Under The Table And Dreaming

Al debutto con una vera casa discografica sono già delle celebrità, e il pubblico adotta What You Would Say facendolo diventare un piccolo inno "alternativo", anche se il cavallo da battaglia del disco si rivelerà poi, nei concerti, Ants marching. Li produce l’insigne Steve Lillywhite, che controlla la loro tendenza a dilagare e ne fa il trionfo del genere "adult-oriented", privo di qualsiasi appeal per i teenagers.

Senza video e diffusione radiofonica, in Europa non gli si fa neppure caso, nonostante 4 milioni di copie vendute in USA.

Ufficialmente dispersi

Improbabilissima nel cantare le gesta di Che Guevara in Il comandante Che o nel denunciare il dramma della guerra afghana in Kabul, sfodera l’antica, inestinguibile rabbia nel comporre, col fido Piccoli, Stiamo come stiamo (duetto con Mia Martini) e l’invettiva contro l’ex marito Borg in Viva la Svezia. Inaspettatamente, è un disco vero.

United States Live I-IV

Il successo dei primi due album consente all’artista di pubblicare un estratto, per quanto ponderoso, di uno show di otto ore che riunisce molte canzoni del repertorio già noto e altri dialoghi, sogni, invenzioni sempre sul filo di cronaca e fantasia. Laurie è sola, con il suo violino, le sue macchine e le mille voci “indossate come una mannequin”; una meraviglia, anche se il disco per forza condiziona e limita la formidabile energia dello spettacolo live.

UK Jive

Apocalisse in forma di rock song. La vena di Davies è sempre più cupa, sia che canti gli sfaceli della nostra civiltà (What Are We Doing) sia quando lamenta i disastri tutti British della signora Thatcher (Dear Margaret). Anche le ballate hanno un carico di malinconia dietro la morbida facciata: così Now And Then e Loony Balloon, forse i brani migliori.

Under The Big Black Sun

Sotto il grande sole nero di Los Angeles, metropoli inquinata anche mentalmente, si consumano vite dissipate, simboliche parabole umane di sesso, alcol e morte, perdizione e tentata resurrezione. Gli X le raccontano con linguaggio crudo ma consapevole, siglando uno dei capolavori “maturi” del punk rock: i ping pong vocali di John & Exene (The Hungry Wolf, Under The Big Black Sun) evocano una versione aggiornata e “dark” della coppia Paul Kantner/Grace Slick, raccontando di adulteri (Riding With Mary, Because I Do) e di rimpianti (Come Back To Me, elegia funebre con sax), la chitarra di Billy Zoom ingrana la sesta su Motel Room In My Bed, How I (Learned My Lesson) e Real Child Of Hell, The Have Nots è una esemplare ballata “blue collar”, Dancing With Tears In My Eyes una canzone anni ’40 recuperata da un disco di Leadbelly. Cinque le aggiunte nella ristampa Rhino.

Under A Pale Grey Sky

È un album che crea confusione e disagio, infatti fotografa l’ultimo tour con Max Cavalera ed acuisce il confronto disarmante a “favore della vecchia line up. I classici, suonati con grinta e determinazione, sono tutti “presenti. Da segnalare inoltre in chiusura, una convincente versione di Orgasmatron dei Motorhead.

Union Cafe

L’ultimo disco effettivo della Penguin Cafe Orchestra: Simon Jeffes morirà nel dicembre 1997, a 49 anni, proprio quando aveva coronato un sogno della vita allestendo un fantastico Penguin Studio nella campagna britannica, non lontano dalle pietre di Stonehenge. In questo congedo c’è forse una premonizione di morte; un disco più sottile ancora dei precedenti, più intimo, assorto, pudico, anche se ogni tanto l’Orchestra si espande impetuosamente e in Discover America supera i 20 elementi. Fra i brani un dolce ricordo italiano (Silver Star Of Bologna) e un Cage Dead che onora il compianto maestro giocando con le note del titolo (C per Do, A per La e via così).

Universo Fortis

Raccolta contenente i brani più popolari del musicista (Milano e Vincenzo, Il Duomo di notte, La sedia di lillà, Marilyn, Settembre e altri ancora) e quattro inediti (La splendida metà, Sexy Love, Saprai e Lettera a un sogno). Consigliatissimo a chi vuole avvicinarsi per la prima volta all’opera di un musicista unico nel panorama italiano, capace di pubblicare album privi di qualsiasi motivo di interesse ma anche di scrivere una manciata di piccoli capolavori tutti presenti in questa compilation.