Verità supposte

Impazza col singolo-tormentone Fuori dal tunnel che, adottata come sigla dal teatrino sparafacezie di Zelig, rischia di distorcere il lavoro di un "disoccupato con l’alibi dell’arte", ludico ma lucido, come dimostrano le invettive di La legge dell’ortica o L’età dei figuranti.

Dal punto di vista sonoro il disco è più ricco del disco precedente, e gioca oltre che con le parole coi generi musicali (degna conclusione, lo jodel di Jodellavitanonhocapitouncazzo).

Caparezza

Michele Salvemini alias Caparezza, classe 1973, è un rapper e cantautore italiano all’attivo dal 1996 con sei dischi finora pubblicati.

Figlio di una maestra e di un operaio che suonava in un gruppo musicale, Michele cominciò a cantare da bambino. Studiò ragioneria presso l’istituto tecnico di Molfetta, anche se avrebbe voluto fare il fumettista. Dopo il diploma decise di occuparsi di pubblicità e vinse una borsa di studio per l’Accademia di Comunicazione di Milano, ma ben presto abbandonò il mondo pubblicitario per dedicarsi a tempo pieno alla musica

?!

"Mettiti nei miei panni, prendi questi anni e dalli ai cani": fa subito pubblica abiura, prima che qualcuno gliela chieda, Michele Salvemini (Molfetta, 1973) in Mea culpa. Il peccato da confessare è il passato a nome Mikimix, un’apparizione a Sanremo con E la notte se ne va e un album di rap melodico, La mia buona stella (Sony, 1997), passato pressoché inosservato.

Lingua velocissima, rime a cascata (come tutti i virtuosi, ogni tanto si lascia prendere la mano), è ricercato ("Come recente discendente di Salvemini, dovrei vegliare ma dormo tipo gli apostoli al Getsemani") e a volte sontuoso ("a fare stragi siamo tutti Capaci").

Le radio passano La fitta sassaiola dell’invidia basata su Confessioni di un malandrino dell’altrettanto ricciuto Branduardi, che a sua volta si era basato su una poesia di Esenin (…c’è di che meditare).