Fiorella Mannoia

Dopo anni di estemporanei 45 giri, nel 1980 la sua voce caratterizza Pescatore, successo di Pierangelo Bertoli che ne sente la voce per caso nei corridoi della CGD (e la incontra per la prima volta solo tre mesi dopo l’incisione). Nel 1981 l’autoerotismo e l’insoddisfazione di Caffè nero bollente catturano l’attenzione dell’altrettanto insoddisfatto pubblico di Sanremo. L’anno successivo esce il suo primo disco vero e proprio, curato da Mario Lavezzi. Questi, nonostante l’esperienza in fatto di dive, non riesce a valorizzare l’interprete romana, che per qualche anno ancora dovrà pazientare tra le “promesse”.

Feedback

Una bella confezione cartonata, raccoglie una selezione di rifacimenti che dimostra il retroterra su cui si è edificato lo stile della band, dall’hard blues di Cream e Yardbirds fino al rock acido del classico Summertime Blues di Eddie Cochran.

Fireball

È l’album della consacrazione. Raggiunge la vetta della classifica inglese, proietta il gruppo ai vertici del mondo e conia il nuovo linguaggio del rock duro, dove le canzoni di studio, diventano un pretesto per orgiastiche riletture strumentali dal vivo. Ian Gillan si concede anche l’occasione di dare la voce al personaggio di Gesù nell’opera rock Jesus Christ Superstar.

From Another Time

Meglio di altre analoghe prove è questa ennesima testimonianza live registrata a metà anni ’70, che vede schierato il bassista originale Chris Ethridge accanto a Guilbeau, al batterista Gene Parsons e al chitarrista Joel Scott Hill, preziose aggiunte al reparto vocalist della band. Dignitose, ma nulla più, le riprese di classici “parsoniani” come Wheels e Sin City.

For The Roses

Un passo in avanti verso un’evoluzione rapida e stupefacente: il suono acquista tracce di pop e anche qualche arrangiamento jazz ma la base è ancora chiaramente folk. Electricity e You Turn Me On si aggiungono al lungo elenco dei classici. Ancora Stills e Nash tra gli ospiti, a confermare lo stretto rapporto con le alte sfere del folk rock westcoastiano.

Face Down The Blues

L’idea, forse stimolata dalla raccolta dell’anno prima, è di valorizzare l’impronta blues della voce di Doug Gray. Il materiale è tutto originale ad eccezione di Ramblin’, vecchio successo del gruppo che risulta essere il pezzo più convincente. Intanto, nel 1996, ha lasciato il gruppo anche il sassofonista e flautista Jerry Eubanks, in formazione dal 1973.