Hallelujah

Le smanie psichedeliche sono presto abbandonate per un album di blues, rock e boogie nella maniera che è ormai tipica del complesso: un suono senza fronzoli, a tratti selvatico, lontano dai modelli dell’epoca. Sicuramente originali, anche se non proprio convincenti. Fra i brani, Time Was e Sic ‘em Pigs.

Live At Topanga Corral

Altro recupero di nastri del ’66-’67, questa volta dal vivo. Una serie di conferme; grande cultura blues, interpretazioni non proprio impeccabili, voglia comunque di andare al di là della semplice copia calligrafica spingendo i brani verso i 5-10 minuti, con largo spazio agli assoli.

Far Out

Una ricca compilazione italiana con “different mix, versioni alternative, inediti e rarità” del complesso negli anni d’oro. L’edizione in vinile ha una grafica spettacolare, con una copertina-oggetto che simula una grande lattina scoperchiabile.

Living The Blues

Nonostante le incertezze, il gruppo produce molto. Living The Blues è un’opera ambiziosa e complessa, con un primo disco di canzoni pop e rock blues e un secondo LP occupato da una lunga jam improvvisata, Refried Boogie., con largo spazio a velleitari assoli dei vari membri (il più dotato pare Henry Vestine, chitarrista che di lì a poco sarà chiamato a collaborare con il grande Albert Ayler). Fra i brani del primo disco spiccano Going Up The Country, buon successo in classifica, e Parthenogenesis, delirante fantasia di “raga blues” rumoristico fra Gange e Mississippi. Ci sono ospiti notevoli: John Mayall, Dr. John, John Fahey.

Canned Heat

Il cantante e armonicista Bob Hite, detto “l’Orso” per la mole imponente, e il chitarrista cantante Alan Wilson, “il Gufo” per l’accentuata miopia, mettono in scena il loro grande amore per il blues originale con una formazione che presto diventa un culto della scena di Los Angeles. Il primo album è acerbo e calligrafico ma suscita un buon interesse, con traduzioni di classici come Rollin’ & Tumblin’, Help Me, Dust My Broom.

Boogie With The Canned Heat

Il successo arriva presto con On The Road Again, un country blues addirittura degli anni ’20 rinfrescato per l’occasione. L’album ruota intorno a quell’hit, con accenti curiosi: Wilson canta in falsetto e ha poca dimestichezza con l’emergente super blues elettrico e il batterista Adolfo “Fito” de la Parra fornisce un magrissimo, spesso zoppicante supporto ritmico.