XXX

Tre album molto simili, che suonano carini, alcune volte volano sull’onda della nostalgia, con il recupero di quel rock polveroso dei primi dischi. Il blues è addomesticato da esigenze commerciali, ma l’ispirazione sembra buona. Tre compiti in classe sviluppati bene e con il giusto impegno. Dal vivo il trio continua ad offrire uno spettacolo entusiasmante.

Under The Big Black Sun

Sotto il grande sole nero di Los Angeles, metropoli inquinata anche mentalmente, si consumano vite dissipate, simboliche parabole umane di sesso, alcol e morte, perdizione e tentata resurrezione. Gli X le raccontano con linguaggio crudo ma consapevole, siglando uno dei capolavori “maturi” del punk rock: i ping pong vocali di John & Exene (The Hungry Wolf, Under The Big Black Sun) evocano una versione aggiornata e “dark” della coppia Paul Kantner/Grace Slick, raccontando di adulteri (Riding With Mary, Because I Do) e di rimpianti (Come Back To Me, elegia funebre con sax), la chitarra di Billy Zoom ingrana la sesta su Motel Room In My Bed, How I (Learned My Lesson) e Real Child Of Hell, The Have Nots è una esemplare ballata “blue collar”, Dancing With Tears In My Eyes una canzone anni ’40 recuperata da un disco di Leadbelly. Cinque le aggiunte nella ristampa Rhino.

Los Angeles

Un cantante/bassista carismatico che ci tiene a passare per uno qualunque (di lì il nome d’arte di John Doe), una poetessa beatnik, un batterista “All American boy” e un chitarrista rockabilly cresciuto alla corte di Gene Vincent: gli X regalano al punk californiano un inno (Los Angeles), titoli che sono racconti in miniatura (Your Phone’s Off The Hook,But You’re Not; Johnny Hit And Run Paulene; Sex And Dying In High Society; The World’s A Mess, It’s In My Kiss), un senso di prospettiva storica che manca al resto del “movimento”. La rabbiosa cover di Soul Kitchen dei Doors rende omaggio ai re anni ’60 del Sunset Strip (la via dei locali losangelini), Ray Manzarek ricambia producendo e guarnendo col suo Farfisa i momenti più quieti del disco, Nausea e The Unheard Music. Cinque bonus (demo, prove e “rough mix”) nella ristampa Rhino del 2001.

The Best: Make The Music Go Bang!

Antologia doppia in 46 capitoli, in parte sovrapponibile alla precedente (sempre a cura della Rhino), ma con meno rarità per fan: copre anche l’ultimo periodo della produzione e include cinque inediti dal vivo, uno dell’80 e quattro del 1987.

See How We Are

Il nuovo chitarrista, l’ex Lone Justice Tony Gilkyson, è meno riconoscibile ma più versatile di Billy Zoom: quel che ci vuole per la svolta “roots” del quartetto, che in questo disco ingiustamente sottovalutato piazza due delle sue cose migliori: la vibrante autobiografia di See How We Are e una gran versione di 4th Of July, splendida ballata californiana firmata da Dave Alvin. Convincente anche il resto, tra il post punk di In The Time It Takes e la malinconia di When It Rains… Come di consueto, la ristampa Rhino aggiunge nuove tracce: cinque, in questo caso.

XXX

Vista la loro popolarità, grazie soprattutto ai concerti, decidono di inseguire il loro sogno fino in fondo e registrano il disco a New Orleans ospiti di Daniel Lanois. Il momento di popolarità dei Black Crowes sembra influenzare alcuni approfondimenti blues.

Wild Gift

Manzarek è di nuovo alla console ma lascia tutta la scena a John Doe ed Exene Cervenka, capaci di disegnare ballate sottilmente inquietanti (White Girl) e punkabilly fulminanti (In This House That I Call Home), brucianti singulti rock (We’re Desperate) e beguine col distorsore (Adult Books), tenendo alta la temperatura in Universal Corner e Beyond And Back, ronzanti e malate odi elettriche alla città degli angeli caduti. Delle sette tracce aggiunte nell’ultima ristampa, due sono dal vivo.

Live At The Whisky A Go-Go On The Fabulous Sunset Strip

Giocando in casa, la band non può fallire. E infatti l’esibizione è all’altezza, rende giustizia alla scioltezza chitarristica di Gilkyson e anche alle qualità nascoste delle (poche) selezioni da Ain’t Love Grand. Le acustiche Skin Deep Town e So Long (Woody Guthrie) servono a rimarcare il legame con le tradizioni. La versione CD, singola, omette tre brani rispetto all’edizione in vinile.

XTRMNTR

Una nuova pietra miliare nella storia della musica elettronica: a nove anni dal geniale Screamadelica, i Primal Scream scrivono un altro pezzo di storia della musica elettronica, anticipando di fatto gusti e stili del nuovo millennio. Che è molto più funk rispetto al decennio precedente, come Kill All Hippies ben evidenzia. Ma che al tempo stesso è anche più techno hardcore: Swastika Eyes fa capire che i suoni martellanti segneranno le migliori produzioni dirette al dancefloor da qui in avanti.

Xtra Acme USA

Outtake da Acme con una serie di remix. L’edizione europea della Mute si chiama Acme Plus. Per continuare il discorso, esce un album accreditato a Jon Spencer Blues Explosion & Dub Narcotic Sound System, l’interessante Sideways Soul (K, 2000 &Stelle=3;).

Ain’t Love Grand

Il quartetto ingaggia il produttore metal Michael Wagener (Motley Crue, Great White), che provvede a confezionare un disco cromato ma ipertrofico nei suoni di chitarra e batteria. Non convincono, questi X dai muscoli gonfiati artificialmente: con un paio d’eccezioni, la maliziosa ballata My Goodness e il bel rock corale di Burning House Of Love (danneggiato però dal magniloquente arrangiamento). Tra le quattro aggiunte dell’ultima edizione, anche la roboante cover di Wild Thing dei Troggs.