All This And More

Tre concerti, due all’immancabile CBGB’s, uno a San Francisco, tra il ’77 e il ’78. Un’ennesima raccolta live concepita probabilmente per ovviare alle mancanze di quelle precedenti, e rendere una volta per tutte giustizia (parziale, trattandosi di un disco) a quegli spettacoli memorabili.

Sono ben trentacinque tracce (i brani, chiaramente, si ripetono) in cui non manca un classico della band; né poteva essere altrimenti, tanto è stata breve la vicenda e esiguo il repertorio.

A Momentary Lapse Of Reason

Con la direzione artistica passata nelle mani di Gilmour, e tempi di realizzazione sempre più allungati, i Floyd dimostrano di sapersela cavare egregiamente, e chi si attendeva un disco in qualche modo monco ha modo di ricredersi. Sono in realtà mezzi Pink Floyd (Gilmour e Mason più il produttore Bob Ezrin), costretti a ricorrere per la prima volta a collaboratori esterni anche sul fronte compositivo (Phil Manzanera, Anthony Moore). Il risultato offre però una continuità inattesa e assolutamente nulla di nuovo, se non che si lasciano in disparte le depressioni degli ultimi tempi in favore di un suono più immediato: On The Turning Away prosegue nella definizione di “ballata secondo i Pink Floyd”, Sorrow il brano più bello.

A Change Of Seasons

Aperto da una straordinaria suite in sette parti che intitola il CD, è anche l’occasione per presentare il nuovo tastierista Derek Sherinian e per ascoltare il gruppo che omaggia dal vivo brani di Kansas, Elton John, Deep Purple, Pink Floyd, Queen e Led Zeppelin, dimostrando una cultura musicale senza confini.