!!! (chk chk chk)

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I !!! (pronunciato Chk Chk Chk, come uno schiocco della lingua contro il palato, ripetuto tre volte) sono una band statunitense formatasi nel 1995 a Sacramento (California).

La band nasce dalle ceneri di altri 3 gruppi della zona: The Yah Mos, Black Liquorice e Popesmashers; dopo un tour di successo insieme, le band decisero di fondersi miscelando il proprio stile. Il risultato combina generi diversi come funk, indie-rock, ed electropunk.

Il loro album di debutto è uscito nel 2000 con il titolo omonimo "!!!" (etichetta Gold Standard Laboratories).

Negli anni sono diventati famosi per i loro show live catartici e sono comunemente associati con il movimento dance-punk.

#1 Record

I Big Star anticipano i tempi con una sfilza di radiose melodie power pop (Ballad Of El Goodo), taglienti simmetrie "chitarristiche (In The Street) e malinconici brindisi all’adolescenza e al rock and roll (Thirteen). Disastro commerciale, ma trionfo artistico.

È tornato Garibaldi

Nell’Italia di Tangentopoli e della protesta leghista, il cantante Oskar Giammarinaro auspica il ritorno dell’eroe dei Due Mondi per mettere le cose a posto e non rinuncia a dire la sua, spesso in maniera arguta, su altri problemi che affliggono il Paese. Raro esempio di pop «consapevole», la musica degli Statuto diverte con la sua miscela di ska, soul e beat.

"Hours"

Altro emblematico cambiamento di etichetta: la vecchia star comincia ad essere ingombrante. Del resto, mancando un’avanguardia che lo ecciti davvero, nuovamente regala un album completamente irrilevante. Molti critici sostengono che somiglia a Hunky Dory, ma forse lo hanno letto su Internet: gli somiglia solo perché è tondo. Comunque il nostro eroe sorride ugualmente: si è quotato in Borsa, e fa soldi a camionate.

"O"

Tentativo di farsi valere su scala internazionale: brani di Fossati e Conte, incisioni londinesi, produzione di Greg Walsh, sviolinate della Royal Philarmonic Orchestra. Un abito costoso di stilisti pregiati, ma non molto comodo. E nemmeno così bello.

Über Cobra

Il nuovo live, registrato come il precedente alla House of Blues di Myrtle Beach (South Carolina), è acustico, e l’approccio “unplugged” si adatta bene anche ai brani più duri del repertorio come Imitation Leather Shoes (che nella circostanza assume tonalità bluegrass). Interessante, ancora una volta, la scelta delle cover, con l’apertura affidata ad un’esuberante Walk On (Neil Young), l’ennesima ripresa dai Talking Heads (la countryeggiante City Of Dreams) e un classico white soul di Steve Winwood (Can’t Find My Way Home).

’78 In The Shade

Il ritorno in classifica di Itchycoo Park, nel 1976, riaccende l’interesse del pubblico per il gruppo, che si riforma (senza Ronnie Lane, che nel frattempo ha messo in piedi un famoso studio mobile di registrazione) per due inutili appendici discografiche che finiscono nel nulla. Al contrario, il loro catalogo storico continua a essere saccheggiato senza remore, e soltanto nel 1996 si arriverà a un accordo con i musicisti sul pagamento delle royalties. Ronnie Lane, da tempo affetto da sclerosi multipla, muore però poco dopo, nel 1997. Marriott era scomparso nel 1991, nell’incendio di casa sua.

‘A 67

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Gli ‘A67 sono un gruppo rock crossover italiano, originario di Scampia (NA).
Il progetto nasce nel 2004 come risposta alla difficile condizione sociale della periferia nord di Napoli e alle faide tra bande camorriste.

Due i dischi all’attivo: A camorra song’io (Polosud, 2005) e Suburb (Edel, 2008). Quest’ultimo si avvale della collaborazione di numerosi ospiti italiani, fra cui Mauro Pagani, ‘O Zulù, Francesco dei 24 Grana, Valeria Parrella e Roberto Saviano.

L’attuale formazione è composta da Daniele Sanzone (Voce), Andrea Verdicchio (Sassofono, Flauti, Tastiere), Enzo Cangiano (Chitarre), Luciano Esposito (Batteria) e Gianluca Ciccarelli (Basso).

Diversi i premi conseguiti, tra cui il riconoscimento Laratro Upr/MEI come Miglior Gruppo Emergente (2008), il terzo posto al Premio Tenco per il Miglior Album in Dialetto (2008), e il premio Suoni di Confine al MEI (2008).

‘Bout Changes ‘n’ Things

Basterebbero tre canzoni a farne un piccolo capolavoro — Thirsty Boots (dedicata a Phil Ochs), I Shall Go Unbounded, Violets Of Dawn — ma tutto il disco testimonia l’avvenuta maturazione di un talento che fa di Andersen uno dei migliori cantautori americani della sua generazione. La scrittura raffinata — citiamo appena il primo verso di Violets Of Dawn — non è mai puro esercizio formale, ma specchio fedele di una sensibilità poetica non comune.

‘Bout Changes ‘n’ Things Take 2

Stesse canzoni, stesso ordine, ma arrangiamenti elettrici, ispirati senza dubbio dall’inquietudine musicale di Bob Dylan, della cui piccola corte Andersen è entrato subito a far parte. Tra i nomi dei musicisti coinvolti nelle session spicca quello di Debbie Green, la giovane e affascinante folksinger che Andersen ha sposato.

‘Snaz (Live)

Entusiasmante doppio dal vivo che ripercorre tutta la carriera del gruppo. Ci consegna una serie di hit da cantare a squarciagola, covers comprese: Tush (ZZ Top), Cocaine (Eric Clapton) e Shapes Of Things (The Yardbirds), che duellano con una manciata di classici. È l’unico album da avere assolutamente.

‘Til The Medicine Takes

Il gruppo è in crescita e, rinforzato a tratti dai fiati scoppiettanti della Dirty Dozen Brass Band e dalla tonante ugola gospel di Dottie Peoples, confeziona una delle sue migliori prove di studio. La fusion morbida di Bear’s Gone Fishing, il violino di You’ll Be Fine, il country&western di The Waker e l’eccellente honky tonk blues di Blue Indian (uno dei pezzi più pregiati in catalogo) bilanciano gli episodi più allmaniani (Climb To Safety, Surprise Valley). La voglia di nuovi orizzonti è manifestata dall’arruolamento in studio del dj Colin Butler, incaricato di far scratching con giradischi e vinili.

(MIA) The Complete Anthology

Contiene l’intero GI e tutte le registrazioni ufficiali in studio dei Germs. Per cominciare i singoli Forming e Lexicon Devil, quindi i due brani rari di What We Do Is Secret, sei canzoni registrate per la colonna sonora di Cruising (di cui cinque rimaste inedite) e la Forming 2 data alla compilation della What? What Is It?. In tutto fanno trenta canzoni, più o meno l’intero corpus sonoro della band. Non tutto è all’altezza di GI (Forming e Sexboy, per esempio, i due acerbissimi primi brani), ma questa compilation ha tra l’altro il merito di rendere disponibile su CD il materiale di dischi da tempo fuori catalogo.