Change

“Cambiamento nella permanenza” (come recita il titolo di una canzone) è il nuovo credo del gruppo, che per recuperare energie si affida alla nitida produzione dell’esperto Tony Visconti (David Bowie). Il rock degli Alarm torna ad essere più essenziale ed incisivo (con sfumature r&b in Sold Me Down The River), ma nel cuore della band stavolta c’è soprattutto la madrepatria gallese: celebrata (con tanto di coro maschile e orchestra filarmonica) nella maestosa e ridondante A New South Wales.

Concerto In B.Goode

Nella seconda metà dei ’60 il rapporto con la nuova etichetta dà origine a cinque album, di buona qualità ma non particolarmente brillanti, con nuove versioni dei vecchi successi, registrazioni di studio effettuate a Memphis e San Francisco e un curioso live, realizzato sempre a San Francisco, dove Berry è affiancato dalla poi famosa Steve Miller Band.

I dischi sono stati tutti riediti su CD nel 1989 corredati da diverse bonus track.

Cricklewood Green

Sugar The Road, Working On The Road, Me And My Baby e Year 3.000 Blues, mostrano la stessa grinta del disco precedente e sono i capisaldi di un lavoro che segue la pista di un rock duro intinto nel blues ma che ammicca al grande pubblico. Alvin Lee si è specializzato in plateali assoli di chitarra e viene venerato come “la chitarra più veloce del West”.

Carl & The Passions: So Tough

Il passaggio alla Reprise, con l’etichetta personale Brother, vede all’opera una band che non ha più l’innocenza Surf né le brillanti intuizioni di metà ’60 ma che fa del mestiere la propria forza. Le composizioni non sono né belle né brutte, e gli album testimoniano di una carriera che ha già offerto quasi tutto e prosegue per inerzia.

Carl&The Passion è il nome della vecchia band di Carl Wilson; per ragioni ignote due facciate dell’album sono le stesse di Pet Sounds, il che rende automaticamente le altre due molto inferiori.

Call Of The West

Uno dei dischi più originali, visionari e sottovalutati della scena californiana primi anni ’80. L’elettronica dei Wall Of Voodoo suona, oggi, stilosamente vintage; le piccole novelle di Ridgway, declamate con voce ipnotica e miagolante, come un incrocio riuscito tra Tarantino, Orwell e i grandi romanzi “hard boiled”. Folate di sintetizzatori, vibrati di chitarra e ululati d’armonica soffiano sulla galoppata elettronica di Tomorrow, i ritmi alienanti da catena di montaggio di Factory, l’incedere epico di Call Of The West e il minimalismo paranoico di They Don’t Want Me e Spy World. Su Lost Weekend, suggestiva ballata elettronica, aleggia un vento di apatica rassegnazione, mentre lo strumentale On Interstate 15 aggiorna il mito americano del viaggio secondo lo stile di Ennio Morricone. Magistrale Mexican Radio, esilarante tarantella techno che usa una surreale storia di confine come riuscita parabola di uno spaesamento universale.