Big World

Ogni nuovo album si sviluppa su un’idea diversa: che in questo caso consiste nel registrare dal vivo un repertorio interamente inedito con una formazione a quattro che reintroduce le chitarre. Sulla misura inedita di tre facciate di LP Jackson sfoggia versatilità e perizia, ma le canzoni stavolta (Hometown è la notevole eccezione) sono raramente memorabili.

 

Blood On The Dance Floor: HIStory In The Mix

I fasti commerciali di Thriller non torneranno mai più e l’ex gallina dalle uova d’oro sembra in crisi creativa. I discografici cercano allora di far quadrare i bilanci con un album che affianca cinque fiacchissimi inediti a otto remix di brani tratti da HIStory e affidati alle cure di deejay come Terry Farley e musicisti come Wyclef Jean dei Fugees. Consigliabile solo a chi già possiede l’intera discografia del cantante.

The Ultimate Collection

Cofanetto antologico (4CD + DVD) contenente cinquantasette brani, suddivisi tra il repertorio dei Jackson 5 e la carriera solista. Nel DVD trovano spazio le immagini di un concerto tenuto a Bucarest nel 1992, durante il quale Jackson, tra effetti speciali e movenze mirabolanti, esegue classici come Thriller, Beat It, Billie Jean e Man In The Mirror. Il box è corredato da un libretto di 64 pagine. 

The Swing

Stabiliscono un contatto con Nile Rodgers degli Chic, che in quel periodo parla la loro stessa lingua dance-rock con Bowie e i Duran Duran. Notevole la capacità di produrre brani a facile memorizzazione; il singolo Original Sin è il brano che definisce compiutamente il loro sound, ma ancora non riesce a farli sfondare.

Summer In The City: Live In New York

Ci voleva il palcoscenico per restituire ai suoi fan il Joe Jackson piacevole ed effervescente dei vecchi tempi. Aiutano i virtuosi accompagnatori (il batterista Gary Burke e il bassista-alter ego Graham Maby) e una scaletta che miscela sapientemente pezzi di catalogo con cover ben selezionate (Beatles, Duke Ellington, Yardbirds, Steely Dan e Ramsey Lewis).

 

Night And Day II

Deve tornare all’ispirazione newyorkese, il musicista di Portsmouth, per trovare finalmente la quadratura del cerchio anche in studio. Il sequel del suo disco più fortunato ne riprende gli spunti migliori (Hell Of A Town) per arricchirli con ambizioni da musica “globale”, tra aromi chicani (Happyland), nevrotici schizzi alla Kronos Quartet (Just Because), pop ambiguo e decadente (Glamour And Pain e Love Got Lost, ospite la voce di Marianne Faithfull).

 

 

Live 1980/86

Due dischi, quattro diverse incarnazioni della band, passando dalla new wave degli esordi al latin soul di Night And Day, dalla piccola orchestra di Body And Soul al quartetto di Big World. Dal vivo il bandleader sfoggia grandi qualità di arrangiatore: lo dimostrano le divertenti mutazioni genetiche di Is She Really Going Out With Him?, che dal formato pop/beat originale si evolve in doo wop e poi in folk speziato di cajun.

 

Blaze Of Glory

La produzione di Jackson è ormai un pendolo tra colonne sonore, sperimentazioni “colte” e album di canzoni. A quest’ultima categoria appartiene Blaze Of Glory, che rispolvera un’altra idea demodé, quella dell’album “concept”. Il suono è più sintetico e oggi un po’ datato, ma qualche canzone graffia il giusto: come Nineteen Forever, presa in giro delle rock star eternamente adolescenziali.

 

JOE JACKSON BAND: Afterlife

Il viaggio a ritroso nel tempo si completa con una convincente serie di esibizioni dal vivo di cui questo album rappresenta un buon compendio (un po’ magro, però: 13 pezzi in scaletta). Si parte con una Steppin’ Out per voce e pianoforte, poi il quartetto rianima i ritmi in levare di Beat Crazy, Look Sharp e Sunday Papers e le rasoiate new wave di One More Time, Don’t Wanna Be Like That e Got The Time, condendo il piatto con qualche bella guarnizione dall’ultimo album in studio. Un bell’esercizio di rivisitazione del tempo che fu, giocato con le giuste dosi di energia e di ironia (a partire dal titolo).

 

Two Rainy Nights (Live In Seattle And Portland)

Un “bootleg ufficiale”, venduto solo via Internet e successivamente ristampato con il titolo di Joe Jackson Live. Un bel souvenir dal tour di Night And Day II, disponibile anche in versione DVD: band eccellente, con il drive percussivo di Sue Hadjopoulos e la bella voce di Alison Cornell, protagonista assoluta in Glamour And Pain.

 

Silvertone

Amori impossibili e sfortunati, il romanticismo dei giovani ribelli senza causa degli anni ’50, una voce che ricorda il meglio di Roy Orbison e di Elvis Presley, l’aspetto affascinante di un divo hollywoodiano: ecco gli elementi che caratterizzano l’esordio del californiano Chris Isaak (1956). Scoperto e prodotto da Erik Jacobsen, già artefice del successo dei Lovin’ Spoonful, Isaak ha dalla sua una scrittura matura e consapevole, e soprattutto un chitarrista del calibro di James Calvin Wilsey, che riecheggia nel suo stile Hank B. Marvin degli Shadows e le colonne sonore dei western di Ennio Morricone. Particolarmente suggestive Talk To Me, Back On Your Side e Funeral In the Rain. Un esordio di tutto rispetto.

 

The Essential Michael Jackson

Doppio album antologico approntato con sospetto tempismo e pubblicato poche settimane dopo il verdetto di assoluzione dall’accusa di molestie sessuali nei confronti di un giovanissimo fan. Trentotto i brani in scaletta, diciannove dei quali giunti al primo posto delle classifiche statunitensi, dai primi grandi successi dei Jackson 5 a ben sette episodi tratti da Thriller. La casa discografica decide di pubblicare in edizione speciale su dual disc i venti singoli più famosi. Battezzata Visionary – The Video Singles, la raccolta si compone di pubblicazioni periodiche di hit come Don’t Stop ‘Til You Get Enough, Bad, Billie Jean, Beat It, The Way You Make Me Feel, Black Or White e altri ancora. La tecnologia dual disc consente di avere sul lato audio la versione originale o quella radiofonica del brano, oltre a versioni remix, mentre il lato dvd presenta il relativo videoclip e la confezione digipack riproduce la copertina originale. 

Thriller

Uno dei più grandi successi commerciali della storia della musica con oltre cinquanta milioni di copie vendute. Da The Girl Is Mine (incisa assieme a Paul McCartney) a Human Nature (più tardi ripresa da Miles Davis), dalla title track all’indiavolata Wanna Be Startin’ Something, ogni canzone è un potenziale hit single. Confermato nel ruolo di produttore, Quincy Jones dirige una squadra di session men di primo piano, tutti al servizio di colui che, fino all’avvento di Madonna, diventerà la stella più luminosa del pop mondiale. Beat It e Billie Jean vanno dritte al primo posto in classifica e Jacko, complice uno stile di vita a metà tra Rockfeller e Peter Pan, inizia a perdere contatto con la realtà. Ristampato su CD in edizione ampliata in occasione del venticinquennale dell’uscita. 

Night And Day

Il capolavoro di Jackson è la cronaca di un nuovo, folgorante colpo di fulmine: per New York (dove tuttora risiede), per i suoi cantori classici (Cole Porter) e per la salsa di Eddie Palmieri e Ray Barretto. Via le chitarre, dunque (quasi un sacrilegio, all’epoca) e spazio invece a pianoforte, archi (sintetici), bongos e timbales. La sinfonia si snoda in due capitoli: una “night side” dedicata al brulicare notturno della metropoli, in cui spiccano i ritmi glamour e pulsanti di Steppin’ Out e il festival percussivo di Another World; e una “day side” meditativa e melodica, con le orchestrazioni sontuose ma essenziali di Breaking Us In Two, Real Men e A Slow Song, organo Hammond e un’intensa performance vocale a incorniciare il pezzo più pregiato dell’intero catalogo. Questo album è uscito in versione Deluxe Edition (doppio, con demo e brani da Mike’s Murder e selezioni dal Live 1980/1986) nel 2003.

 

Chris Isaak

La celebrazione dell’immaginario di Isaak — perfettamente centrato dal ritratto di copertina, uno spettacolare bianco e nero di Bruce Weber, che lo coinvolge anche nel film Let’s Get Lost, dedicato a Chet Baker — raggiunge il suo culmine in questo disco malinconico e tenebroso. Al binomio Isaak/Wilsey si aggiungono gli altri Silvertone Kenney Dale Johnson (batteria) e Rowland Salley (basso), ma è sempre il chitarrista a sostenere il difficile compito di dialogare con la voce del leader. Isaak trasforma in uno dei suoi un vecchio pezzo degli Yardbirds, Heart Full Of Soul, ma soprattutto scrive delle canzoni romantiche e bellissime: You Owe Me Some Kind Of Love, Lie To Me, Fade Away, Cryin’ e Waiting For The Rain To Fall.