British Steel

Mentre in tutto il Regno Unito prende vita la new wave of british heavy metal, la band ne impugna giustamente la paternità, con un album che sin dal titolo ne chiarisce gli intenti. Puro heavy metal, con ritmiche squadrate, riff imperiosi e la voce di Halford che canta all’unisono con i suoi fan gli inni Metal Gods, Breaking The Law e Living After Midnight. Il successo di vendita e in concerto è impressionate. Il nuovo batterista è l’ex Trapeze Dave Holland. Nel 2001 verrà pubblicato anche il DVD di questo album, dove si raccontano i retroscena di studio e molto altro.

Defenders Of The Faith

Senza cambiare di uan sola virgola una formula collaudata e vincente, ecco la nuova sequenza di classici, anticipati dal singolo Freewheel Burning. Intelligentemente la band inserisce, accanto a brani dall’impatto enorme, altri più semplici, che diventano autentici inni da concerto, come la melodica Love Bites.

Killing Machine

In America esce come Hell Bent For Leather, con un pezzo in più, il rifacimento di The Green Manalishi dei Fleetwood Mac. Lo stile metallico e potente del gruppo si è quasi delineato del tutto, come dimostrano le cascate di elettricità di Rock Forever, Delivering The Goods, Running Wild, Evining Star e le title track delle due versioni. Alla duttile voce di Halford il compito di conferire il giusto tocco melodico.

Live In London

Dopo anni di dubbi, la band torna con la novità del cantante americano “Ripper” Owens, prelevato da un gruppo che faceva cover dei Judas Priest. La somiglianza vocale con Halford è impressionate e solo i ritmi compositivi, che si sono fatti più violenti rispetto al passato, non convincono appieno i fan, che dal vivo però assistono ad un autentico clone, sia vocalmente che nelle gestualità, come ben documentano i due doppi dal vivo che lo coinvolgono, l’ultimo dei quali anche in bersione DVD. Curiosamente la storia e l’ascesa di Owens, hanno ispirato la realizzazione del film Rockstar. Il sogno termina però dopo pochi anni, perché nel novembre del 2003, dopo smentite e conferme, la band annuncia il ritorno in formazione di Bob Halford. In mezzo una collezione che raccoglie alcune rarità del periodo di Halford e un cofanetto, inizialmente con quattro CD, ma che ha lo spazio per tutta la discografia della band del periodo CBS, rimasterizzata e con delle bonus track.

Metal Works ’73-’93

È la raccolta definitiva, che documenta due decenni di successi e che cerca di aprire uno spiraglio sul futuro, minato dal traumatico ed improvviso abbandono di Bob Halford, che si è dedicato ad un nuovo progetto, i Fight, dove confonde tutti con un metal industriale di bassa lega. Cercherà di recuperare credibilità con gli Halford, stilisticamente affini alla band che lo ha reso famoso, senza mai sfiorarne però il talento.

Metalogy

Per festeggiare il ritorno di Halford, la band pubblica un cofanetto, fasciato di vere borchie, con 4 CD, per oltre cinque ore di musica, con molti classici, alcune rarità e l’inedito Heart Of A Lion, più un DVD con un concerto a Memphis del 1982 e un libro di 64 pagine condito di biografia e foto.

Painkiller

L’arrivo del batterista Scott Travis, trasmette nuova linfa vitale e l’apertura del disco è devastante, assolutamente in linea con le nuove leve del thrash metal, ma in più il gruppo può poggiare sulla vocalità infinita di Bob Halford. Determinante anche l’apporto del nuovo produttore Chris Tsangarides, da sempre estimatore della band.

Point Of Entry

Nonostante contenga alcuni nuovi classici, Heading Out To The Highway, Hot Rockin’ e All The Way, sono le atmosfere inedite di alcuni brani più lenti a colpire, come Solar Angels e l’ipnotica Desert Plain.

Priest… Live!

Nel tentativo di riordinare le idee, la band si concede una pausa, con la pubblicazione di questo doppio dal vivo, che documenta il tour mondiale dell’anno precedente. I classici degli anni ’80 ci sono quasi tutti e la band dimostra di essere in forma smagliante, anche se qualcuno insinua dubbi su esagerati ritocchi in fase di post produzione.

Rocka Rolla

Arrivano da Birmingham come i Black Sabbath e proprio come i loro maestri suonano un dark rock potente ed ispirato da tematiche misteriose, sviluppato sui riff lenti e tenebrosi delle chitarre di Glen Tipton e K. K. Downing, illuminati dalla voce acuta di Bob Halford. La formazione si completa con il bassista Ian Hill ed il batterista John Hinch.

Sad Wings Of Destiny

Nonostante la mancanza di successo, la band si guadagna la stima dei tanti fan dell’hard rock, con un esibizione strepitosa al Festival di Reading e induce la major CBS a rischiare un contratto. È un album bellissimo, che il tempo rivaluterà e contiene alcuni dei classici di sempre, Tyrant, Genoicide, The Ripper e l’incredibile Victim Of Changes, con gli echi della voce lancinante di Halford che rimbalzano da una cassa all’altra.