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L’idea originaria era quella del primo album solistico di Anderson (da cui il titolo), poi pubblicato a nome di un gruppo molto rinnovato e poco affiatato, che suona tecnopop solo perché va di moda. Tutti i dischi fino a questo sono stati remasterizzati, dal 2001 al 2003, con l’aggiunta di bonus.

A Beacon From Mars

Due straordinarie improvvisazioni collettive fanno del secondo disco il capolavoro del gruppo. Taxim, un tema popolare turco, e la title track diventano l’occasione per lunghe improvvisazioni tra folk, country, raga rock, in cui risaltanto i timbri esotici di strumenti mediorientali come oud, saz, bozouki. Ma c’è anche blues, acid folk, country, cajun, boogie, in un vero caleidoscopio di suoni.

A Black Box

Un disco tutto nero, in copertina e nei solchi: Hammill fa quasi tutto da solo, tranne qualche contributo di tre diversi David, Lord (tecnico del suono), Jackson (fiati) e Ferguson (synt). Canzoni scure e nervose, un po’ sfilacciate, rumori e disturbi che si alternano a momenti più tranquilli, anche se tutt’altro che luminosi. Hammill canta con voce tirata e quasi disperata i suoi soliti incubi notturni. Un’intera facciata occupata da Flight. Originariamente un’autoproduzione, è stato poi riedito dalla Virgin.

A Box Of Birds

Il disco più sorprendente e interessante degli ultimi anni, e allo stesso tempo quello più atipico dell’intero catalogo: è un’allettante collezione di covers che passa con bell’effetto dai Beatles ad Alex Harvey, dagli Ultravox a Kevin Ayers, dai Television a David Bowie a Neil Young.

A Brief History Of The 20th Century

L’antologia è il preludio alla ricostituzione dei Gang of Four per opera dei soli Jon King e Andy Gill. Contiene un saggio critico di Greil Marcus sulla band. A cavallo tra gli anni ’80 e ’90, molte band si ispirano ai Gang of Four, soprattutto Red Hot Chili Peppers (Flea racconta di avere imparato a suonare il basso ascoltando il lavoro di Dave Allen in Entertainment!), Jane’s Addiction e Fugazi.

A Broken Frame

Vince Clarke abbandona il gruppo per formare gli Yazoo (e poi, gli Erasure), e viene sostituito da Alan Wilder (tastiere, ovviamente). Molti si aspettano il crollo del gruppo, invece sale in cattedra Martin Gore, che inizialmente cerca il ritornello come faceva il suo predecessore (e le hit-parade danno soddisfazione a See You e The Meaning Of Love); ma My Secret Garden lascia intravedere il futuro: elettronica a tinte dark, e contrasto col calore della voce di Gahan.

A Can Of Bees

In mezzo alla grande frenesia punk, i Soft Boys di Robyn Hitchcock si fanno notare per un rock nervoso, che rifugge la caotica e aggressiva energia del punk in favore di sonorità sixties e interpretazione power pop. Give It To The Soft Boys, Sandra’s Having Her Brain Out, Walking Through A Ventilator, Leppo & The Jooves, I Want To Be An Anglepoise Lamp danno la misura di un gruppo di grande brio strumentale, tenuto insieme dalla vena visionaria del leader, autore di alcune tra le più originali canzoni del periodo. Disco pubblicato in tre successive edizioni, sempre con scelta di brani leggermente diversa, poi riordinate nell’ultima versione CD della Rykodisc.