The X Factor

Tocca all’ex Wolfsbane, Blaze Bailey, il compito di far dimenticare il carismatico Dickinson ai fan. L’impresa non riesce perché l’album è fiacco e perché la sua voce è troppo diversa dal suo predecessore. Il singolo Man On The Edge illude, ma il resto si dimentica presto. Anche dal vivo il gruppo non ha la brillantezza dei tempi migliori.

The Gray Race

Punk Rock Song è addirittura un hit radiotelevisivo. È la fase di maggiore esposizione mediatica dei Bad Religion, la cui forma risulta leggermente ammorbidita. Brett Gurewitz è rimasto a curare la gestione di una Epitaph con quotazioni alle stelle, mentre Hetson ha riformato i Circle Jerks. Alla chitarra adesso c’è Brian Baker, ex Minor Threat.

Le ragazze fanno grandi sogni

Nuovo, lungimirante cambio di rotta: il “sociale” è diventato talmente incomprensibile e spaventoso da indurre artisti e pubblico a ripiegare sull’amore. Le composizioni di questo album quasi monotematico avranno vita lunga, e verranno riprese emblematicamente in diversi spot pubblicitari e dalle non poche raccolte a venire.

Alice In Chains

Più maturo e psichedelico. Ci sono canzoni d’assalto, Grind e Again, e momenti assolutamente visionari, Sludge Factory e Frogs. Ma è Heaven Beside You, un Blues che riunisce le due anime del gruppo, il miglior biglietto d’addio. Perché di addio si tratta. Da qui in poi solo antologie e dischi dal vivo, prima della tragica morte di Layne Staley (1967-2002), vittima della sua cronica dipendenza dall’eroina.

1.Outside

Del tutto inaspettato: il concept album più minaccioso e agghiacciante di sempre. L’ascolto dei Nine Inch Nails stimola l’artista che dormiva (da parecchio) e insieme ad Eno (e ad Alomar e a Garson e a Gabrels) mette in piedi un quadro elettronicamente tetro del futuro.

 Un pugno nello stomaco per temi e scelte sonore, francamente non di facile ascolto: i fan recenti fuggono a gambe levate, ma anche i critici ormai abituati a gente meno ambiziosa girano il capo facendo finta di nulla.

Sanacore 1.9.9.5

Dialetto napoletano e produzione londinese, affidata ad Adrian On-U Sound Sherwood, per un album ancora una volta sospeso tra ritmi in levare e tradizione di casa nostra. Fiati, elettronica e percussioni al servizio di brani come Pé dint’e viche addò nun trase ‘o mare e Ammore nemico, episodi che ridefiniscono il concetto di canzone napoletana.

Prendilo tu questo frutto amaro

Signori, si copia. Anche da se stesso (dalla copertina alle canzoni, con premio speciale per Ogni volta che batte sul filo di lana Tutti all’inferno), dalla propria demagogia affinata accumulando danari. Chissà se adesso a ironizzare si di lui è quell’antico Compagno di scuola, andato a lavorare in banca — mentre Venditti potrebbe aprirne una.

The Ghost Of Tom Joad

Dopo la pubblicazione di questo disco, Springsteen fa un lungo tour da solo nei teatri sparsi in tutto il mondo. Il pubblico ascolta in religioso silenzio le storie di emarginazione e di fame di emigranti che cercano fortuna senza trovarla.

Bruce canta la desolazione di chi si trova a cercare di conquistarsi illegalmente ciò che avrebbe invece il diritto di avere.

Così com’è

Il disco del boom: se Jovanotti aveva aperto la porta, gli Articolo 31 portano l’hip-hop in milioni di case. Ispirati, incontenibili, ironici, i due ragazzi di periferia conquistano la nazione con un disco vario come una scatola di caramelle. In tutta Italia risuonanoTranqui funky, Il funkytarro, Domani, Un urlo.

I puristi storcono il naso, ma c’è poco da storcere: averne, di numeri uno così.

VAN DYKE PARKS & BRIAN WILSON: Orange Crate Art

Nello stesso anno l’artista collabora con inconfondibili interventi vocali a questa realizzazione di Van Dyke Parks, amico e autore ed arrangiatore genialoide anch’egli presente nel progetto abortito di Smile. Anche questo disco, ben accolto dalla critica, non ha particolari rilievi commerciali.

Germi

La buona riuscita delle cover di Mio fratello è figlio e La canzone popolare, incise per due album-tributo dedicati rispettivamente a Rino Gaetano e Ivano Fossati, oltre al sempre crescente seguito di pubblico vantato dalle band che cantano in italiano, convincono gli Afterhours a passare definitivamente alla madrelingua.

Psichedelia e grunge vanno a braccetto in brani come Posso avere il tuo deserto?, mentre alcuni vecchi classici vengono riproposti in una nuova versione italiana. È il caso di Inside Marylin Three Times, che diventa Dentro Marylin e due anni più tardi, con il titolo di Tre volte dentro me, verrà incisa addirittura da Mina e inclusa nell’album Leggera.

Linea gotica

Ruvide, durissime riflessioni sul conflitto nella ex Jugoslavia. Disco artisticamente ambizioso, pittorico: Ferretti e Zamboni continuano a sorprendere. Esattamente come i CCCP (chiedere a chi cercava i loro dischi nei negozi), vengono messi rigorosamente ai margini del cosiddetto circuito ufficiale: non è questione di sound, è questione di paura per come i C.S.I. concepiscono la musica.

Da segnalare l’entrata ufficiale nel gruppo della cantante Ginevra Di Marco.

Boss Hog

Altri due mini, Action Box (Aphetamine Reptile, 1991 &Stelle=2;) e soprattutto Girl + (Amphetamine Reptile, 1992 &Stelle=3;) attirano l’attenzione della Geffen. Jens Jurgensen (chitarra) e Hollis Queens (batteria), accompagnano Jon e Cristina.

Si tratta sempre di una miscela di rock, blues e punk e garage resa comunque "cool", buona per bassifondi e piani alti allo stesso tempo. C’è anche del glam, ma è solo una fiammata (Ski Bunny).