Relationship Of Command

Dopo tre anni di apprendistato indie, il gruppo fa conoscere al mondo la propria musica grazie a un album che mescola chitarre e cantato alla Rage Against The Machine ad atmosfere visionarie degne dei migliori Jane’s Addiction.

In Rolodex Propaganda fa capolino la voce di Iggy Pop, nume tutelare della band assieme agli MC5. La produzione è affidata a Ross Robinson, già dietro al mixer per altre band come Korn e Limp Bizkit.

Bowie At The Beeb

La BBC apre gli archivi: ne escono registrazioni del periodo ’68-’72, pulitissime dal punto di vista sonoro e ricchissime nella tracklist, ma prive del calore di un vero concerto — e quelli del periodo di Ziggy Stardust erano veramente torridi.

Più interessante, anche per l’avarizia di "live" bowiana, un terzo CD presente in un’edizione limitata, con un concerto del 2000 basato sui brani dei tardi anni ’70 e decenni seguenti.

The Covers Record

Dopo aver disseminato di cover i suoi precedenti lavori, la cantante decide di dedicare un intero album alla rilettura di brani altrui. L’equazione «bella voce più belle canzoni uguale belle cover» è perfettamente rispettata, con una scaletta all’insegna dell’eclettismo: da (I Can’t Get No) Satisfaction degli Stones a Naked If I Want To dei Moby Grape, da Paths Of Victory di Bob Dylan a Red Apples di Smog.

Ladies And Gentlemen…The Grateful Dead: Fillmore East New York April 1971

Il meglio da cinque leggendari concerti nel tempio newyorkese di Bill Graham viene finalmente pubblicato in forma ufficiale. Nella marea di dischi dal vivo pubblicati dalla band californiana, è uno dei top assoluti: una di quelle occasioni speciali in cui i membri della band viaggiano spesso e volentieri sulla stessa lunghezza d’onda, con effetti inebrianti per i patiti del genere (e magari irritanti per chi non riesce ad entrare in sintonia). Nel nutritissimo programma, Garcia e compagni non mancano di rendere omaggio al soul di Smokey Robinson e Wilson Pickett (Second That Emotion, In The Midnight Hour) e al blues, vecchio amore della band (Next Time You See Me, I’m A King Bee); non mancano una versione “intimista” di Dark Star e le lunghe jam improvvisate che scaraventano band e ascoltatori in universi sensoriali paralleli. Sbalorditiva (per l’epoca) anche la qualità della registrazione.

White Pony

L’album dei Deftones più aperto alle loro fluorescenze new wave — specie per Digital Bath e RX Queen — e psichedeliche, in particolare Knife Prty, Change (In The House Of Flies) e l’ultima Pink Maggit.

Si fondono il Sublime romantico e quello metal. Il dj hip-hop Frank Delgado, già collaboratore esterno, è preso stabilmente in formazione. Il suo contributo più interessante è sulla melodia ovattata di Teenager.

Skull & Bones

I Cypress Hill hanno due anime, una rap, l’altra hard rock: il quinto album in studio sovrappone così la foglia di marijuana al classico teschio metal e si presenta diviso in due volumi. Il primo disco contiene 11 tracce di osservanza hip hop, il secondo 6 brani di rock duro.

Evidenzia il carattere double face dell’operazione la pubblicazione di due singoli, (Rap) Superstar e (Rock) Superstar, in sostanza la stessa canzone con differenti sviluppi e ospiti: Noreaga nel primo caso, Chino Moreno dei Deftones e Everlast per la traccia rock, apertamente ispirata a Kashmir dei Led Zeppelin. Dal punto di vista qualitativo, il primo volume prevale sul secondo.

Stato di necessità

Di nuovo a Sanremo con la autobiografica In bianco e nero, in cui affina le proprie caratteristiche di autrice e, come ama definirsi, "cantantessa". Non solo rock, ma anche leggiadre incursioni nel soul, nel jazz, nella musica latina, e nella tradizione italiana.

Al suo meglio, mette d’accordo chi la vuole poetessa e chi la vuole al Festivalbar sfoderando la languida, deliziosa Parole di burro. L’ultimo bacio è invece un do ut des con il regista Muccino, che le concede una particina nell’enorme successo cinematografico che porta il nome della canzone.

Community Music

Si chiama Community Music House il luogo in cui è nato il collettivo angloasiatico, quartier generale, centro nevralgico e simbolo della ricerca continuata con successo sull’asse Londra-Kingston-Delhi.

The Real Great Britain si sistema idealmente tra Clash, Fundamental e Linton Kwesi Johnson; Memory War, Officer XX e New Way, New Life sono pagine esaltanti, Taa Deem un omaggio alla memoria del grande musicista pakistano Nusrat Fateh Ali Khan.

Brill Building Legends

Due raccolte di provini giovanili per brani diventati celebri o perduti nella memoria. Meglio, per completezza e abbondanza di scelta, il secondo (ben 57 titoli su due CD): si parte dal doo wop e il rock and roll fine anni Cinquanta, si passa per il demo di Oh! Neil (risposta alla Oh! Carol di Neil Sedaka) e ingenuità come Boomerang e Queen Of The Beach per arrivare alle prove generali della carriera solista prossima ventura (A Road To Nowhere, 1966).

Istruttivo e illuminante, anche se la King non ha mai avuto una voce da brividi.

Summer In The City: Live In New York

Ci voleva il palcoscenico per restituire ai suoi fan il Joe Jackson piacevole ed effervescente dei vecchi tempi. Aiutano i virtuosi accompagnatori (il batterista Gary Burke e il bassista-alter ego Graham Maby) e una scaletta che miscela sapientemente pezzi di catalogo con cover ben selezionate (Beatles, Duke Ellington, Yardbirds, Steely Dan e Ramsey Lewis).

 

Beating Hearts

Doppio album live contenente le registrazioni dei concerti tenutisi il 27 ottobre del 1978 all’Apollo di Manchester e il 9 novembre 1979 al Rainbow di Londra. Un’ottima occasione per saggiare la resa live dei Buzzcocks nel loro periodo migliore, attraverso l’ascolto di piccoli capolavori come I Don’t Mind, Autonomy e Noise Annoys.

Night And Day II

Deve tornare all’ispirazione newyorkese, il musicista di Portsmouth, per trovare finalmente la quadratura del cerchio anche in studio. Il sequel del suo disco più fortunato ne riprende gli spunti migliori (Hell Of A Town) per arricchirli con ambizioni da musica “globale”, tra aromi chicani (Happyland), nevrotici schizzi alla Kronos Quartet (Just Because), pop ambiguo e decadente (Glamour And Pain e Love Got Lost, ospite la voce di Marianne Faithfull).

 

 

The Marshall Mathers LP

Attesissimo, il nuovo album di Eminem esplode nei negozi, vendendo in una quindicina di giorni più di due milioni di esemplari. Più ricco dal punto di vista sonoro, con l’orecchiabile Stan realizzata in coppia con la cantante Dido, è anche più controverso del lavoro precedente: Kill You è in odore di crociata anti-gay e Kim pone fine pubblicamente al matrimonio con la moglie omonima, che tenta il suicidio.

The Real Slim Shady, Stan e The Way I Am sono i singoli che tengono il disco in classifica per oltre un anno. Nel frattempo, il rapper e la sua turbolenta crew D-12 sono protagonisti di accese dispute con Insane Clown Posse, Christina Aguilera, l’odiato Moby ed Everlast.

ERIC CLAPTON/B.B.KING: Riding With The King

Ci fosse stato 30 anni prima, un simile incontro al vertice, allora sì che il divertimento sarebbe stato assicurato. Ora invece è tardi: le due star giocano molto e suonano poco, più bolsi che vecchi, più pigri che out. Li aiuta un grande repertorio, da Worried Life Blues a Three O’ Clock Blues.