Knocked Out Loaded

Un album tanto ambizioso quanto poco riuscito. Ci sono un paio di cover — la più interessante è They Killed Him di Kris Kristofferson (dedicata a Gandhi con tanto di coro di bambini) — e ben tre brani scritti con altri — la lunga Brownsville Girl con Sam Shepard, Got My Mind Made Up con Tom Petty (presente con gli Heartbreakers al completo) e Under Your Spell con Carol Bayer Sager, per anni autrice dei testi e moglie di Burt Bacharach.

Big World

Ogni nuovo album si sviluppa su un’idea diversa: che in questo caso consiste nel registrare dal vivo un repertorio interamente inedito con una formazione a quattro che reintroduce le chitarre. Sulla misura inedita di tre facciate di LP Jackson sfoggia versatilità e perizia, ma le canzoni stavolta (Hometown è la notevole eccezione) sono raramente memorabili.

 

AFRIKA BAMBAATAA&THE FAMILY: Beware (The Funky Is Everywhere)

Un disco sovraccarico di soluzioni kitsch, ma ancora ascrivibile al periodo migliore del signor Kevin Donovan, classe 1960. Storica la cover di Kick Out The Jams degli MC5, che con Rock America segna una marcata attenzione verso il mondo delle chitarre. Bambaataa’s Theme si basa sul tema del film Distretto 13 — Le brigate della morte.

Live 1975-85

I bootleg usciti hanno testimoniato, nel corso del tempo, come Springsteen sia uno dei più bravi artisti di live rock. I suoi concerti sono, per i fan, un tripudio di emozioni. Sudore, energia fisica, allegria, rabbia e tensione si mescolano senza tregua. Le tappe dei suoi tour sono tre ore in cui l’artista si consuma a poco a poco. Apre risposato e finisce felice di non avere più la forza di andare avanti.

Perchè di concerti sembra proprio che Bruce non ne possa fare a meno. Presenta Growin’ Up raccontando che a casa sua due erano le cose fuori posto: una era lui e l’altra la sua "maledetta" chitarra.

Il cofanetto vuole essere il meglio dal vivo del Boss ma l’operazione risulta poca gradita ai fan, che rimangono un po’ delusi nell’ascoltare Bruce seduti in poltrona. È molto difficile riprodurre in un supporto audio le emozioni che Springsteen regala al pubblico durante i suoi bollenti concerti.

Assolo

Nuovo monumento a se stesso, di impressionanti proporzioni: uno dei rarissimi "tripli" della discografia italiana, per di più eseguito in perfetta solitudine, eccetto il consueto, religioso accompagnamento del pubblico in coro. Difficile da reggere per intero, ma lo zoccolo duro è ampio e ne fa un trionfo commerciale.

Different Light

Accantonata ogni residua ruvidezza garage, le nuove canzoni sono avvolte in una confezione morbida e luccicante. Ma il compromesso commerciale è accettabile: Walk Like An Egyptian (popolare anche in Italia) è dinamica e ben congegnata, mentre sprizzano solarità e soffici armonie vocali If She Knew What She Wants, September Gurls (dei Big Star) e l’ottima Manic Monday (un regalo di Prince).

In Visible Silence

L’album In Visible Silence celebra il matrimonio tra elettronica e pop: il compito di officiare spetta alla stravagante creatività degli Art Of Noise, che consegnano così ai musicisti che li seguiranno la possibilità di miscelare alla perfezione l’avanguardismo dell’elettronica con la divulgabilità della pop music. Paranoimia è un pezzo da ascoltare in loop!

Deep In The Heart Of Nowhere

L’irlandese Bob Geldof (1954) è già una celebrità quando debutta come solista con quest’album; a suo credito non solo una brillante carriera con i Boomtown Rats ma anche un appassionato impegno nel campo del “rock sociale”, culminato nel 1985 con l’organizzazione dello storico concerto Live Aid. Nonostante la fama e le aspettative, però, il primo disco delude, con un pop rock anni ’80 piuttosto convenzionale, senza lo smalto dei Rats e con arrangiamenti spesso pesanti.

Bedtime For Democracy

La battaglia in tribunale, durata un anno, è vinta, il cantante finalmente prosciolto, ma il gruppo è senza più energie. Fa in tempo a pubblicare un ultimo album di buon livello con ben ventuno canzoni, più vicino agli estremismi del secondo LP.

Delle varie carriere soliste la più cospicua è quella di Jello Biafra, che vanta vari progetti come i Lard (lui e due dei Ministry), collaborazioni varie e alcuni album suoi solo recitati.

King Of America

La reazione all’artificiosità del disco precedente non si fa attendere: Costello licenzia (temporaneamente) gli Attractions, recupera la sua vera identità (firmandosi Declan MacManus) e affida a T-Bone Burnett, esperto di "roots music", il compito di guidarlo nel disco più nudo e sincero della sua carriera.

Il titolo non mente: la fanno da padrone chitarre acustiche, ballate di sapore rurale, blues e country &western. Il protagonista, che raggruppa una bella accolita di leggendari session men americani (tra cui James Burton, Jerry Scheff e Ron Tutt, accompagnatori di Presley) sotto la sigla "Costello Show", sforna alcune delle sue canzoni migliori (Indoor Fireworks, I’ll Wear It Proudly, American Without Tears) e rivernicia in convincente chiave folk-rock anche la celebre Don’t Let Me Be Misunderstood.

Park Hotel

Se l’Italia va stretta, si può tentare di guardarsi intorno. Affiancata dai musicisti preferiti da Peter Gabriel (Tony Levin, Jerry Marotta) nonché dal "Roxy" Phil Manzanera, Alice cerca di sganciarsi da Battiato e ritagliarsi un’identità.

In questo momento non è semplice.

Slippery When Wet

Non è il disco più venduto, ma è quello della consacrazione, che consegna i Bon Jovi alla storia del rock. Una serie di singoli spettacolari, che pescano a piene mani alla storia del rock duro americano, tra echi di Aerosmtih, Van Halen e Cheap Trick, con l’immancabile riferimento a Bruce Springsteen, per vie della timbrica generosa e calda del leader.

You Give Love A Band Name, Livin’ On A Prayer, Wild In The Street, potenti e sostenute da ritornelli stordenti e le ballate spezza cuori Wanted Dead Or Alive e Never Say Goodbye, sostenute dall’impeccabile produzione di Bruce Fairbairn, diventano i temi di riferimento per intere generazioni di nuovi rock band americane.

Revenge

Ancora un grande successo, ma anche qualche scricchiolio nell’oliata macchina sonora degli Eurythmics. Più rock del solito, più accessibile con qualche punta di banalità, perfetto per alimentare anche dal vivo la potenza di fuoco.

Il successivo tour sarà infatti baciato da uno straordinario successo. Tra i brani Missionary Man e When Tomorrow Comes lasciano il segno.

Gone To Earth

Sylvian è attivissimo ma disperde la produzione in mini album, varie collaborazioni e una pregevole cassetta a tiratura limitata (Alchemy: An Index Of Possibilities, Virgin, 1985). Occorre attendere due anni per il nuovo album, che si presenta diviso in due: un disco di sfumate canzoni secondo la lezione di Brilliant Trees e un altro di morbidi brani strumentali con l’aiuto di Bill Nelson, Fripp, BJ Cole, Steve Nye.

Blood And Chocolate

Passano pochi mesi, e al neonato King Of America Costello (di nuovo con gli Attractions) regala un gemello di tutt’altra pasta, rumoroso, sferragliante e garage come non mai. La lunghissima, straziata I Want You diventa la sua ballata strappacuore per eccellenza, Tokyo Storm Warning una farneticante declamazione su sfondo rock blues in puro stile dylaniano.

Notorious

Dopo le distrazioni dei side-project Arcadia e Powerstation (salutati da ingiustificato successo), e il grande successo del singolo A View To A Kill (per l’omonimo film) i Duran diventano un terzetto, elidendo i due soggetti meno carismatici (Andy e Roger Taylor).

Ma mentre le loro versioni blandamente più rock furoreggiano (Europe, Bon Jovi) la carica giovanile dei primi belli e impossibili degli anni ’80 sembra esaurita. Dopo il terremoto, un gruppo che rinuncia, anche in copertina, ai colori.

Ancora una volta i nostri si appoggiano pesantemente a Nile Rodgers, e qualche idea è da salvare (Meet el presidente, Notorious, la "Princeggiante" Skin Trade) ma nel complesso il funk-rock del disco non ha mordente.

Black Celebration

Il disco della svolta: le atmosfere si dilatano, la base ritmica picchia con maggiore decisione: è ormai rock elettronico. Ci vorrebbe poco a trasformare Stripped o A Question Of Time in vitaminici inni chitarristici, ma la scelta di non farlo rende i Depeche Mode sempre più invisi alla critica, che alla musica va chiedendo la purga acustica che sarà offerta dagli U2 di Joshua Tree.

A Date With Elvis

I Cramps sono in tre, senza più Congo Powers. Decidono di non aggiungere un nuovo chitarrista ma il basso, suonato sul disco da una Poison Ivy che inizia prendere le redini musicali della band.

Come sul mini dal vivo di tre anni prima, è il sesso il tema ricorrente dei nuovi deliri sonici dei Cramps, tormentoni intitolati Can Your Pussy Do The Dog?, Hot Pearl Snatch, What’s Inside A Girl?, Kizmiaz e (Hot Pool Of) Womanneed.

Nuovi eroi

Terza partecipazione consecutiva al Festival di Sanremo, e vittoria tra i Big con l’epica Adesso tu. I suoi dischi sono già lo standard cui la musica italiana guarda, grazie anche all’orientamento internazionale del sound. Tranne Adesso tu, i testi sono da fotoromanzo, ma Un cuore con le ali entra sottopelle ai giovani degli anni ’80.