…e io canto

La canzone che dà il titolo all’album sembra lanciare un guanto di sfida a chi lo accusa di fare musica totalmente disimpegnata. E in effetti, con tutto quello che succede alla fine degli anni ’70, proclamare l’intenzione di cantare “il falco che s’innalzerà, il primo raggio che verrà, la neve che si scioglierà” e gli inevitabili, stucchevoli “passi lenti e incerti di un bambino” fanno pensare che Cocciante viva in un universo artistico di grana molto grossa.

Anima

Il grido furente “Adesso spogliati” di Bella senz’anima è un fulmine a ciel sereno sia per la radio di Stato che per le femministe, ma apre le porte del successo a Riccardo/Richard. Altrettanta fortuna arride a un brano come Quando finisce un amore, che segue lo stesso schema: un inizio in punta di piedi, che gradualmente sfocia nell’incontenibile, vibrante crescendo “gridato”.

Cervo a primavera

Insoddisfatto del disco precedente, il cantante non si lascia sfuggire l’occasione di lavorare con Mogol, reduce dal “divorzio” con Battisti. L’accoppiata funziona benissimo: Cocciante porta in vetta alla hit-parade la sontuosa melodia di Cervo a primavera, e l’album, arrangiato dall’ex Rokes Shel Shapiro, regala al suo repertorio un altro evergreen su uno dei suoi temi preferiti (Il mio amico carissimo).

Cocciante

In bicicletta, Un nuovo amico, Celeste nostalgia e Parole sante, zia Lucia: il ricciuto musicista non è mai stato così leggero e rilassato: ricorda (e forse non è un caso, vista la perdurante presenza di Mogol) il Battisti idilliaco di Perché no.

Cocciante

Per la prima volta partecipa al Festival di Sanremo, e vince senza strafare, con Se stiamo insieme, brano che sembra conciliare la prima parte “passionale” della sua carriera con la seconda, più matura. L’album sembra confezionato con lo stesso intento autocelebrativo.

Concerto per Margherita

Arrangiato da Vangelis (e il suo tocco si sente nella notevole Primavera) e con testi di Luberti, ormai alter ego a tutti gli effetti di Cocciante, il disco contiene anche Quando si vuole bene, la brutale Violenza (sullo stupro, in tempi in cui i cantautori impegnati hanno una paura terribile del tema) e ovviamente il brano che fa di Cocciante una star, Margherita.

Eventi e mutamenti

Il mutamento è soprattutto lirico: Cocciante tenta di affrontare argomenti meno “sicuri” rispetto alle consuete dinamiche sentimentali. Tra le curiosità, l’omaggio beatlesiano di Lucy, quanti diamanti nel cielo e l’inno a La nostra lingua italiana (da parte di uno che appena passa la frontiera cambia nome…)

Innamorato

Forse convinto di non riuscire ad ottenere più di una vittoria sanremese dall’Italia, ricicla alcuni dei brani pubblicati negli ultimi anni in Francia. Sembra poco coinvolto, ma in effetti da qualche tempo sta lavorando, con uno dei suoi parolieri francesi (Luc Plamondon) al maggiore trionfo della sua carriera, il musical Notre Dame de Paris, che uscirà nel 1998.

La grande avventura

Mai amato dai critici musicali, prova a ricorrere per i testi a qualche “griffe” (Ruggeri, Dalla) all’interno di un album musicalmente interessante: dal punto di vista melodico, Cocciante rimane uno dei migliori compositori italiani. È vero altresì che quello della vocalità, per quanto notevolmente espressiva nei momenti migliori, rimane una sorta di marchio – che a volte ne limita le potenzialità.

Mu

Nato a Saigon nel 1946 da padre italiano e madre francese (in Francia pubblica i dischi cambiando il nome in Richard), debutta con un bizzarro concept album di sapore progressive a sfondo religioso, che ricorda i Genesis di From Genesis To Revelation. Non è ancora il Cocciante che l’Italia si abituerà a vedere in classifica — e infatti l’album è pressoché ignorato.

Notre Dame de Paris

La versione italiana, con parole di Pasquale Panella (altra eredità battistiana…) dell’opera ispirata a Victor Hugo, un grandissimo successo che in brani come Bella, La corte dei miracoli, Le campane esalta la sua attitudine di compositore dall’orecchio melodico classico. Dieci milioni di spettatori in tutto il mondo restano ammirati.

Poesia

Insieme all’autore Paolo Cassella e a Marco Luberti, paroliere e produttore, comincia a lavorare al proprio approccio alla canzone. Molto ruota attorno alla sua voce roca, che ondeggia tra un timido intimismo e l’esplosione rabbiosa dei sentimenti. La canzone che dà il titolo all’album lo accompagnerà come manifesto poetico per tutta la carriera.

Sincerità

Comincia un nuovo corso firmando (primo italiano) per la giovane etichetta di Richard Branson, la Virgin. Ecco allora il tentativo di spingersi verso sonorità pop internazionali incidendo l’album a Los Angeles con alcuni componenti dei Toto. Il vestito nuovo tuttavia non viene indossato facilmente.

Un uomo felice

Abbandonate molte delle velleità del disco precedente, offre una curiosa convivenza tra liriche inclini a un certo minimalismo esistenziale facilone e musiche che sempre più spaziano altrove, dal jazz a Bach. Duetta nuovamente con Mina in Amore.