all’età di 14 anni, Shakira incide il primo album, Magia.

Nel ’93 registra il secondo disco, Peligro, che però risulta un flop. Delusa dall’insuccesso Shakira vuole ritirarsi, ma la casa discografica, fiduciosa nelle sue capacità, non glielo permette.

Decide di dare un nuovo volto alla sua immagine, reinventa il suo look, ottiene così nel ’95 una parte nella telenovela colombiana El Oasis, dove dimostra di essere una buona attrice. Ma la bambina prodigio continua a pensare alla musica e prepara il terzo album, Pies Descalzos, che esce nel ’96, riscuotendo questa volta un gran successo, ritenuto ancora oggi uno dei dischi più incisivi della sua carriera.

IL CICLONE COLOMBIANO, IL SALTO NEGLI USA

I testi diventano più passionali e autobiografici, il sound è un mix tra pop e rock. Shakira riceve la nomina di star più giovane e promettente dell’intero panorama musicale latino-americano di quel decennio. A 19 anni è considerata il fenomeno della Colombia.

Nel ’97 realizza il suo desiderio di aiutare i bambini in difficoltà del suo paese, apre così la Fundaciòn Pies Descalzos”, di cui tutt’oggi è fondatrice.

L’anno a seguire, con l’aiuto morale ed economico della cantante Gloria Estefan e del marito Emilio Estefan, esce Dònde estàn los ladrones?. L’album viene subito tradotto in inglese, così da allargare il suo pubblico fino agli Stati Uniti. Ormai Shakira è incontestabilmente la regina del pop latino. Capace di sedurre le folle con brani accattivanti, incisivi e cantati con una voce del tutto particolare, il timbro si distingue per un tratto virile che la rende riconoscibile fra mille.

Da tutto questo successo rimaneva un po’ escluso il mercato europeo. Ci pensa l’album successivo a colonizzare musicalmente il vecchio continente. Laundry Service la scaraventa nelle top chart di tutti i paesi europei.

L’album spazia dal tango al gusto mediorientale, dalle innovazioni liriche  alle complessità melodiche, per arrivare al pop-rock. Mescolando sapientemente i suoni latinoamericani con accenti arabeggianti, Shakira ha decisamente saputo crearsi uno stile unico, mantenendo incontaminata la sua verve creativa nonostante abbia iniziato a comporre canzoni in inglese.

Nel 2005, è il momento dei suoi gemelli, i due nuovi progetti musicali intitolati Fijaciòn Oral Vol.1, in spagnolo, e Oral Fixation Vol. 2, in inglese.

LE COLLABORAZIONI

Shakira si dedica ad interessanti collaborazioni con diversi artisti internazionali come Beyoncé, Miguel Bosé, Alejandro Sanz, Wycleaf Jean e Pedro Aznar.  Con quest’ultimo realizza dei brani per la colonna sonora della pellicola L’amore ai tempi del colera, tratto dal romanzo di Gabriel Garcia Marquez.

Nel 2010 il suo singolo Waka Waka accompagna la World Cup calcistica e si piazza nelle radio di tutto il mondo.

Nel 2012, oltre ai suoi progetti personali, porta avanti le collaborazioni con artisti importanti come Draco, Pittbull e Sean Kingston. Nello stesso  viene chiamata a partecipare come giudice al talent show The Voice, dopo aver dato alla luce Milan Piqué Mubarak, con il suo compagno e calciatore Gerard Piqué.

 

 

 

 

Beach Boys

Hanno cavalcato le grandi onde californiane, rifondando il pop. Dalla surf music degli esordi alle sperimentazioni più ardite, la carriera dei Beach Boys è stata costellata di successi, ma anche di drammi.

LA SURF MUSIC DELLo stato del sole americano

Negli anni Sessanta, il rock’n’roll si concentra in California, che è segnata d importanti trasformazioni sociali e culturali in questo periodo storico. È nelle assolate spiagge californiane che si definisce il nuovo life style dei giovani americani. Il surf non è più solo uno sport, ma il concetto di cavalcare l’onda si lega anche a musica e cinema. I Beach Boys diventano i pionieri della surf music, più intensificata grazie al loro stile nella surf pop.

Le loro armonie derivano dal dopo-wop, da profonde radici rock’n’roll e da una forza e una vitalità che li contraddistingue dagli altri gruppi in voga. Il segreto della loro gloria sta in quel misto di ingenuità e malinconia, l’estate infinita celebrata nei loro testi che segna l’ultima stagione dell’innocenza americana.

I RAGAZZI DA SPIAGGIA

Le origini dei Beach Boys sono situate nel 1961 a Hawthorne, in California, nel nucleo famigliare dei Wilson. I componenti sono i tre fratelli Brian, Carl e Dannis, il cugino Mike Love e l’amico Al Jardine.                                                                                                                   Inizialmente si nominano i The Pendletones, in onore della marca di t-shirt più amata dai surfisti, nonostante nessuno di loro praticasse questo sport, a parte il batterista Dannis. Sarà proprio lui a suggerire il surf come marchio delle loro canzoni, rappresentava l’essenza del loro spirito: sfida, libertà e spensieratezza. E l’idea risulta vincente, il loro nome ancora oggi è associato alla surf music, di cui rimangono i più talentassi esponenti.

Tra i cinque svetta il talento innato di Brian Wilson, che in tenera età mostra già di destreggiarsi perfettamente in questo ambito artistico. Anche Carl, fratello di mezzo, è interessato agli studi musicali, e si concentra sulla chitarra elettrica, insieme all’amico David Marks, che diventerà parte della storia dei Beach Boys. Dennis, il minore, è la disperazione dei Wilson, viene soprannominato Denny the Menace, il famigerato ragazzino incubo del vicinato è più interessato alle scorribande e precocemente alle femmine.

Il cugino Mike Love, nel 1959, è un giovane dal disperato bisogno di sottrarsi alla pesante routine della sua vita: di giorno fa l’operaio e di notte il benzinaio. La musica è l’escamotage per sfuggire alle dure giornate, l’ r’n’b è uno dei generi che predilige, e fin da subito diventa uno degli stimoli principali per Brian nella creazione delle melodie.

L’incontro tra Brian e Al Jardine avviene a scuola. Al rimane affascinato dal talento di Brian, fulcro creativo e competitivo della band, e lascia il suo gruppo folk del liceo, gli Islanders.

LA CALIFORNIA RACCONTATA DALLA SURF MUSIC DEL GRUPPO

Brian è sordo dall’orecchio destro, è energico e creativo ma allo stesso tempo è fragile e inquieto, a lui si deve il successo iniziale dei Beach Boys, grazie alle continue sperimentazioni musicali. Questa strada porta i cinque della spiaggia sotto contratto con l’etichetta Capitol Records.

La loro musica è una cartolina della California; ragazze in bikini, surfisti che cavalcano le onde con le loro tavole, spiagge da sogno. La ricetta dei Wilson è congiungere l’eredità del rock’n’roll degli anni 50 con originali ritornelli pop energici, basi ritmiche e riff di chitarra particolarmente incisivi.

La carriera musicale dei Beach Boys si può suddividere in almeno cinque periodi: da Surfin’ a Pet Sounds, periodo della crescita stilistica di Brian; da Smile a Surf’s Up, momento che vede il creativo sospeso tra lampi di genio e blocco mentale; da Carl & The Passion a 15 Big Ones, si spazia dalla quasi totale scomparsa di Brian al ritorno sulle scene. Il quarto periodo attraversa gli album finali, la morte di Dennis e la diaspora successiva alla morte di Carl; ed infine, la progressiva rinascita artistica di Brian, che conduce all’odierna reunion della band.

IL SOLE CHE SPLENDE SUI BEACH BOYS

Il 3 ottobre del 1961 i cinque ragazzi incidono, con la piccola Candix Records, Surfin’, che è un inno al divertimento e alla tavola da surf, la traccia spopola velocemente e si piazza in tutte le classifiche mondiali.

Nel 1962 David Marks subentra al posto di Al Jardine, esce Surfin’ Safari. Il ’63 è l’anno d’uscita dell’album Surfin’ USA, che mette in mostra le sperimentazioni di Brian, come la tecnica del double tracking, che consiste nel incidere due volte la stessa parte vocale per arricchire armonicamente la melodia e rendere ancora più incisive e brillanti le armonie vocali.

Nel giro di due anni i Beach Boys diventano la band più importante d’America e si impongono come nuove icone giovanili dell’epoca, generando un’ondata di musica surf. Anche il loro look fa tendenza, con le camicie Pendletone tanto care ai surfisti, pantaloni color kaki e piedi nudi nella sabbia.

Inizia un periodo prolifero per il gruppo, lo dimostra l’album Surfer Girl, di cui Brian è anche produttore. Con il quarto album, il terzo prodotto nello stesso anno, rientra nel gruppo Al Jardine.              Dal 1962, l’anno dell’esordio nelle classifiche, al 1964, i Beach Boys pubblicano ben otto 33 giri, con più di ottanta canzoni, manifestando una crescita costante in termini di composizione e produzione.

LA CRISI e la produzione DI BRIAN

Brian Wilson comincia tuttavia ad avvertire sintomi di eccessivo stress: l’ossessivo lavoro di scrittura, produzione e registrazione, unito a un fitto calendario di concerti, gli provoca un forte esaurimento nervoso. Sul volo verso Houston, il 23 dicembre 1964, accusa un improvviso attacco di panico che lo induce ad annunciare al resto della band il proprio ritiro dalle scene per dedicarsi esclusivamente alla produzione di nuova musica per il gruppo. Il suo posto di bassista viene rivestito temporaneamente da Glen Campbell, sostituito dopo pochi mesi da Bruce Johnston, talento emergente della scena surf pop californiana, che diventerà presto il sesto beach boy.

Brian è libero di concentrarsi sulla scrittura musicale e sul lavoro in studio, con risultati decisivi per il sound della band. A partire dal 1965, infatti, la musica dei Beach Boys si distacca dal mondo del surf rilanciando le intuizioni che i Beatles e altri gruppi della British invasion stavano introducendo nel modo di concepire, comporre e presentare le canzoni.

Primo frutto di questo mutamento è The Beach Boys Today! Nello stesso anno, altri due album segnano profondamente la storia della band. Summer Days (And Summer Nights!) è uno degli impieghi di Brian. Infatti decide di affidarsi ai migliori sessionmen di Los Angeles, più idonei a riprodurre la complessità degli arrangiamenti di Brian.

IL CIELO CALIFORNIANO DIVENTA GRIGIO

Alla fine del 1965 non c’è nulla che rifletta nelle canzoni dei Beach Boys quanto sta accadendo nell’America inquieta di fine Sessanta. Con la loro surf music epurata da ogni violenza, Wilson e compagni contrappongono alla sempre più grigia realtà la solare utopia dell’eterna estate californiana, dove la vita scorre come una continua festa sulla spiaggia.

Brian, genio creativo psicologicamente fragile, dopo il crollo nervoso di fine ’64 attraversa un periodo di profonda crisi, in cui diviene anche dipendente dalle droghe. Il suo talento, però, resta vivo, indiscutibile, di gran lunga più avanzato di quanto lasci intravedere l’aspetto più esteriore del gruppo. Il suo lavoro di produzione diventa sempre più minuzioso e maniacale

. Nel corso del 1965, comincia a lavorare sul disco che marcherà profondamente la storia del gruppo, Pet Sounds, un concept-album molto ambizioso, che segnerà una rivoluzione per la storia della musica pop. È il capolavoro assoluto dei Beach Boys, un disco straordinariamente ispirato, dove le sperimentazioni di studio di Wilson si fondono magicamente con la popolarità delle canzoni, dove gli strumenti tradizionali del rock trovano punti d’incontro inattesi con altri stili e approcci.

La stagione di Pet Sounds, oltre a inaugurare la svolta sperimentale dei Beach Boys, segna la fine del periodo felice di Brian Wilson. Alla fine del ’66, la band torna da un trionfale tour  inglese.  Brian presenta loro piccoli frammenti, idee, accenni di melodie e progetti visionari che li lasciano molto perplessi. Per la prima volta il creativo deve affrontare la mancanza totale di supporto da parte del gruppo e della casa discografica. In particolare, Mike Love non tollera il giro di amici che ruota intorno a Brian, molti dei quali approfittatori e spacciatori, e si oppone anche ai testi , allucinati e privi di senso. Nel dicembre ’66 il lavoro sui pezzi portanti del disco si interrompe.

Brian si era perso perché voleva perdersi, non gli interessa più essere il numero uno, ha un gusto più dolce per lui essere lo sconfitto. L’interesse di Wilson per le registrazioni diventa sempre più blando e sporadico, al punto che i Beach Boys pur di averlo presente alle sessions decidono di registrare i successivi lavori nel suo studio casalingo.

GLI ANNI 70 TRA ALTI E BASSI

Sul finire dei Sessanta, la vita degli ex-ragazzi da spiaggia si tramuta via via  in un’esistenza hippie, nella quale gira una gran quantità di sostanze stupefacenti e di alcol. I Beach Boys iniziano un incredibile percorso fatto di morte e rinascita.

Nel 1971 è la volta di Surf’s Up, con la supervisione del nuovo manager Jack Rieley.

Il mondo attorno ai Beach Boys sta cambiando, l’America della metà degli anni Settanta ha ormai poco a che vedere con quella dei primi anni del decennio. Così la band californiana muta pelle, alla ricerca di nuove vibrazioni, passando attraverso capolavori  continui revival degli anni Sessanta, prima che, a partire dagli anni 90, si scateneranno infinite guerre legali tra i componenti del gruppo.

Durante l’assenza quasi totale di Brian, i Beach Boys si dedicano all’attività live senza sosta, riguadagnando una discreta popolarità grazie a collaborazioni con i Grateful Dead e con i Chicago.

Il ritorno di Brian nel gruppo, anche in veste di produttore, è decretato ufficialmente nel 1976. Tra il 1976 e il 1977, Wilson compone e produce The Beach Boys Love You. Un lavoro controverso, che per alcuni segna la riscossa, per altri il definitivo crepuscolo.

Alla fine del decennio la vicenda dei “ragazzi da spiaggia” sembra comunque arrivata alla fine. Dennis si allontana dal gruppo, litigando con tutti tranne che con Brian, al quale resta fortemente legato; Brian, in preda a una fortissima crisi depressiva e a un massiccio uso di droghe, non è in grado di seguire le sorti della band. Nel 1980 anche Carl abbandona temporaneamente i compagni, intraprendendo una carriera solista con poco successo.

IL SOLE TRAMONTA PER I BEACH BOYS

Negli anni Ottanta e Novanta, la storia dei Beach Boys è un turbolento susseguirsi di abbandoni, liti e flop commerciali.

Dopo la tragica morte di Dennis, avvenuta nel 1983 per annegamento, in seguito a eccessi di alcol, Brian e Carl tornano a lavorare con i vecchi compagni. Insieme celebrano nel 1988 l’ingresso nella “Rock’n’roll Hall Of Fame”.

Durante gli anni Novanta i Beach Boys offrono numerosi concerti e apparizioni pubbliche ai fan in tutto il mondo. Tour sostenuti soprattutto dalla grande forza di volontà di Carl. Nel 1992 Mike Love cita in tribunale Brian, dichiarando di essere co-autore di ottanta canzoni.

Summer In Paradise del 1992 è il vano tentativo di tornare ad incarnare lo spirito dell’eterna estate californiana. Ma quando nel 1998 Carl muore di cancro il sole è davvero tramontato per i ragazzi della spiaggia.

Dopo l’allontanamento di Al e le dispute legali, nella seconda metà dei Novanta i “touring Beach Boys” restano Mike Love e Bruce Johnston, affiancati da altri musicisti. Negli stessi anni, inaspettatamente, prende corpo la progressiva rinascita artistica di Brian Wilson.

IL RICORDO DELL’ESTATE SENZA FINE

L’8 dicembre del 2011, in occasione del cinquantenario dalla pubblicazione del loro primo singolo “Surfin'”, i Beach Boys annunciano a sorpresa una reunion, un nuovo album e un tour di cinquanta date. Brian Wilson, Mike Love, Al Jardine, Bruce Johnston e David Marks si ritrovano insieme per le registrazioni del ventinovesimo album della band.

That’s Why God Made The Radio esce nel 2012, L’album è il primo degli ultimi decenni ad annoverare tutti i membri sopravvissuti della formazione originale. Brian Wilson è alla produzione, con Mike Love in qualità di produttore esecutivo. Nel disco tornano per l’ultima volta i temi di sempre, il mito dell’estate e il sogno californiano, costanti all’intera carriera del gruppo.

Summer’s Gone concepita da Brian Wilson per essere l’ultima canzone dei Beach Boys, ed è la canzone giusta al momento giusto, scritta dopo la morte del fratello Carl. I Beach Boys hanno rinnovato profondamente la storia della musica popolare. Il loro surf pop ha trovato la strada per diventare qualcosa di molto più profondo e ambizioso, lasciando un segno indelebile nei decenni successivi.

In un rapporto conflittuale, la parabola dei Beach Boys è quella di un’America che, uscita dall’età felice degli anni Cinquanta, avrebbe rimpianto per sempre la perdita dell’innocenza. La stagione perduta è quella associata agli “Happy Days”, ai juke-box e ai drive in, al surf e ai motori ruggenti. È l’età celebrata nel nostalgico teenage dream di “American Graffiti”, film apparentemente allegro ma profondamente tragico, di cui i Beach Boys non potevano che essere la colonna sonora ideale.

 

Gianna Nannini

Gianna Nannini, donna forte dall’animo anarchico, dallo spirito pieno di energia e dal suo tenero lato nascosto che trapela nelle rime dei suoi testi, dopo trent’anni di carriera ci stupisce ancora con il suo rock sperimentale.

GIANNA NANNINI: TESTARDA E GRINTOSA, LA VOCE GRAFFIANTE DEL ROCK FEMMINILE

Gianna Nannini nasce a Siena, nella contrada dell’Oca, il 14 giugno 1956. Lavora nella pasticceria di famiglia, qua subisce un incidente perdendo le falangi del medio e dell’anulare. Gianna scherza dicendo che la voce roca l’è venuta a seguito dell’urlo che ha tirato.                                                                                                                          Studia pianoforte presso il Conservatorio di Lucca e successivamente si trasferisce a Milano nel 1975, grazie ai soldi presi dall’assicurazione per l’infortunio. Nel capoluogo lombardo   vede più possibilità per la sua carriera da musicista. Da autodidatta inizia a studiare chitarra, il suo sound ha un impostazione decisamente punk.

A scoprirla è stata Mara Maionchi, talent scout, che le dà l’opportunità di firmare il primo contratto per la Numero Uno, la casa di Battisti.

Nel 1976 pubblica il suo primo album con l’etichetta Ricordi, Gianna Nannini. Ne conseguono altri due di album, Una Radura e California.  Testarda e sicura Gianna ottiene i risultati sperati.

LE COLLABORAZIONI CHE LA PORTANO AL SUCCESSO INTERNAZIONALE

Scrive la colonna sonora del film Sconcerto rock,  di Bernardo Bertolucci, da qui il via ad una serie di collaborazione che affinano il suo gusto musicale e la spingono in panorami diversi. Ne è d’esempio il lavoro svolto con Roberto Cacciapaglia, producendo  G.N. , album dal gusto sperimentale.                                                                     Grazie alla collaborazione con il produttore Conny Park, con il quale realizza  Latin Lover, la cantante si afferma a livello europeo.

Nel 1984 esce il suo sesto disco, “Puzzle”, che contiene “Fotoromanza”, la regia del video di “Fotoromanza” è firmata Michelangelo Antonini. Alla Schauspielhaus di Amburgo, di fronte a una platea straripante, Gianna Nannini canta insieme a Sting e Jack Bruce.

Nell’89 su musica di Giorgio Morder scrive e registra “Un’estate italiana”, che canterà insieme a Edoardo Bennato e che sarà la sigla dei Mondiali di calcio di Italia ’90. Collabora con Jovanotti e tra un tour e l’altro trova anche il tempo di terminare i suoi studi universitari e laurearsi in filosofia.

Nel 2008 partecipa al Festival di Sanremo dopo aver vinto una serie di dischi d’oro e di platino.

Ancora oggi Gianna con il suo timbro speciale, il suo animo pieno di energia e il lato tenero che mostra nei suoi brani riscuote un enorme successo.

LA SESSUALITÀ DI GIANNA E LA FIGLIA PENELOPE

Nel 2010 Gianna dà alla luce Penelope, la gravidanza scaturisce diverse polemiche, ma alla cantante non importa e dedica alla figlia il brano Io e te.

Gianna si definisce pansessuale, ha amato uomini e donne e da anarchica non crede matrimonio, ma dopo l’arrivo in tarda età di Penelope, decide di sposare  a Londra, città dove attualmente vive, la compagna Carla.