Let It Bleed

Con il giovanissimo e imberbe Mick Taylor a suonare la chitarra (benissimo, va detto subito, anche se rimarrà figura di puro contorno), gli Stones cercano la continuità e ci riescono. Let It Bleed piace ancor di più a molti fan per il taglio più diretto, essenziale, rock: la title track, Gimmie Shelter, Midnight Rambler, You Got The Silver, la seconda parte di Honky Tonk Women, la famosissima rilettura di Love In Vain, da Robert Johnson, e per finire il sommo cantico di You Can’t Always Get What You Want, degna chiusura di un decennio che ha fatto storia. E se Taylor suona con riguardo quasi reverenziale, si notano le presenze di Ry Cooder, Nicky Hopkins, Al Kooper.

Let It Roll

Anche se l’album non sembra recuperare appieno la qualità degli esordi, si nota il tentativo di rendere più raffinato e articolato il suono, talvolta facendo ricorso a collaboratori esterni come Pete Wingfield.

Live From Chicago’s House Of Blues

Aykroyd, nel tempo libero dagli impegni cinematografici, è artefice della fondazione House Of Blues, destinata a preservare il patrimonio musicale dei neri. L’iniziativa si evolve in una catena di locali dedicati al blues, e in un dignitoso e nostalgico disco live, con partecipazione di vecchie glorie come Charlie Musselwhite, Sam Moore, Eddie Floyd.

La Pistola Y El Corazon

I cinque di East Los Angeles dimostrano encomiabile rigore professionale, rispondendo all’improvvisa popolarità con un disco acustico e filologico, che scava nelle radici della musica latinoamericana esplorando i ritmi del son, del huapango, del jarabe, della ranchera e del valzer. In tema anche i brani originali, la melodia di frontiera Estoy Sentado Aquì e la dinamica title track.

Live In Montana

Assieme alle nuove edizioni del catalogo SST, la Rykodisc licenzia il primo live ufficiale dei Meat Puppets. Le registrazioni sono del 7 e 8 dicembre 1988 (tra Huevos e Monsters) con medley e cover che piaceranno ai fan.