Buffalo Springfield

Nell’album d’esordio, dominato da Stills e Young, qualche ingenuità ma anche un grande classico generazionale come For What It’s Worth, di Stills, dedicato agli scontri avvenuti a Los Angeles sul Sunset Strip tra forze dell’ordine e giovani hippie.

Nella prima versione del disco, peraltro, il pezzo non era stato incluso per far posto invece a Baby Don’t Scold Me. Notevole anche una serie di canzoni di Young, con un’accentuata vena melodica: Nowadays Clancy Can’t Even Sing, Flying On The Ground Is Wrong, Burned, Out Of My Mind.

Last Time Around

A gruppo già sciolto, il tecnico del suono Jim Messina recupera brani rimasti nei cassetti per un’opera ibrida, che non piace ai musicisti ma contiene alcune splendide canzoni tra folk e rock: On The Way Home e I Am A Child, di Neil Young, la Kind Woman di Furay, Special Care e Four Days Gone di Stills.

Emblematica la copertina, con Young che guarda in direzione opposta rispetto al profilo degli altri.

In-A-Gadda-Da-Vida

La band cambia alcuni componenti e firma il secondo album, che passerà non solo alla piccola storia del gruppo ma anche alla storia del rock in generale. È impressionante la forza d’urto del tema-guida, con i suoi vortici di tastiere e chitarre che esplodono per 17 minuti, con il canto arcigno del leader Doug Ingle. Registrato in studio in una sola take, senza sovraincisoni, In A Gadda Da Vida (storpiatura “da sballo” di In A Garden Of Eden) diventerà uno degli inni più classici del California rock e del primo hard, e verrà usato suggestivamente da Brian DePalma in una lunga scena del suo Omicidio a luci rosse. Ristampato dalla Rhino nel 1995 con una divertente copertina 3D e due ulteriori versioni del tema-guida: quella del successivo Live (aprile 1970) e l’edit di 2 minuti e 52″ usato all’epoca come 45 giri e per i passaggi radio.

Stiff Upper Lip

Ennesima dimostrazione di vitalità del gruppo, che recupera un suono hard blues (grazie alla produzione ruvida di George, il maggiore dei fratelli Young) e firma un lavoro accattivante con un paio di canzoni già elette a nuovi classici., come la title track, House Of Jazz e l’incalzante Can’t Stop Rock’n’Roll.

Buffalo Springfield

Vecchie e obsolete entrambe le antologie dedicate al gruppo, peraltro le sole mai pubblicate in oltre trent’anni.

La prima è rimasta comunque in catalogo per lungo tempo, ristampata anche su CD. La seconda, più esauriente e meglio confezionata, è stata appetita a lungo dai fan per la presenza di un brano tuttora inedito, una versione di 9 minuti di Bluebird, esclusa anche dal cofanetto del 2001 per una presunta ripulsa di Young a quella "estensione".

Images And Words

Il disco che ha segnato più di ogni altro l’heavy metal degli anni ’90, generando di fatto il progressive metal, un genere florido per tutto il decennio. Gli intenti dell’esordio, vengono focalizzati al meglio ed amplificati da brani bellissimi, Pull Me Under, Take The Time, Sourrounded e dalla corazzata Metropolis — Part I, ambiziosa sfida ai King Crimson d’annata.

Merito di un equilibrio compositivo perfetto, delle tastiere che tagliano riff di rara intensità e soprattutto della voce del nuovo arrivato James LaBrie, cantante canadese destinato a fare scuola per una vasta schiera di imitatori. Impeccabile il lavoro alla consolle di David Prater.

High Voltage

Dopo due dischi destinati al mercato locale australiano (High Voltage, 1974 e T.N.T., 1975), viene pubblicato in America un album che assembla il meglio della loro produzione, dove spicca l’inno It’s A Long Way To The Top. Hard rock torrido che esaspera il blues. Su tutto la voce alcolica di Bon Scott.

Nonostanto l’accoglienza tiepida riservatagli inizialmente da critici e addetti ai lavori, l’album venderà, solamente Stati Uniti, una cifra di tre milioni di copie inaugurando la popolarità internazionale degli Ac/Dc.

Live

Straordinario doppio album che documenta un suono incorruttibile, sciorinato in un tour mondiale dove hanno spesso ricoperto il ruolo di band leader del carrozzone del festival itinerante Monsters Of Rock. In oltre due ore, ricavate da 153 concerti che hanno toccato 21 paesi, la band regala venti classici che hanno segnato la storia del rock duro degli ultimi due decenni.

Buffalo Springfield Again

Nonostante le aspettative il gruppo non va oltre il secondo album, che pure contiene il repertorio migliore: Bluebird, Broken Arrow, Expecting To Fly, Rock & Roll Woman e la dinamica Mr. Soul, forse la canzone più hard del gruppo, "rispettosamente dedicata alle signore del Whisky A Go Go e alle donne di Hollywood".

Anche Ritchie Furay, si fa notare, con A Child’s Claim To Fame, Sad Memory, Good Time Boy.

The Razor’s Edge

Dati per morti dalla critica, gli Ac/Dc risorgono con un album degno dei loro classici. Angus Young torna a firmare brani semplici e coinvolgenti, sorretti dal suono squadrato del nuovo batterista Chris Slade e dal ruggito di Brian Johnson. Thundestruck e Moneytalks i nuovi inni per i loro sempre affollatissimi concerti.

Heavy

Originari di Los Angeles, gli Iron Butterfly sono un quintetto di chitarre e tastiere con una vena hard rock insolita per l’epoca ma una spiccata inclinazione anche per la melodia. Il loro primo disco si distingue per la crudezza del suono, con ampio ricorso a feedback e distorsori. Fra i brani, uno strumentale con curiosi effetti elettronici come Iron Butterfly Theme e una cover di Get Out Of My Life Woman, di Lee Dorsey.

Ac/Dc

Formatosi a Sidney nel 1973 intorno ai fratelli Angus e Malcolm Young, il gruppo raccoglie l’eredità artistica degli Easybeats, storica band australiana dei Sessanta, guidata da George, il maggiore dei fratelli Young. E porta agli altari delle cronache il suono ruvido e solare di un intero continente, da sempre fertile di proposte a base di vero rock.

In seguito a ripetuti cambi di line-up, non ultima quella che vede sotituito il precedente cantante Bon Scott – morto prematuramente dopo una notte di eccessi – con Brian Johnson, il gruppo si stabilizza nella formazione attuale.

Comunemente ritenuti pilastri dell’hard-rock e pionieri dell’heavy-metal, gli Ac/Dc vantano ad oggi un numero totale di dischi venduti in tutto il mondo pari a circa 200 milioni di copie, rientrando di diritto nella classifica de “I cento più grandi artisti di tutti i tempi” del magazine Rolling Stone.