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La più promettente mancata promessa della recente scena neopsichedelica inglese è il quartetto guidato da Crispian Mills, un figlio dei fiori in enorme ritardo sui tempi. Innamorato di flower power e India, mette insieme i Kula Shaker, che suonano un brillante e coloratissimo pop mistico/psichedelico, con doverosi omaggi alla storia del rock (Grateful When You’re Dead, Hush) e dell’India (Tattva, con testi derivati dal sanscrito): il suo è un compatto wall of sound chitarristico che travolge e ipnotizza, come nella miglior tradizione lisergica.

Kaiser Chiefs

I Kaiser Chiefs sono un gruppo indie rock inglese formatosi nel 1997 a Leeds con il nome di Parva. Nel 2003 hanno preso il nome Kaiser Chiefs; il nome è stato deciso ispirandosi alla squadra in cui lo storico capitano sudafricano del Leeds Lucas Radebe militava a inizio carriera.

Hanno vinto tre Brit Awards nelle categorie: Best Group, Best British Rock Act e Best Live Act nel 2006 ed un NME Award per l’album Employment nella categoria Best Album 2006.

Kaleidoscope

Quando il rock gotico dei Banshees si impregna ancora di più di psichedelia. Proprio come un caleidoscopio, è un insieme di cose varie e mutevoli, costruite attorno a un click (Red Light) o agli arrangiamenti eccentrici del pop più bizzarro dei profondi anni ’80 (Happy House e Christine). In Israel, Siouxsie e i suoi dimostrano di sapersi volgere a limbi extraeuropei per emozioni ancora più raffinate (lo avevano fatto con Hong Kong Garden, lo ri”faranno con Arabian Nights). Mancando un chitarrista fisso, si alternano Jon McGeogh e Steve Jones.

KANTNER, SLICK & FREIBERG: Baron Von Tollbooth & The Chrome Nun

Terzo atto di una trilogia non dichiarata, questo porta ancora chiari i nomi di Kantner e moglie, ai quali si aggiunge quello di David Freiberg, dai Quicksilver (più i soliti ospiti). È opera di confine tra Airplane e Starship, non così riuscita, ambiziosa, incisiva come le due precedenti ma ulteriore testimonianza di un periodo ricco di idee per Paul e Grace, che non riusciranno più ad avvicinare queste ultime pagine di gloria californiana. Da qui in avanti sarà un rapido svendersi al pop rock di classifica, con la sigla Jefferson Starship.