Who’s Afraid Of The Art Of Noise!

Un capolavoro della musica elettronica, un album fuori dal tempo che, a tutt’oggi, è attuale, moderno, sperimentale. Close (To The Edit) è un insieme di groove funky elaborati in chiave electro, Beatbox miscela rock e techno (come molti gruppi hanno fatto negli anni e continuano a fare oggi), How To Kill unisce beat e melodia. E poi qui gli Art Of Noise regalano Moments In Love: una splendida traccia strumentale di dieci minuti divenuta storica melodia di spot pubblicitari.

BON JOVI: Bon Jovi

Senza ancora una band fissa ed un contratto, John registra la canzone Runaway, che diventa un hit nella radio di New York W.A.P.P. e finisce in una compilation di band emergenti della East Side.

A questo punto i Bon Jovi conoscono il loro primo successo e firmano un contratto con la Mercury che li appoggia facendoli suonare, ancora sconosciuti, con gli ZZ Top e affidandogli alle cure del noto produttore Lance Quinn. Dopo quattro mesi di lavoro, nell’aprile del 1984 esce l’album di esordio, ed è subito successo, di critica e di pubblico.

Accompagnato da un’immagine da rockstar nata e da un sorriso ammaliante, Jon Bongiovi, con la sua voce forte e melodica, è il punto focale di un album che riporta, dopo ani di buio, il party-rock all’attenzione delle grandi masse. Stile sontuoso, ma immediato il disco poggia su alcuni classici come Runaway, She Don’t Know Me, Roulette, Breakout, con la pausa della ballata Love Lies.

Born In The U.S.A.

Il ragazzo timido e introverso degli inizi carriera è diventato una rockstar planetaria. Tutti lo vorrebbero al loro fianco, anche gli schieramenti politici si scomodano a dare una interpretazione alla bandiera in copertina. Ma Bruce non si lascia condizionare dai giudizi affrettati e canta "sono nato in una città di morti, mi hanno messo un fucile in mano, spedito in terra straniera per uccidere gli uomini gialli" (Born In The U.S.A.), come brano-denuncia sulle atrocità della guerra.

In pratica: l’America ti usa, umilia e poi si dimentica di te. Anche vent’anni dopo l’uscita del disco, possiamo constatare come la scaletta di questo album sia perfetta: nessuna canzone può essere considerata "minore". Bruce sembra aver trovato la strada giusta per comporre solo grandi successi. Ne segnaliamo tre: Glory Days, I’m On Fire e Bobby Jean.

The Swing

Stabiliscono un contatto con Nile Rodgers degli Chic, che in quel periodo parla la loro stessa lingua dance-rock con Bowie e i Duran Duran. Notevole la capacità di produrre brani a facile memorizzazione; il singolo Original Sin è il brano che definisce compiutamente il loro sound, ma ancora non riesce a farli sfondare.

Goodbye Cruel World

"Congratulazioni, avete appena comprato il nostro album peggiore!", scriverà onestamente l’autore nelle note di copertina di una ristampa successiva. Anche Costello cade, inopinatamente, vittima degli anni ’80 e cede alle lusinghe di arrangiamenti sintetici, oggi irrimediabilmente datati. T

he Only Flame In Town è un soul patinato che ben si adatta alla voce dell’ospite Daryl Hall, I Wanna Be Loved una morbida torch song elettronica accompagnata dai vocalizzi femminei di Green Garthside degli Scritti Politti.

Real Live

Diario di viaggio del tour che lo vede per la prima volta anche in Italia (due serate all’Arena di Verona). Della band di Infidels resta solo Mick Taylor, cui si aggiungono l’ex Faces Ian McLagen (tastiere), Greg Sutton (basso) e Colin Allen (batteria).

La presenza di Glyn Jones in fase di produzione è la garanzia per un suono centrato sul rock’n’roll (la versione di Highway 61 Revisited, impreziosita dagli assolo di Taylor è una delle migliori incise da Dylan), mentre Carlos Santana suona in Tombstone Blues. Le foto della copertina, compreso il primo piano scattato durante la conferenza stampa di Verona, sono di Guido Harari, uno dei pochi "fotografi rock" italiani conosciuti all’estero.

The Top

Smith, diviso tra i Cure e i Siouxsie & The Banshees di cui è chitarrista (realizza anche un disco a nome Glove con Steve Severin), deve occuparsi pure del basso (Andy Anderson è alla batteria e Tolhrust e passa alle tastiere).

Il disco, in cui ogni canzone fa quasi storia a sé, prosegue il processo di allontanamento dal dark verso direzioni suadenti ma oblique (Bird Mad Girl, Pressing Up) e coloriture orientali (Wailing Wall, The Caterpillar). Shake Dog Shake farà da tesa apertura a molti concerti.

Ocean Rain

All’elettronica, ai riverberi e agli echi ambient dei due album precedenti si sostituiscono stavolta i suoni organici e poderosi di un’orchestra d’archi, diretta da Adam Peters.

Ne scaturisce un album suggestivo e maestoso, che a qualche leziosità di troppo (Thorn Of Crowns) affianca gioiellini di pop sinfonico come Silver, Seven Seas e la ultraromantica The Killing Moon (McCulloch confesserà in seguito di averla immaginata per la voce di Frank Sinatra).

Con il suo avvolgente, e a volte ridondante, melange di chitarre acustiche, violini e strumenti elettrici (ispirato, pare, al Forever Changes dei Love), Ocean Rain incarna le nuove ambizioni di McCulloch, crooner degli anni ’80.

Ristampato WB 2003 con vari bonus, fra cui una versione in studio di All You Need Is Love e due inediti live 1984.

Perfect Strangers

Prima sognato e poi sperato, il ritorno dei Deep Purple, con la formazione più nota, quella del Mark II, si concretizza con questo disco di assoluta qualità, che mostra una band matura e più attenta alla forma, ma non per questo priva di energia. La title track e Knockin’ At Your Back Door, si aggiungono alla lunga lista di classici del gruppo, distribuiti in un tour mondiale trionfale.

Brewing Up With Billy Bragg

Qualche sovraincisione di chitarra e qualche fugace coloritura strumentale non alterano la stoffa grezza e genuina del "folk urbano" di Bragg, loquace come un cantastorie ed energico come i Clash, polemista nato (It Says Here, un attacco alla stampa di regime) e acuto cronista dell’inquietudine amorosa (Love Gets Dangerous, St. Swithins Day). Con le sette tracce del mini d’esordio e i tre pezzi dell’EP Between The Wars, sfornato in fretta e furia nel 1985 per sostenere lo sciopero dei minatori inglesi, l’LP verrà successivamente incluso nel CD Back To Basics (Go! Discs, 1987, &Stelle=4;). Esiste anche una versione "ridotta", Life’s A Riot Between The Wars (Cooking Vinyl, 1996, &Stelle=3;) che abbina l’EP al solo disco di debutto.

Treasure

Il terzo album segna un punto di non ritorno: arcano, barocco, sempre più denso e stratificato nei suoni, tra suggestioni spagnoleggianti (il flamenco rarefatto di Ivo, omaggio al boss della 4AD), accenti di musica ecclesiastica (Beatrix), riff taglienti di chitarra (Persephone), litanie sognanti (Pandora) e ambiziose polifonie vocali (Donimo).

Ben prima dei Sigur Ros, la Fraser inventa un linguaggio incomprensibile, poetico e misterioso.

Arena

Live londinese che chiude la prima parte della storia dei DD e accompagna uno dei primi successi della nascente industria delle videocassette musicali.

Carrellata sui primi tre dischi, evidenzia le difficoltà live dell’istrionico cantante (destinato ad agghiaccianti stecche durante il Live Aid), ma vende a carrettate grazie al folgorante singolo The Wild Boys, manifesto per la gioventù paninara caratterizzato dalle tipiche liriche "oblique" di Le Bon ("Il tuo telefono squillava mentre danzavi nella pioggia/I ragazzi selvaggi chiedono dove sta la gloria, dove sono tutti gli angeli?").

Concert — The Cure Live

Registrazioni dal vivo del 1984. La formazione è quella di più breve durata, con Anderson, uscito dopo una crisi isterica, e con Phil Thornalley al basso. Tra i diversi live pubblicati dai Cure questo è il primo e il meno quotato, creato in maniera sobria per fare da anti bootleg.

La versione su cassetta, formato molto in voga all’epoca, aggiungeva Curiosity — Cure Anomalies 1977-84, insieme di vecchi provini e nastri dal vivo.

Cuore

È diventato un intimista da supermercato, ma è singolare come riesca a raggiungere, con pochi semplici ingredienti, momenti lirici per i quali molti suoi colleghi darebbero un rene. Riesce a scrivere un pezzo ovvio come Ci vorrebbe un amico e a farlo risultare toccante, proprio come Notte prima degli esami diventa brano di culto per legioni di studenti.

Heartbeat City

Dopo una lunga pausa, un ritorno clamoroso con un disco milionario, che finalmente li proietta anche nel resto del pianeta. Certo, lo sforzo non è indifferente: si mobilita persino Andy Warhol, che collabora ai videoclip.

You Might Think, Hello Again, la contagiosa Magic e la dolce ballata Drive sono i brani più noti di questo colorato juke-box anni ’80 prodotto da Mutt Lange (Bon Jovi, Backstreet Boys, tanto per citarne un paio).

Falsi allarmi

Si pone un problema: Alice è già una cantante per un pubblico di élite, ma non è ancora abbastanza affermata per poter proporre un progetto senza illuminarlo con un singolo, specie dopo gli exploit precedenti, e dopo il successo de I treni di Tozeur, esclusa dall’album per enfatizzare il tentativo di crescere — forse troppo esplicito per riuscire.