THE BEATLES WITH TONY SHERIDAN: Beatles Bop — Hamburg Days

La raccolta definitiva delle incisioni di studio fatte in Germania con Tony Sheridan, prima del contratto EMI e della notorietà. Sostituisce di fatto tutti i numerosi LP stampati negli anni dalla Polydor (il primo fu The Beatles’ First, nel 1964) per cercare di sfruttare il più possibile il mito.

Qui vengono riunite tutte le incisioni di Sheridan con i Beatles, in tutte le varianti, mono, stereo, in tedesco e in inglese, nessuna delle quali è passata alla storia, nemmeno la più famosa, My Bonnie. Pubblicato anche in una lussuosa edizione de luxe, con uno splendido libro fotografico.

45 rpm: The Singles, 1977-1979

Dedicato ai nostalgici del vinile: tutti singoli dei Jam, lati A e lati B, in ordine cronologico e suddivisi in due cofanetti. Il box quintuplo uscito quattro anni prima lo renderebbe un acquisto quasi superfluo, non fosse che i box sono molto ben confezionati, contengono anche b-side dal vivo e, soprattutto, i videoclip di numerosi brani nella porzione “enhanced” dei CD.

 

Flowers

Il disco migliore (finora) dei Bunnymen riformati fa buon uso di una produzione ridotta ai minimi termini, con arrangiamenti lineari che puntano nuovamente sulle carte più sicure, la voce fragile e tenebrosa di McCulloch e le chitarre ipnotiche ed evocative di Sergeant. Buono anche il repertorio, tra il pop rock di Everybody Knows e i delicati sapori lisergici di King Of Kings.

Live From Mars

Un bel doppio dal vivo, atteso e soddisfacente, che soddisfa i fan e consegna Harper alla storia: un disco elettrico e uno acustico, alla maniera dei grandi, tre cover sintomatiche (da Led Zeppelin, Verve, Marvin Gaye), tutti i pezzi più belli del repertorio, e un ascolto che rimane vivo ed emozionante lungo tutto il disco.

Art Official Intelligence: Bionix

Quando la routine sembra aver soppiantato la proverbiale freschezza degli esordi, i De La Soul calano l’asso: Bionix non vale 3 Feet High And Rising, ma conquista nella loro discografia la piazza d’onore.

Ritratti in copertina nei panni di astronauti, i tre si fanno anticipare dalla voce di Hope Wilson che li annuncia "migliori, più forti, più rapidi". Tutto vero, con menzioni d’onore per Baby Phat, Bionix, Simply e Held Down. Tra i prelievi, spiccano Wonderful Christmas Time dei Wings e Ah! Melody di Serge Gainsbourg.

Look Into The Eyeball

Uno dei punti più alti della produzione solistica, uno strepitoso mix di musica brasiliana, gospel, funk, rock con accenti da Caetano Veloso (Smile), Philadelphia Sound anni ’70 (Neighborood), antiquariato pop da "radio days" (Revolution). Con una deliziosa citazione Talking Heads (UB Jesus) e la prima canzone di Byrne in lingua spagnola (Desconcido Soy).

Live In New York City

Rieccoli di nuovo insieme sul palco. Bruce Springsteen & The E-Street Band. Se i tempi sono cambiati e inesorabilmente gli anni passati l’uno accanto all’altro sono diventati dei bei ricordi, loro sembrano quelli di un tempo.

Desiderosi, ancora una volta, di stupire chi, tra il pubblico, abbia delle amnesie dovute all’invecchiamento o consapevoli di conquistarsi nuovi consensi da parte dei più giovani, Bruce e soci infuocano le arene con una ritrovata gioia di stare insieme.

Revelling/Reckoning

Strabordante di idee da fissare su nastro, la DiFranco si misura, per la prima volta in studio, sulla doppia distanza: un disco (Revelling) è dedicato a nuove perlustrazioni in territori folk rock e "black", un altro (Reckoning), scarno e suonato in sordina, rimanda quasi un’immagine da "sophisticated lady" jazz/blues. Ballate solide come Rock Paper Scissors, divertissement danzabili come What How When Where (Why Who) o il country nostalgico di Sick Of Me valgono ascolti ripetuti: ma certo qualche taglio in fase di montaggio avrebbe giovato al risultato finale.

Nightfall Of Diamonds

Uno dei migliori concerti dei Dead ultimo periodo (1989, alla Meadowlands Arena del New Jersey) si accende soprattutto nella seconda parte, con un flusso circolare di musica che parte da Dark Star per tornare al punto di partenza dopo un viaggio di oltre tre quarti d’ora, passando per i classici Playing In The Band e Uncle John’s Band. Nel primo set spicca invece una lunga e incalzante versione della dylaniana Stuck Inside A Mobile With The Memphis Blues Again.

Have You Fed The Fish?

Prolifico come pochi, Badly Drawn Boy non aspetta neppure un anno per dare alle stampe un altro album. Ricchissimi arrangiamenti si mettono al servizio di una scrittura sempre più "classica", a discapito della spontaneità che aveva caratterizzato i precedenti lavori.

Canzoni come You Were Right collocano però questo bizzarro personaggio fra gli eredi della grande tradizione pop britannica.

Reptile

La foto di copertina e varie memorabilia interne celebrano gli anni più giovani ma l’album non ha un piglio particolarmente nostalgico. È il solito pop rock dell’artista, morbido e un po’ scarico, suonato con gli amici di sempre e qualche nuovo invitato (Paulinho Da Costa, il chitarrista Doyle Bramhall II). In repertorio brani di J.J. Cale, James Taylor, Stevie Wonder, Ray Charles.

Crystal Days 1979-1999

Settantadue canzoni (con abbondanza di inediti) ripercorrono l’intera carriera dei Bunnymen, bypassando del tutto il solo disco inciso senza McCulloch.

Molte cose sfiziose: il primo demo di Monkeys (con Julian Cope alle tastiere) e il primo, raro singolo per la Zoo Records; un lato B, Angels And Devils, registrato a San Francisco negli studi dei Grateful Dead; una svagata All You Need Is Love (dal singolo Seven Seas) con Sergeant al sitar e citazioni varie, da Dylan a James Brown; pezzi recuperati dalla nastroteca BBC e scampoli dal "covers tour" dell’85 in Scandinavia, con grezze riletture live di Soul Kitchen (Doors), Heroin (Lou Reed), Paint It, Black (Rolling Stones), Friction (Television) e altri episodi formativi della band.

Alla fine, resta l’impressione di un fiore mai completamente sbocciato.

Wonderland

Lontanissimo dal sound degli esordi, quest’album è il risultato di ore passate ad ascoltare cantanti come Marvin Gaye e Curtis Mayfield per riproporne lo stile in chiave più moderna e chitarristica.

Lenny Kravitz farebbe follie pur di avere nel suo repertorio un brano come A Man Needs To Be Told, registrato con l’aiuto di Daniel Lanois, produttore di U2 e Peter Gabriel impiegato per l’occasione alla pedal steel guitar.

Luna crescente (Sacrarmonia)

Dopo un tour in chiese e teatri antichi dedicato alla musica sacra e tradizionale, la Ruggiero decide di produrre un disco dedicato al repertorio di quei concerti. Accompagnata dagli archi dell’Arké Quartet, interpreta canzoni tradizionali come la natalizia Adeste Fideles ed episodi della sua carriera solista, oltre a brani appartenenti a liturgie africane e sudamericane.

Un progetto portato a termine con classe e leggerezza, laddove il rischio di tediare l’ascoltatore era assai concreto.

Grave Disorder

Dopo anni di tour d’addio, seguiti da tour di riunione, operazioni-nostalgia e tenzoni tra i componenti (con Scabies attivissimo sul fronte legale) il cantante degli Offspring Bryan Holland realizza un suo sogno e scrittura i Damned per la propria etichetta.

Del gruppo fanno parte Sensible, Vanian e sua moglie Patricia Morrison (nei Sisters of Mercy e nei Gun Club). Il disco si potrebbe definire simpatico, ma niente di più: i Damned hanno decisamente già fatto la loro piccola parte nel grande disegno della musica inglese.

BON JOVI: One Wild Night Live 1985-2001

Dal titolo dovrebbe documentare l’intera carriera del gruppo, in realtà si tratta di materiale ricavato quasi interamente dai tour del 1995 e del 2000, più due ripescaggi del 1985 (Runaway e In And Out Of Love), da tempo escluse dal set dei concerti. Il risultato è comunque ottimo con la curiosità di Bob Geldof ospite in I Don’t Like Mondays, vecchio successo dei suoi Boomtown Rats.