It’s All About — A Round About

Un gruppo insolito, sempre trascurato, mai celebrato neppure oggi, dopo che il mercato discografico ha riscoperto tutto e tutti. Sono inglesi, vantano trascorsi nella scena minore con le sigle VIP’s e Art, e a un certo punto schierano anche Keith Emerson. Nel 1967 il nucleo formato da Mike Harrison (piano), Luther Grosvenor (chitarra), Greg Ridley (basso), Mike Kellie (batteria) si unisce al tastierista americano Gary Wright, che diventa subito leader. La stesura, con pianoforte e organo, ricorda quella dei Procol Harum ma il suono è più complesso, tra pop progressivo, underground, psichedelia. Le cover dei classici Tobacco Road e The Weight sono i brani più noti del primo LP, che però si muove principalmente su altri binari sonori, tra rock tastieristico, spunti progressivi appena abbozzati, psichedelia e anche qualcosa di R&B. Indicativa in tal senso anche la rilettura di Society’s Child, di Janis Ian. Negli USA il disco è stato pubblicato solo nel 1971, con il titolo Tobacco Road.

In Concert — Merchants Of Cool

Dopo aver abbandonato la band, nel 1982, Paul Rodgers ha pubblicato due album con i Firm in compagnia di Jimmy Page (The Firm e Mean Business), uno omonimo con i The Law e dato vita ad un’intesa carriera solista. Ma si torna a parlare di lui solo per il ritorno nella Bad Company, il cui primo parto è questo album registrato dal vivo in California nel gennaio del 2002. Il gruppo è stravolto, ma la sua voce è sempre calda ed impeccabile e riascoltare i brani storici del gruppo e qualche incursione nei Free (Wishing Well e All Right Now) è un piacere. Esiste anche una versione in DVD.

I Against I

Il gruppo, reduce da un periodo di stop, ha abbassato i giri e gioca di più con gli stili. Di hardcore in senso stretto c’è poco. In mezz’ora si rende fertile un terreno di frontiera tra funk, metal, new wave e melodie come quelle di Re-Ignition e Sacred Love (per questa il cantante ha dettato delle parti vocali via telefono dal carcere in cui era). Gettando i semi di tendenze contemporanee e future, dal nuovo black rock dei Living Colour ai fenomeni vari del Crossover. Produce Ron St. Germain.

Iowa

Lo Slipknot nú 2 è meno innovativo ma, se possibile, persino più apodittico del primo. Nella gutturale sovrapposizione di hip-hop e ultra metal — anthem quali People=Shit o Disarterpiece — ci scappa pure il brano semi orecchiabile, Left Behind. Il gruppo sa che il suo mestiere è battere e picchiare duro quindi lo esegue con diligenza “estrema”. Efferato ma di grande successo.