D.O.A. [Death On Arrival] — The Third And Final Report

I Throbbing Gristle continuano ad armeggiare col rumore, occasionalmente organizzandolo in qualcosa di simile a canzoni tradizionali. Sul versante meno ostico c’è l’elettronica di AB/7A, mentre Hamburger Lady è un saggio del lato disturbante che attira un’ostilità feroce contro i quattro, documentata dai messaggi lasciati sulla loro segreteria telefonica e raccolti in Deaththreats. Sul CD c’è We Hate You (Little Girls), il singolo più famoso del gruppo. Ristampato dalla Mute nel 1983 e su CD nel 1991.

D.T.K. — Live At The Speakeasy

Londra, 15 marzo 1977. Con concerti come quello allo Speakeasy gli Heartbreakers si fecero conoscere al pubblico Punk britannico, loro così diversi eppure con la stessa energia. Il loro sound esagitato, tra New York Dolls, Rolling Stones, Who e Ramones impressionò anche gli stessi Sex Pistols.

Déjà Voodoo

Trovato finalmente un nuovo assetto stabile (con Andy Hess al basso e Danny Louis alle tastiere), i Mule restano fedeli alla loro dottrina musicale: rock blues sincopati (Bad Man Walking, Perfect Shelter), riff hard rock (Lola Leave Your Light On), ballate chitarristiche dense (Little Toy Brain, About To Rage) o rarefatte (No Celebration, Separate Reality). Nessuna sorpresa, ma voce e sei corde elettrica di Haynes sono una garanzia di affidabilità.

Da Da

Qualcosa ricomincia a muoversi. Non a caso c’è lo zampino di Bob Ezrin, che dopo i fasti di The Wall coi Pink Floyd, si muove praticamente solo per il vecchio amico Alice. C’è ancora molto timore a confrontarsi con il synth-pop che impazza là fuori, ma qualche idea (paurosa) torna a fare capolino in I Love America e Pass The Gun Around. Disco completamente trascurato a causa del predecessore.

Da Game Is To Be Sold Not To Be Told

La copertina al limite del trash, con il protagonista in smoking protetto dai suoi pitbull, ben illustra lo spirito dell’album. Passato alla No Limit dell’esplicito Master P, Snoop Doggy Dogg è ora soltanto Snoop Dogg, e aderisce alla vocazione dell’etichetta: hip hop volgare e amato nei ghetti, senza particolari pretese artistiche. Le vendite gli danno ragione, con la conferma del primo posto raggiunto alla prima settimana di presenza nei negozi.