Grapes Of Wrath

Un passato recente come punk rocker (con i Theatre Of Hate) e una sponsorizzazione importante (quella di Mick Jones dei Clash), ciuffo biondo platino e ambizioni non da poco (i riferimenti storici nel nome del gruppo, quelli letterari del titolo dell’album), il cantante e chitarrista Kirk Brandon mostra pregi e difetti in ugual quantità in titoli come The Flying Scotsman, The Wheel e Grapes Of Wrath: musica vibrante ma enfatica, caratterizzata da un vigoroso impasto di chitarre e sax, con la voce del leader in arrampicata sulle ottave con il piglio teatrale di un cantante d’opera.

Greetings From South Carolina

Dopo queste stanche session, che producono un country dal poco mordente e alle quali Toy Caldwell contribuisce con soli tre brani, il gruppo perde il chitarrista fondatore. Che non vorrà saperne delle successive reunion e che avvierà una modesta carriera solista, iniziata con tutta calma quasi dieci anni dopo. I saluti che arrivano dalla copertina sono definitivi anche per l’altro membro fondatore George McCorkle.

Greatest Hits

Più che il CD, è interessante la versione in VHS, che propone tutti i simpatici e folli videoclip del gruppo, a metà tra le luci di Las Vagas e le curve mozzafiato di splendide ragazze da sogno. Riedito in DVD nel 2003.

Germicide: Live At Whisky, June 1977

È il live del primo concerto dei Germs, nel 1977 al Whisky-A-Go-Go. Quanto a tecnica i quattro sono persino al di sotto degli standard punk. Immaginate la qualità della registrazione e un repertorio ridotto ai brani del primo singolo, Forming e Sex Boy e a poco altro da ricordare. Vale in ogni caso come documento storico. L’edizione originale era in vinile a tiratura limitata; la ROIR e poi anche la Bomp lo hanno ristampato su CD.

Gottle O’Geer

Il gruppo è allo sbando, dopo l’ennesima sostituzione (Bruce Rowland, ex sideman di Joe Cocker nella Grease Band, siede dietro i tamburi al posto di Mattacks mettendo mano anche alla produzione), e il nuovo disco viene inizialmente concepito come progetto solista di Swarbrick. Il tono (con qualche eccezione: Sandy’s Song, ballata scritta dalla Denny) è leggero ma anche poco convinto, nonostante le incursioni in aree poco esplorate e di impronta americana (il gospel rock di Lay Me Down Easy, l’r&b di Don’t Be Late). Resterà l’unico album pubblicato semplicemente a nome Fairport.

Guitar Town

Texano di adozione (è nato in Virginia), Steve Earle è uno degli artisti più sinceri e radicali della recente scena americana. Il suo primo LP è classico e ottimo country rock, uno stile fresco e brillante nel quale la tradizione americana viene rivisitata con lo spirito rock di colleghi come Bruce Springsteen o John Mellencamp, con i quali Earle manterrà nel tempo molti punti in comune.

Graceland

Il capolavoro del Simon solista, nonchè uno dei grandi dischi di etno rock: in parte registrato in Sudafrica con musicisti locali, è una straordinaria prova di commistione tra folk e rock, tra tradizione sudafricana e americana, in un ventaglio di canzoni irripetibili per effetto ed equilibrio. Simon conferma il proprio eclettismo combinando le sue classiche sonorità con musica africana, zydeco, tex mex, definendo un nuovo approccio poetico alla narrazione musicale. È un disco che ha avuto enorme successo, e che rimane tuttora un importante punto di riferimento ogni qual volta si parli di rock etnico o world music.

GARY MOORE BAND: Grinding Stone

Gary Moore ha poco più di vent’anni quando incide quest’album ma la sua chitarra può già vantare un lustro di buone avventure nel mondo della scena rockblues. Irlandese di Belfast, ha debuttato sedicenne con gli Skid Row, accompagnandosi fra gli altri a Phil Lynott, poi famoso con i Thin Lizzy. Con quella band ha inciso un paio d’album senza troppa fortuna. Nel 1973 la svolta come Gary Moore Band, con quest’album che segue la scia di un certo hard rock agli albori, tipo Rory Gallagher o Groundhogs.

Girl At Her Volcano

Pubblicato in origine nel formato inconsueto del vinile dieci pollici, questo mini album apre il capitolo della Jones “coverista” e interprete pura: sette canzoni (due registrate dal vivo) con incursioni nel repertorio standard (My Funny Valentine e Lush Life di Billy Strayhorn), una bella e malinconica versione di Walk Away Rene (Left Banke) e una spumeggiante Under The Boardwalk rinforzata dall’intervento di quattro vocalisti. La ballata orchestrale Hey Bub è invece una outtake autografa da Pirates.