Door To Door

Ulteriore ritorno, ma stavolta i Cars sembrano veramente provenire da un’altra epoca. Il motivo? L’offerta di canzoncine pop è molto più elevata rispetto al periodo in cui avevano esordito.

L’attenzione loro tributata è già nostalgica, e per un gruppo attivo da meno di dieci anni la cosa è un po’ impressionante. La band accetta la situazione e, silenziosamente, si scioglie.

Ocasek rimarrà attivo come produttore, mentre Orr morirà di cancro nel 1999.

Almamegretta

Non Disponibile

Gruppo che unisce la tradizione partonepea alle sonorità dub, si forma appunto a Napoli nel 1987.

La lineup originaria subisce un rinnovamento pressoché totale (tra gli altri, Raiz abbandona il gruppo per la carriera solista e D.RaD muore in seguito a un incidente stradale), ma cionostante la band vanta una carriera longeva e corposa, tanto da meritare le attenzioni di Massive Attack e Adrian Sherwood.

Out Of Our Idiot

La seconda collezione di rarità e stranezze costelliane è un’altra piccola delizia per iniziati: duetti (Seven Day Weekend con Jimmy Cliff, The People’s Limousine con T-Bone Burnett, Baby It’s You di Bacharach in coppia con Nick Lowe), altre cover di eterogenea provenienza (Yoko Ono, Richard Thompson), curiosità (lo strumentale western A Town Called Big Nothing) e outtakes meritevoli di salvataggio come Black Sails In The Sunset.

Tunnel Of Love

Bruce volta pagina. Dopo un matrimonio fallito e l’arrivo nel suo cuore di Patti Scialfa, incide Tunnel Of Love con tutti i sentimenti di chi vuole accasarsi e creare una famiglia. La bellezza del rapporto a due fa allontanare nei testi delle sue canzoni la rabbia e la lotta per i diritti della classe lavoratrice che tanto avevano caratterizzato la produzione dell’artista.

Lo Springsteen innamorato crea qualche imbarazzo fra i suoi sostenitori e profondo dolore alla notizia che questo sarà l’ultimo album con The E-Street Band. La corista della band, donna di grande carattere e perseveranza, saprà trovare in futuro la giusta misura nel ricoprire il ruolo scomodo di musicista, moglie del Boss e madre dei suoi figli. Realizzerà due dischi (Rumble Doll, Columbia, 1993 e 23rd Street Lullaby, Columbia 2004) e sarà sempre al fianco dell’ex ragazzo del New Jersey.

Il tunnel dell’amore porta a canzoni riflessive. Segnaliamo: Tougher Than The Rest e Brilliant Disguise.

Rockinnreelininaucklandnewzealand

Esce per l’etichetta del gruppo, la Vengeance. Live grezzo e rumoroso, stile bootleg, con il repertorio più infuocato dal periodo; per buona parte i brani vengono dal recente (allora) A Date With Elvis. A proposito di Presley, i Cramps a Auckland rifanno la sua Heartbreak Hotel. La stessa Vengeance ha ristampato il CD nel 1994. Tre i brani in più rispetto all’originale.

Primitive Cool

A due anni di distanza, con gli Stones in crisi, Jagger ci riprova con la medesima formula di pop rock & ballate strappacuori. Prodotto da Dave Stewart, un po’ più spontaneo del precedente, contiene la sua visione del mondo femminile (Party Doll), un paio di canzoni d’effetto (Say You Will, War Baby) ma anche i soliti ritmi techno dance fatti di poco (Let’s Work). Alla chitarra, Jeff Beck. 

 

OK Italia

Finisce il rapporto con la Ricordi, e Bennato si risolleva — perché, finalmente, capisce gli anni ’80. Torna al n.1 in classifica con la ammiccante Ok Italia, con video completo di fatalona tricolore, e a tale locomotiva aggancia un disco meno pretenzioso e più presente, col recupero di un sound più alla mano e sguardi su un paese che ha voglia di America e di sogni televisivi, sul quale ironizza fotografando la sua Napoli in Chi beve, chi beve.

La pubblica ottusità

Reduce dal pastrocchio cinematografico di Joan Lui, nel quale dà ad intendere di essere un novello messia, sconcerta l’Italia con la sua idea di tv: nella trasmissione Fantastico, nella quale lancia quasi tutti i brani di questo album, sceglie di commentare il mondo improvvisando su se stesso, scardinando anche positivamente molte abitudini del telespettatore. Suscita polemiche a ogni piè sospinto e, dal punto di vista musicale, è definitivamente in un retrivo mondo a parte. Personaggio lo è sempre stato, ma cantante ha smesso di esserlo e sarà così per un bel po’.

Bonno Soku Bodai

Dopo anni di oblio Alan Sorrenti torna a sorpresa presentando nel giro di pochi mesi un brano a Sanremo (Come per miracolo, che giunge ultimissima) e un LP di ispirazione buddista. Il disco ha una sua trasognata generosità, ma Alan è ancora al bando dal salotto buono della musica italiana (dove pure sta parecchia gentaglia). Lui stesso non lo promuove con troppa convinzione, e il disco naufraga in silenzio

Kiss Me Kiss Me Kiss Me

L’apoteosi dei Cure degli anni ’80 si celebra in questo doppio LP. Una perla Just Like Heaven, ricalcata sulla precedente Inbetween Days (accusata a sua volta di rifarsi a Temptation dei New Order). Nei 17 brani, uno in più sulla cassetta, c’è un po’ di tutto: pop, rock, dark, funky (Hot!Hot!Hot!, Why Can’t Be You?) e il romanticismo di Catch e If Only Tonight We Could Sleep.

Chris Isaak

La celebrazione dell’immaginario di Isaak — perfettamente centrato dal ritratto di copertina, uno spettacolare bianco e nero di Bruce Weber, che lo coinvolge anche nel film Let’s Get Lost, dedicato a Chet Baker — raggiunge il suo culmine in questo disco malinconico e tenebroso. Al binomio Isaak/Wilsey si aggiungono gli altri Silvertone Kenney Dale Johnson (batteria) e Rowland Salley (basso), ma è sempre il chitarrista a sostenere il difficile compito di dialogare con la voce del leader. Isaak trasforma in uno dei suoi un vecchio pezzo degli Yardbirds, Heart Full Of Soul, ma soprattutto scrive delle canzoni romantiche e bellissime: You Owe Me Some Kind Of Love, Lie To Me, Fade Away, Cryin’ e Waiting For The Rain To Fall.

 

 

Kick

Disco miliardario, e non a caso: con l’aiuto dell’abile produttore Chris Thomas, la band infila una serie di riff irresistibili e ritornelli contagiosi su una varietà di ritmi rock e funky che sorprende, nel bigio panorama post-Live Aid. La irresistibile Need You Tonight, la solare New Sensation, l’insinuante Devil Inside, l’agile Mystify trascinano in tutto il mondo un disco splendidamente confezionato, e il gruppo si propone per il trono del pop lasciato vacante dai Duran Duran.

Bad

Le premesse sono le stesse di Thriller: Quincy Jones in cabina di regia, un pugno di canzoni perfette (I Just Can’t Stop Loving You, Man In The Mirror, Dirty Diana, Smooth Criminal) e un ospite di lusso con cui duettare (stavolta è Stevie Wonder, all’opera in Just Good Friends). Però il risultato è meno convincente, complici diversi brani che non lasciano traccia uniti alla sgradevole senzazione che Jackson, talvolta, si sia affidato al mestiere e non al suo grande talento.

Classics Live II

Il primo è assemblato con registrazioni da concerti del periodo 1977-1983 ed è un album dal vivo strepitoso che in alcuni brani, documenta anche la formazione di Rock In A Hard Place. Il secondo volume dà spazio a concerti degli anni ’80. Lo scopo è quello di chiudere il contratto con la Columbia, ma il risultato è in entrambi i casi eccellente.

Jane’s Addiction

Il debutto dei losangelini Jane’s Addiction è un disco dal vivo registrato al Roxy Club, pubblicato per un’etichetta indipendente nonostante il gruppo avesse di fatto già in tasca un contratto major con la Warner Bros. Sono otto canzoni originali, più due cover di buon calibro, Sympathy (vale a dire Sympathy For The Devil) dei Rolling Stones e Rock’N’Roll dei Velvet Underground. Una facciata è di peculiare hard rock, l’altra prevalentemente acustica. Solo la delicata Jane Says e Pigs In Zen, tra Hendrix e Led Zeppelin, saranno ripresi sul primo LP in studio.

You’re Living All Over Me

L’arte dei Dinosaur Jr è semplice eppure, in senso lato, nuova. Si prendono delle melodie esangui (In A Jar), svagate (Little Fury Things) oppure un filo snervanti (Sludgefeast) e le si complica con una matassa di rumori prodotti da e attraverso la chitarra. Facile ma, per altro, geniale.

Mascis adotta spesso la misura della ballata alla Neil Young sommergendola di decibel, individuando nella dicotomia tra distorsione e intelligibilità melodica un nodo centrale del suo modo alternativo di fare rock, nel quale non si contano gli elementi pre grunge.

Risulta ugualmente profetico, ma per motivi diversi, anche l’unico contributo da autore di Lou Barlow, Poledo. "Inciso su due registratori scadenti da Lou e Lou solo nella sua stanza", dicono le note. Qualche anno e tutti avrebbero parlato di lo-fi.