La gatta Cenerentola

Il culmine del lavoro di De Simone: una favola barocca in tre atti che De Simone elabora partendo da materiale tradizionale. Presentata al Festival di Spoleto, ottiene da subito un grande successo, anche se Bennato, più incline alla musica che al teatro, si chiama fuori e forma i Musicanova con D’Angiò.

La voce del grano

Carlo Faiello abbandona, per l’ennesimo rimpasto in un gruppo che ormai è emanazione di Fausta Vetere e Corrado Sfogli, ed è sempre meno napoletano in senso stretto: la NCCP del 2000 è diventato un gruppo che fa world music a 360 gradi, seguendo più Peter Gabriel che Roberto De Simone. Tutto sommato, una scelta adeguata ai tempi.

Li sarracini adorano lu sole

Il disco del grande successo, grazie a Ricciulina, In galera li panettieri, ma soprattutto alla Tammurriata nera, ulteriore passo verso i nostri tempi rispetto al normale repertorio — come del resto ‘E spingule frangese. A teatro intanto allestiscono, nello stesso periodo, la rigorosamente cinquecentesca Cantata dei Pastori.

Medina

Dopo un decennio di saltuaria attività concertistica ma senza incisioni, il ritorno con canzoni scritte in proprio e una formazione che fa perno sulla Vetere, Sfogli e Mauriello. Ingressi importanti quelli del bassista Carlo Faiello e del cantante Antonio Romano. Fin dal titolo si intuisce che la cultura napoletana è a questo punto inserita in un contesto geografico-musicale più ampio, che accoglierà volentieri altre influenze etniche. Partecipano persino al Festival di Sanremo con il brano Pe dispietto.

Nuova Compagnia di Canto Popolare

Nel 1967 un gruppo di musicisti napoletani inizia una operazione di riproposta della musica folk campana il più fedelmente possibile allo stile tradizionale. Dopo numerosi cambiamenti di organico, Eugenio Bennato (voce, chitarra, mandolino, fisarmonica), Peppe Barra (voce), Patrizio Trampetti (voce, chitarra, mandolino), Fausta Vetere (voce, chitarra, flauto), Carlo D’Angiò (voce, percussioni) e Giovanni Mauriello (voce, percussioni) incontrano il musicologo Roberto De Simone che mette a disposizione il suo lavoro di ricerca sul folk. Pertanto, dopo aver privilegiato a lungo le esibizioni dal vivo, incidono un album di villanelle e tarantelle del ‘500 e oltre. La serietà e il rigore dell’approccio sono accompagnati da una teatralità e uno slancio che in breve tempo fanno del gruppo un fenomeno alla testa del clamoroso espandersi del folk revival in Italia — persino Canzonissima si adatterà ad ospitare le canzoni tradizionali della penisola. Qualche anno dopo il debutto del gruppo fu ristampato dalla Ricordi col titolo del brano più noto, Lo Guarracino.

Storie di fantanasia

Entra a titolo definitivo Vito Mercurio, collaboratore del gruppo già da qualche anno. Ma non bastassero i contraccolpi interni alle defezioni dei membri storici, le fortune della musica popolare stanno finendo, e la NCCP pur nel tentativo di rimanere coerente con il proprio progetto trova sempre più difficile ignorare la perdita di interesse per il proprio lavoro. Stando così le cose, nel disco mancano entusiasmo e un nucleo sonoro forte.