Come Taste The Band

Mentre Ritchie Blackmore decolla con la sua nuova band, i Rainbow; i suoi ex compagni lo sostituiscono con l’americano Tommy Bolin, ottima musicista di estrazione funky che ha lavorato con James Gang, Zephyr e Bill Bruford. Nonostante una critica avversa, il disco è ottimo e presenta nuove soluzioni, come i tabulati funky rock di Lady Luck e Love Child, senza perdere l’energia dei tempi migliori, come documentato da Comin’ Home, Drifter e I Need Love. Ottime le soluzioni vocali di Coverdale e Hughes che dipingono con grande intensità le ballate This Time Around e You Keep On Moving.

BOB DYLAN/THE BAND: The Basement Tapes

Per arginare in qualche modo la diffusione "pirata" dei brani registrati da Dylan con la Band durante la lunga convalescenza del ’66/’67, la Columbia decide finalmente di pubblicarli in modo ufficiale.

Tra acetati e copie del leggendario Great White Wonder, il primo bootleg della storia del rock, molte di queste canzoni erano state incise da altri artisti – Million Dollar Bash dai Fairport Convention, Mighty Quinn da Manfred Mann, This Wheels On Fire da Julie Driscoll e Brian Auger, Tears Of Rage da Gene Clark — ma le versioni originali sono senz’altro quanto di meglio Dylan abbia scritto e inciso, muovendosi rischiosamente sul crinale che separa il neorealismo stile John Ford di Clothes Line Saga dal surrealismo folle di Odds & Ends.

Blood On The Tracks

Dylan si lascia definitivamente alle spalle la crisi dei primi ’70, anche se questo album — per alcuni critici il suo migliore in assoluto — è in gran parte la cronaca della fine del matrimonio con Sara.

Le canzoni, anche quelle apparentemente "minori" come Buckets Of Rain e Meet Me In Morning, sono tra le migliori da lui mai scritte. Valga su tutti l’esempio di Tangled Up In Blue, in cui la struttura narrativa viene continuamente modificata, provocando un effetto di straniamento che l’autore oltre tutto alimenta, cambiandola ogni volta che la canta dal vivo.

Non vanno d’altra parte dimenticate Idiot Wind, una delle più feroci canzoni mai scritte sulla fine di un amore, Simple Twist Of Fate, Shelter From The Storm, You’re A Big Girl Now o You’re Gonna Make Me Lonesome When You Go.

Numbers

Cat Stevens si allontana rapidamente dal vecchio pubblico con un disco ispirato alla numerologia. Il suo coinvolgimento nel ruolo di rock star si riduce di giorno in giorno, e anche i concerti testimoniano di quel crescente disinteresse. Alla fine del 1977 si converte all’islamismo, dopo qualche mese cambia nome in Yusuf Islam.

Another Green World

Un disco di passaggio, non così effervescente e originale come i primi due di canzoni ma importante per l’approdo alla discreet music di lì a poco. Eno alterna lavoro di gruppo (con musicisti amici, da Fripp a John Cale a Fred Frith) a ricerche da solo con tastiere, elettronica e " suoni non naturali".

Scrive buffe canzoncine ballabili (I’ll Come Running) ma disegna, anche e soprattutto, straordinari paesaggi immaginari.

Chuck Berry 1975

"Ritornato a casa", cioè alla Chess, come dice il titolo del primo album, nella prima metà dei ’70 Berry pubblica cinque LP di buona qualità fra i quali spicca il terzo, registrato a Londra, che contiene il trascinante My Ding A Ling, curiosamente l’unico suo titolo della carriera che sale al n.1 delle classifiche USA e GB.

Between The Lines

Sette anni dopo il suo primo “smash hit” la Ian ha in mano una nuova Society’s Child: At Seventeen. La strategia è simile: un delicato arrangiamento bossa nova con fiati alla Bacharach guarnisce di zuccherosa dolcezza un testo amarissimo e spietato sul brusco risveglio dall’adolescenza e la crudeltà del gioco amoroso. Diventerà un nuovo, grande successo da classifica e un inno per tutte le “brutte anatroccole” snobbate dai maschi alla perenne ricerca di reginette di bellezza. Il contorno, pilotato dalla produzione sinfonica di Brooks Arthur, è degno del piatto forte: In The Winter, con tanto di archi classicheggianti, è un’altra canzone di amore e solitudine che ricorda Dusty Springfield ma anche certo pop mediterraneo anni Sessanta, From Me To You un delicato esercizio in fingerpicking che avrebbe figurato bene su Stars, Water Colors uno schizzo davvero delicato come un acquarello, mentre Between The Lines accarezza il mainstream e le mitchelliane When The Party’s Over e Light A Light portano ancora addosso qualche profumo di California. 

 

Crac!

Tutt’altra immediatezza di lettura, che non significa banalità, anzi: c’è maggiore lucidità, non priva di un approccio giocoso, immediatamente percepibile in Gioia e rivoluzione, ma anche ne La mela di Odessa e L’elefante bianco.

Ritmiche vertiginose e la ulteriore crescita vocale di Stratos arricchiscono il loro album più compiuto, firmato non più solo da Fariselli ma anche da Tofani e Tavolazzi (i testi sono sempre appannaggio del discografico/pigmalione Sassi).

Sabato pomeriggio

Disco importante, per come segnala qualche inquietudine interna: Poster è il primo manifesto della dolente, soffocata poetica baglioniana, sofferta riflessione (invero un po’ passiva) dell’insoddisfazione quotidiana che lo circonda. Ma è anche vero che in quegli anni, solo un uomo può avere il coraggio di iniziare un brano rivolgendosi alla amata con la lialesca invocazione "Passerotto non andare via".

Quell’uomo è Claudio Baglioni.

Young Americans

L’attrazione irresistibile per l’America lo porta a raggiungere John Lennon a New York e confrontarsi con lui in Fame (n.1 in Usa), ma anche a dotarsi di un nuovo chitarrista-luogotenente (Carlos Alomar) ed esprimere in tutto il disco il proprio apprezzamento per il Philadelphia Sound in voga.

Luna e Marte sono lontani, ma lo è anche l’ispirazione. Il piccolo particolare passa sotto silenzio, oscurato dall’ammirazione per "la capacità di cambiare". Probabilmente in quel di Detroit, la piccola Madonna Ciccone sta prendendo appunti.

Discreet Music

Qui il rock non c’entra niente, siamo a uno snodo cruciale della contemporanea del ‘900. Due lunghi brani, uno per facciata. Il più importante è il primo, Discreet Music, morbidi suoni elettronici in lento movimento, che Eno progetta come "colore di sfondo", privo di evidenza, che vada a mescolarsi con i suoni della vita quotidiana.

Il riferimento è Erik Satie e la sua musique d’ameublement. La ambient nasce qui, i mostricini New Age e chill out ne trarranno linfa.

Really Rosie

La King viene contattata da Maurice Sendak, celebre scrittore di libri per l’infanzia, e con lui (che si incarica dei testi) e una formazione ridotta all’osso incide un disco per bambini, destinato inizialmente a uno special televisivo: riuscito e divertente (la filastrocca di Alligators All Around, i ritmi da marcetta di Really Rosie), anche se adatto solo agli amanti del genere.

Toys In The Attic

Prodotti e guidati da Jack Douglas, artefice della crescita di molte band americane, gli Aerosmith forgiano il loro primo album capolavoro intorno a nove canzoni che sono altrettante gemme. Steven Tyler è sempre il compositore principe, in compagnia di Joe Perry scrive il brano killer che intitola il disco, con un ritornello catalizzante e l’indimenticabile Walk This Way, anthem pre rap metal, ripresa dieci anni dopo dai Run DMC.

Tyler divide invece i meriti con il bassista Tom Hamilton, per Sweet Emotion, dolce ricamo con tanto di pianoforte, che testimonia le variegate radici del gruppo.

Born To Run

Springsteen si gioca tutto, i primi due dischi non hanno venduto come la Columbia si auspicava e il rocker del New Jersey rischia di chiudere la sua carriera discografica con quest’ultima opera. Non si perde però d’animo e riunisce intorno a sé gli amici di sempre. Forma The E-Street Band e incide con loro un capolavoro.

Born To Run è frutto del genio di Bruce Springsteen, dell’intuito creativo e organizzativo del produttore Jon Landau e del appassionato impegno professionale di tutti i musicisti ingaggiati. Otto brani di grande pregio: i testi offrono immagini notturne di ragazzi disincantati e decisi a non seguire i consigli dei genitori. Amore, rabbia, pietà per un’America che non sogna più.

Born To Run diventa un classico della musica rock.