Boogie With The Canned Heat

Il successo arriva presto con On The Road Again, un country blues addirittura degli anni ’20 rinfrescato per l’occasione. L’album ruota intorno a quell’hit, con accenti curiosi: Wilson canta in falsetto e ha poca dimestichezza con l’emergente super blues elettrico e il batterista Adolfo “Fito” de la Parra fornisce un magrissimo, spesso zoppicante supporto ritmico.

Canned Heat

Il cantante e armonicista Bob Hite, detto “l’Orso” per la mole imponente, e il chitarrista cantante Alan Wilson, “il Gufo” per l’accentuata miopia, mettono in scena il loro grande amore per il blues originale con una formazione che presto diventa un culto della scena di Los Angeles. Il primo album è acerbo e calligrafico ma suscita un buon interesse, con traduzioni di classici come Rollin’ & Tumblin’, Help Me, Dust My Broom.

Far Out

Una ricca compilazione italiana con “different mix, versioni alternative, inediti e rarità” del complesso negli anni d’oro. L’edizione in vinile ha una grafica spettacolare, con una copertina-oggetto che simula una grande lattina scoperchiabile.

Future Blues

Il 1970 sembra un anno fortunato, il singolo di Let’s Work Together arriva addirittura al n. 2 delle classifiche inglesi e fa la forza di questo album, anch’esso ben venduto. A settembre però muore Alan Wilson, per overdose di droga. Il gruppo non sarà più lo stesso.

Hallelujah

Le smanie psichedeliche sono presto abbandonate per un album di blues, rock e boogie nella maniera che è ormai tipica del complesso: un suono senza fronzoli, a tratti selvatico, lontano dai modelli dell’epoca. Sicuramente originali, anche se non proprio convincenti. Fra i brani, Time Was e Sic ‘em Pigs.

Hooker ‘n’ Heat

Fra le ultime imprese di Wilson con il gruppo, questo storico incontro con uno dei maestri prediletti: John Lee Hooker, il re del boogie blues. Piacevole e divertente, è una chiara conferma di quanto la musica Heat debba all’uomo di Clarksdale. Il gruppo è però a pezzi e alle sedute non partecipano né Larry Taylor né Harvey Mandel, passati al gruppo di John Mayall.

Kings Of The Boogie

Gli anni d’oro sono alle spalle, Canned Heat è ormai una semplice sigla di facciata con ripetuti mutamenti di formazione. La continuità viene garantita da Bob Hite, l’Orso, che però muore nell’aprile del 1981. A quel punto la storia si sfilaccia ulteriormente. Il leader diventa De la Parra, con occasionali interventi di Vestine.

Live At Topanga Corral

Altro recupero di nastri del ’66-’67, questa volta dal vivo. Una serie di conferme; grande cultura blues, interpretazioni non proprio impeccabili, voglia comunque di andare al di là della semplice copia calligrafica spingendo i brani verso i 5-10 minuti, con largo spazio agli assoli.