…And Justice For All

Sotto la regia di Steve Thompson e Michael Barbiero in fase di missaggio, il produttore Flemming Rasmussen, completa l’opera di crescita, iniziata nel secondo disco. Un progresso verificabile dalla qualità dei pezzi, maturi e solidi, dall’approccio sonoro, mai banale e dalla scelte di linee vocali, finalmente melodiche. One è il singolo che cancella ogni diffidenza e diventa il trampolino di lancio verso la popolarità totale.

Garage Inc.

In piena crisi di ispirazione, Hatfield e soci si affidano ad un convincente e simpatico cover album, che omaggia i tanti gruppi (Black Sabbath, Diamond Head, Lynyrd Skynyrd, Thin Lizzy, Nick Cave…), che hanno li influenzati prima e durante la carriera. Il primo CD propone rifacimenti inediti registrati nel 1998, mentre il secondo ripesca singoli, EP e rarità degli esordi, oltre a quattro pezzi che onorano i Motorhead, datati 1995. Molto più che una semplice curiosità.

Kill ‘Em All

La più famosa Heavy Metal Band del mondo si forma nel 1981 a San Francisco, intorno al chitarrista/cantante James Hatfield e al batterista danese Lars Ulrich e si stabilizza con l’arrivo del bassista Cliff Burton e del chitarrista solista Kirk Hammet. Il debutto, decretato nel tempo un classico assoluto, è una bomba innescata, propone il thrash metal più veloce e cattivo mai ascoltato sino a quel momento e canzoni come Hit The Lights, Jump In The Fire, Seek And Destroy, Metal Militia, fanno il giro del mondo in breve tempo, in un frenetico passa parola tra i tanti fan del suono più estremo.

Load

È una versione meno ispirata di Metallica, lo staff di studio è lo stesso, ma manca brillantezza e lucidità e così per la prima volta il gruppo frena la sua ascesa creativa. Non il successo, che supera persino il predecessore.

Master Of Puppets

Riempiono gli stadi di fan urlanti, ma non hanno nulla a che vedere con l’heavy metal becero del periodo. La band si dimostra matura, attenta alle costruzioni armoniche e con un senso della melodia quasi naturale. Nonostante certi atteggiamenti stereotipati ed un immagine trasandata, il gruppo è pronto al grande salto verso la notorietà. Welcome Home (Sanatorium) è uno dei pezzi guida del loro repertorio. Purtroppo il 26 settembre, in un incidente del tour bus, muore il bassista Cliff Burton. Sgomento tra i fan.

Metallica

È il grimaldello per il successo planetario (primi in America e Inghilterra e 18 milioni di copie vendute ad oggi). Il suono veloce degli esordi, lascia il posto ad un heavy metal ragionato, con la produzione di Bob Rock che stempera anche la voce di Hetfield e regolarizza la batteria di Lars Ulrich, per una scaletta di hit senza precedenti. Se con l’esordio la band aveva creato il thrash metal, con questo “Black Album” (è il titolo che gli danno i fan, vista la confezione completamente nera), hanno il merito di portare le chitarre elettriche nelle case di tutti gli americani. Canzoni come Enter Sadman, The Unforgiven, Sad But True e soprattutto la ballata sofferta Nothing Else Matters, li innalzano, loro malgrado, nell’olimpo delle rockstar.

Re Load

Il successo è incrollabile, ma nonostante la band smentisca, sembra raccogliere scarti del disco precedente. Dal vivo che la band continua a mantenere vivo il contatto con i milioni di fan sparsi nel mondo.

Ride The Lighting

Dietro la cortina del rumore c’è però una band vera, come dimostra la lucidità e la pesantezza di questa replica, che presenta i soliti ritmi vertiginosi, ma troviamo anche assoli intensi e lucidi, testi crudi e diretti che raccontano storie di vita giovanile. Fight Fire With Fire, Fade To Black e Creeping Death sono i nuovi inni da urlare in concerto, ma la vera novità sono le cadenze Doom della conclusiva The Call Of Ktulu, che omaggia le atmosfere cupe dello scrittore H.P. Lovecraft.

S & M

I Metallica orchestrati da Michael Kamen, che guida la San Francisco Symphony Orchestra. Quella, che ad inizio carriera, poteva sembrare un’offesa, diventa invece il momento migliore della storia del gruppo dai tempi del “Black Album”. Tutti i classici, anche i più duri e cattivi, in questa nuova veste assumono un’identità precisa e convincente, compresi i due inediti. Merito soprattutto del talento del chitarrista Hammet, degno dei grandi solisti degli anni ’70. Ottima anche la versione in DVD.

St. Anger

Dopo sei anni di silenzio creativo (tranne qualche apparizione su colonne sonore e in concerto), il gruppo cerca nuove soluzioni, ma appare spiazzato davanti al flusso continuo di nuovi gruppi e stili, che ha invaso il mercato americano. Il nuovo bassista Robert Trujillo, appare ben inserito, ma è la qualità dei pezzi, violenti e veloci in modo sterile, che appare poco credibile. Nonostante i pareri discordanti della critica, i fan proiettano l’album ai vertici delle classifiche di tutto il mondo.