C.J. Fish

Rimasti gli unici del nucleo originario, Country Joe e Barry Melton fanno un’acclamata comparsa al Festival di Woodstock e poi concludono la storia dei Fish con The Love Machine, The Return Of Sweet Lorraine, Sing Sing Sing.

C.S.A.R.

Ovvero, Cosa succederà alla ragazza? Cerebrale eppure lieve, decisamente urbano e non solo per La metro eccetera, uno dei suoi pezzi migliori di sempre. Panella è scatenato nei suoi giochi verbali, Battisti è attentissimo a cosa succede tra il pop elettronico e certi sommovimenti che dall’Inghilterra porteranno al trip-hop.

C.s.i.

Non Disponibile

Chiusa l’avventura dei CCCP, con la sigla di Consorzio Suonatori Indipendenti (a fare ironicamente il verso alla Comunità degli Stati Indipendenti che per breve tempo prenderà il posto della disciolta URSS) Giovanni Ferretti e Massimo Zamboni si uniscono a Gianni Maroccolo, illustre ex Litfiba, Francesco Magnelli e Giorgio Canali.

Rimangono in attivo dal 1992 al 2001, per un totale di otto dischi pubblicati.

C’è chi dice no

Conferma le nuove coordinate stilistiche: musicalmente è sempre piacevole, ma anche prevedibile. D’ora in poi la differenza la faranno i testi, che si possono dividere tra la piccola poesia di routine (Ciao, Vivere una favola, Ridere di te), i divertissement (Lunedì, Blasco) e gli editoriali da guru degli irregolari, come la ruvida C’è chi dice no.

C’hanno preso tutto

Dopo un premio al Club Tenco e un tour con Dalla (che lo pubblica per la sua etichetta), il cantante (nato a Cattolica nel 1970) colpisce subito con Chicco e Spillo, uno dei brani che ne definisce la capacità di essere leggero e drammatico al tempo stesso. Nell’album, realizzato insieme a Beppe D’Onghia (ex Stadio, al suo fianco per una decina d’anni) spicca anche Il mostro, uno dei brani cui è maggiormente legato.

Cabaret Voltaire

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Il rock incontra l’elettronica: succede alla fine degli anni ’70 con l’industrial rock dei Cabaret Voltaire. Formatisi a Sheffield, Inghilterra, nel 1973, derivano il loro nome dall’omonimo nightclub di Zurigo che fu centro nevralgico del primo movimento Dada.

La loro musica è un ibrido tra sonorità pop, synthwave, dance, techno e post-punk; il gruppo rimane in vita fino al 1994.