L.A. & N.Y.

Contemporaneamente il vertice della fama e il punto più inspiegabile del suo percorso artistico, ovvero Tu sei l’unica donna per me (grazie a uno spot tv, popolare anche tra i giovani del 2000 col nome Dammi il tuo amore… d’altra parte la pubblicità, che regna e comanda sul Paese, non include il ritornello). Una canzonetta fine a se stessa, stucchevole per linguaggio, arrangiamento e giro armonico. A suscitare il livore della critica è anche il fatto che in un momento di PCI ai massimi storici e indiani metropolitani, controcultura e scontrocultura, la canzonetta stucchevole sbaraglia la concorrenza e per 4 mesi domina la classifica. Davvero un affronto…

L.A. Woman

Si parla di scioglimento, intanto viene decisa una pausa; Morrison vola a Parigi mentre i compagni restano a Los Angeles e si godono il successo di Love Her Madly, il singolo di traino. Neanche un mese dopo l’uscita dell’album, Morrison muore; conferendo al disco un’intensità e una vena sinistra che proprio non intendeva avere.

L.A. Woman è in realtà un onesto album di rock brillante, più la fine di una storia che l’inizio di un’altra; con brani accattivanti come L.A. Woman, Crawling King Snake e soprattutto Riders On The Storm.

L.A.M.F.

Gli Heartbreakers nascono a New York nel 1975, dopo che Jonny Thunders (voce, chitarra) e Jerry Nolan (batteria) chiudono con i New York Dolls. Inizialmente al basso c’è Richard Hell, ex Neon Boys (i futuri Television), sostituito poi con Billy Rath; Walter Lure è alla seconda chitarra. Per trovare un contratto il quartetto deve trasferirsi in Inghilterra e suonare di spalla ai Sex Pistols; lì incide L.A.M.F. (che sta per “Like A Mother Fucker”), anfetaminico rock and roll con i cori sanguigni e i modi sfilacciati del punk. Al punk, gli Heartbreakers lasciano in dote due inni sul primo 45 giri, considerato un classico del genere: sono Born To Lose e Chinese Rocks (quest’ultima scritta dai Ramones, la prima da Thunders), entrambi ripresi su LP. Dopo l’uscita del singolo One Track Mind e un positivo tour britannico, il gruppo si scioglie. L’edizione L.A.M.F.: The Lost ’77 Tapes (Jungle, 2003, 2CD) allarga lo spettro a inediti dell’epoca e versioni alternative.

L.A.M.F. Revisited

L’album non godeva di una grandissima produzione. Viene dunque mixato di nuovo con la supervisione di Johnny Thunders, restituendo più pulizia e dinamica alle tracce originali. Un’edizione in un unico CD della Jungle contiene sia questo disco che D.T.K. — Live At The Speakeasy.

L.A.M.F.: Ambient Metal

L’ultima follia di Cope e compagni è un gruppo heavy (senza batteria!) che prova a reinventare il genere cucendo arazzi elettronici intorno alle distorsioni di chitarra. Musica “glambient”, secondo l’autore, che si ispira ancora a miti celtici, preistorici e del Romano Impero.

L’altra faccia di Maurizio Vandelli

Subito dopo l’arresto di Alfio Cantarella per possesso di hashish, la Ricordi impone all’Equipe 84 un nuovo batterista. Col gruppo in disfacimento attorno a lui, il cantante (nato a Modena nel 1945) incide a proprio un nome un album che di fatto non offre un’altra faccia di Vandelli: è molto simile alle nuove strade che il quartetto stava faticosamente tentando di percorrere per recuperare lo smalto dei giorni migliori.

L’ambasciatore dei sogni

Un viaggio musicale tra una Habanera rendez-vous e La banda di Chico Buarque de Hollanda, tra Rock ‘n ‘roll & cha cha cha e memorie del Veglione del ’99, con ampie pennellate di jazz. È l’album con cui Conte mette fine ai tentativi con le grandi case discografiche e accetta la sfida “indipendente” — proprio come i suoi colleghi con 40 anni di meno che investono sul rapporto diretto col pubblico e non sulle “strategie” delle multinazionali.

L’Amore è fortissimo il corpo no

Ormai cantautrice, nuovamente accompagnata da Mesolella e Spinetti nonché Pasquale Minieri (già nel Canzoniere del Lazio), torna “underground” con una piccola coraggiosa etichetta. Disco onesto, appassionato, innovativo e stimolante, che si apre con la ruvida Gesù (accompagnata da un discusso video di Citto Maselli, ambientato nella Genova del G8). È il suo album migliore — se a pubblicarlo fosse un’artista 25enne, si griderebbe al miracolo.

L’Anime nere

Scrive testi e musiche, con l’intenzione di farne un album rock. Ma i suoi interlocutori presso la casa discografica le consigliano di attenuare i toni, col risultato che a disco finito nessuno crede più nel disco, né lei, né l’etichetta che non lo promuove.

L’apparenza

Ora la sottrazione coinvolge ora anche le copertine dei dischi, bianche e minimali. L’attenzione rimbalza tra parole e musica, che si danno le spalle come due persone indifferenti in una stanza, ma sono unite dal filo di voce del cantante. Il tutto è voluto da Battisti e Panella, due artisti che cominciano a trovarsi a meraviglia quanto Battisti e Mogol in altri tempi.