Fables Of The Reconstruction

La produzione di Joe Boyd, uno dei grandi artefici del folk revival inglese, sposta di un po’ l’asse stilistico ma manda a compimento il primo disco cruciale e importante nella carriera dei REM: le ballate Maps And Legends e Wendell Gee ne fanno il disco più originale fino a questo momento.

Fabriclive 05

Mix-compilation selezionata per l’etichetta appartenente al club, allora e attualmente, più famoso e all’avanguardia di Londra. C’è un pizzico di big beat, quel che basta di techno, trip hop in giusta quantità, drum&bass a piacere. E c’è soprattutto la sconfinata creatività di Howie B, a ragione uno dei più innovativi produttori di musica elettronica degli ultimi dieci anni.

Fabrizio De Andrè

Fabrizio De Andrè (1940-1999) inizia la carriera come Fabrizio, incidendo alcuni 45 giri per la piccola etichetta Karim di Genova, la sua città. Solo nel 1967 debutta a livello nazionale raccogliendo alcune delle canzoni più belle che ha scritto fino a quel momento, con un gusto profondamente radicato nella canzone francese soprattutto di Georges Brassens.

Tra il polemico e il romantico, il sarcastico e lo spirituale, De André avvince con una proposta unica nel panorama italiano, grazie anche a una elegante voce ben impostata.

Cantastorie delle realtà umane e sociali più marginali, politicamente polemico e autore di testi raffinati, De Andrè – con un totale di 29 album pubblicati – marchia a fuoco per oltre un quarantennio il panorama musicale italiano. 

Face Dances

Il produttore questa volta è Bill Szymczyk, noto per la sua collaborazione con gli Eagles, mentre dietro i tamburi siede l’unico batterista in grado di reggere il paragone con Keith Moon, l’ex Faces Kenney Jones. L’ubriacatura delle tastiere è per fortuna soltanto un ricordo del recente passato e l’album, a partire dall’incalzante You Better You Bet, è senza dubbio più equilibrato e riuscito di Who Are You. La copertina, coordinata da Peter Blake, è costituita da sedici ritratti degli Who da loro stessi commissionati ad altrettanti pittori (tra questi spicca il nome di David Hockney). L’edizione su CD rimasterizzato è del 1997.

Face Down The Blues

L’idea, forse stimolata dalla raccolta dell’anno prima, è di valorizzare l’impronta blues della voce di Doug Gray. Il materiale è tutto originale ad eccezione di Ramblin’, vecchio successo del gruppo che risulta essere il pezzo più convincente. Intanto, nel 1996, ha lasciato il gruppo anche il sassofonista e flautista Jerry Eubanks, in formazione dal 1973.

Face The Heat

Il passaggio alla Mercury e l’arrivo del bassista Ralph Rieckermann, non modificano lo stile geometrico e prevedibile del gruppo, che si affida ai soliti incroci melodici tra chitarra ritmica e solista e a ritornelli a pieni polmoni, pilotati dall’ugola di Meine. Il singolo Under The Same Sun è il primo vero insuccesso da anni, testimone di un hard rock per adolescenti dal palato facile, scritto per durare dieci ascolti al massimo.

Face The Music

Un disco registrato rapidamente, e forse per questo relativamente più sobrio dei precedenti. Le pretese art rock dei primi anni sono molto attenuate; spicca, in compenso il primo evergreen del gruppo: Evil Woman, seguito da un altro singolo fortunato, Strange Magic.

Face To Face

Gli album Kinks sono sempre stati compilazioni di canzoni, somme di 45 giri veri o probabili registrati in fretta e furia. Questo è il primo LP con una certa coesione e un po’ di tempo a disposizione, e i risultati si vedono; c’è un clima ben definito che avvolge tutte le canzoni, un indolente dolce sguardo alla vita che corre veloce ma lascia spazi per riflettere e sognare. La veste è minimale, come sempre, chitarre batteria e quella voce dal Paradiso dei pigri. Sunny Afternoon è un capolavoro, Fancy una delizia, Too Much In My Mind l’anello di collegamento fra il beat che va declinando e il nuovo mondo psichedelico all’orizzonte. Tra i 7 brani aggiunti, la classica filastrocca di Dead End Street.

Face Value

Assunta la carica di leader dei Genesis dopo l’uscita di scena di Peter Gabriel, il batterista diventato cantante gioca la carta dell’album solista con una dozzina di brani pop di buon impatto radiofonico. In The Air Tonight diventa un grande successo, mentre tutt’altro che memorabili sono If Leaving Me Is Easy, con l’ospite di lusso Eric Clapton, e la cover della beatlesiana Tomorrow Never Knows.