(Refugee Camp) Bootleg Series EP

Otto tracce estratte dai due dischi precedenti e remixate ad uso e consumo dei fan più accaniti. Un prodotto da club, e quindi di “nicchia”, che recupera le radici rap più genuine del gruppo prima del repentino scioglimento e delle successive prove soliste.

‘A 67

Non Disponibile

Gli ‘A67 sono un gruppo rock crossover italiano, originario di Scampia (NA).
Il progetto nasce nel 2004 come risposta alla difficile condizione sociale della periferia nord di Napoli e alle faide tra bande camorriste.

Due i dischi all’attivo: A camorra song’io (Polosud, 2005) e Suburb (Edel, 2008). Quest’ultimo si avvale della collaborazione di numerosi ospiti italiani, fra cui Mauro Pagani, ‘O Zulù, Francesco dei 24 Grana, Valeria Parrella e Roberto Saviano.

L’attuale formazione è composta da Daniele Sanzone (Voce), Andrea Verdicchio (Sassofono, Flauti, Tastiere), Enzo Cangiano (Chitarre), Luciano Esposito (Batteria) e Gianluca Ciccarelli (Basso).

Diversi i premi conseguiti, tra cui il riconoscimento Laratro Upr/MEI come Miglior Gruppo Emergente (2008), il terzo posto al Premio Tenco per il Miglior Album in Dialetto (2008), e il premio Suoni di Confine al MEI (2008).

14 Shots To The Dome

Un passo indietro, benché la divertente Back Seat (Of My Jeep), la consueta enfasi egocentrica di How I’m Coming e l’amara Stand By Your Man siano all’altezza del disco precedente, proprio l’ansia di ripetere il successo ottenuto con Mama Said Knock You Out finisce per schiacciare il peso massimo del rap statunitense.

45 rpm: The Singles, 1977-1979

Dedicato ai nostalgici del vinile: tutti singoli dei Jam, lati A e lati B, in ordine cronologico e suddivisi in due cofanetti. Il box quintuplo uscito quattro anni prima lo renderebbe un acquisto quasi superfluo, non fosse che i box sono molto ben confezionati, contengono anche b-side dal vivo e, soprattutto, i videoclip di numerosi brani nella porzione “enhanced” dei CD.

 

154

Copertina (che elimina tutti i residui di figurazione: linee e colori puri contro la bandiera rosa su sfondo piatto e neutrale), titolo (il numero di concerti effettuati sino a allora) e soluzioni sonore (più ricche e calibrate con tastiere, viole, violini, un corno inglese): il capolavoro dei Wire. Brani che conciliano premura e esperienza (I Should Have Known Better, Two People In A Room), il lato nervoso e quello cattedratico. Un passo di più verso l’astrattismo (e con quale cupezza) che concerne persino il pop sintetico ovoidale di The 15th. Concettuali controcorrente in piena anarchia punk, gli inglesi tiravano già la volata a tutta la new wave. Ristampa EMI come per i primi due LP (in questo caso sono cinque le tracce in più).

1994 Damage

Un’altra importante collaborazione è quella con David Sylvian, ex Japan, artista idealmente in sintonia con le idee di Fripp. The First Day e Damage sono tra le cose migliori di tutta la carriera, perché alle idee strumentali di Fripp, spesso fredde e troppo astratte, Sylvian conferisce forma, dolcezza ed emozione.