Evanescence

Gli Evanescence sono un gruppo musicale alternative metal statunitense, formatosi a Little Rock nel 1995. La band prende il nome dalla parola “evanescenza”, ossia lo stato o l’atto di svanire.

La loro musica è caratterizzata da una fusione di elementi alternative metal, gothic metal (soprattutto agli esordi) e nu metal con influenze symphonic. Hanno venduto più di 20 milioni di copie dei loro dischi sin dal 2003, con il celebre album Fallen e il fortunato seguito The Open Door.

Eurythmics Live 1983-1989

Necessaria documentazione dell’attività concertistica degli Eurythmics nella quale spicca più la forza interpretativa di Annie Lennox che le alchimie sonore di Dave Steward. Ventidue brani che nella versione originale inglese contiene anche un terzo CD con un notevole medley acustico di una quindicina di minuti (sei brani) registrato a Roma nell’89.

Ero Zero

Per la consacrazione definitiva gli mancava giusto lo stornellone dolente, e con Il carrozzone lo porta a casa, entrando nel cuore dei salumieri e delle parrucchiere, quel “popolo” cui tanti musicisti pretenziosi si rivolgono senza sfiorarlo mai. A scrivergliela sono Piero Pintucci e Franca Evangelisti, con lui dal secondo album. A fine anno esce il film Ciao Nì, uno dei tanti inni a se stesso.

Everybody’s In Showbiz… Everybody’s A Star

Ray Davies è attirato, quasi ossessionato, dalla mediocrità e solitudine sotto la maschera scintillante dello show business; da lì il titolo di quest’album e il tema della canzone più famosa, Celluloid Heroes, amaro sguardo ai sogni di Hollywood. Il disco è un doppio che nell’edizione CD, pur con due pezzi aggiunti, diventa singolo. Materiale in studio e registrazioni da due concerti alla Carnegie Hall di New York, marzo 1972, con un repertorio live che preferisce i brani più nuovi ai classici dei ’60.

Everything Louder Than Everyone Else

Assolutamente impossibile quantificare ed inventariare l’enorme massa di raccolte e album dal vivo, contemporanei e postumi, editi dalle più svariate etichette. Materiale spesso identico, con titoli e copertine diverse, in uno stillicidio illogico, se non commerciale. Nel marasma generale, questo è un doppio album live significativo.

E via

Sorrisi, ammiccamenti, ostentazioni di mood positivo fin dalla copertina. Davvero difficile riconoscerli, e non solo per l’arrivo del sessionman tuttofare Gabriel Amato. La partecipazione a Sanremo con Grande Joe è l’emblema delle difficoltà di una generazione di musicisti nel confrontarsi con gli anni ’80. Seguirà un lungo, imbarazzato silenzio, interrotto solo dalla pubblicazione di Non mettere le dita nel naso (Ricordi, 1989) di Francesco Di Giacomo (prodotto da Vittorio Nocenzi e suonato fondamentalmente dal Banco: Nocenzi, Maltese, Calderoni…).

Exit

Riconquistata dal pop? Apparentemente sì. Più serena e ben disposta del solito, coglie anche l’occasione di affacciarsi nella "heavy rotation" della videomusica grazie al duetto con Skye Edwards dei Morcheeba in Open Your Eyes.

Comincia anche a collaborare con l’aspirante erede di Battiato, Morgan dei Bluvertigo.

Evolution

È un altro passo in avanti verso la creazione definitiva dell’AOR (Adult Oriented Rock), lo stile di cui il gruppo (alla batteria il nuovo arrivato Steve Smith), sarà re incontrastato per tutta la prima metà del decennio successivo, merito anche del produttore Roy Thomas Baker (Queen). Terminale perfetto per il rock alcune volte pomposo, ma spesso hard, è Steve Perry, vocalist straordinario, che conquista tutti, per l’infinito bagaglio tecnico e per il pathos delle sue interpretazioni. Neal Schon espone tutta la sua classe in solidi riff ed assoli melodici, che diventeranno ben presto un marchio di fabbrica ed uno stile da imitare. Tante le belle canzoni, su tutte le delicate Just The Same Way, City Of The Angles, Do You Recall e il classico Lovin’, Touchin’, Squeezin’.